October 2020

Chris Cassidy, Anatoly Ivanishin e Ivan Vagner (Foto NASA)

Poche ore fa l’astronauta Chris Cassidy e i cosmonauti Anatoly Ivanishin e Ivan Vagner sono tornati sulla Terra sulla navicella spaziale Soyuz MS-16, atterrata in Kazakistan. I tre hanno trascorso poco più di 6 mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, dov’erano arrivati il 9 aprile 2020 come parte della Expedition 62. Dopo l’atterraggio, sono stati assistiti da personale ridotto con le precauzioni necessarie per evitare rischi di contagio da Covid-19.

Concetto artistico di OSIRIS-REx mentre scende sul suolo di Bennu (Immagine NASA/Goddard/University of Arizona)

Poche ore fa la sonda spaziale OSIRIS-REx della NASA è scesa sulla superficie dell’asteroide Bennu per prelevare campioni di suolo in quello che è stato chiamato TAG (Touch-And-Go). L’area selezionata è in un cratere che è stato chiamato Nightingale del diametro di circa 16 metri nell’emisfero nord di Bennu. L’operazione è stata compiuta in modo totalmente automatico perché c’è un ritardo di 18,5 minuti nelle comunicazioni dovuto al fatto che OSIRIS-REx è a circa 334 milioni di chilometri dalla Terra. Se l’esito sarà soddisfacente, questa parte della missione sarà conclusa.

Arp 283 (NGC 2799 ed NGC 2798) (Immagine ESA/Hubble & NASA, SDSS, J. Dalcanton Acknowledgement: Judy Schmidt (Geckzilla))

Una fotografia scattata dal telescopio spaziale Hubble ritrae Arp 283, che non è un singolo oggetto bensì una coppia di galassie classificate come NGC 2798 (sulla destra) ed NGC 2799 (sulla sinistra). L’astronomo Halton Arp inserì questa coppia nel suo catalogo delle galassie peculiari perché si tratta di due galassie interagenti, il che significa che sono influenzate dalla reciproca forza di gravità. Arp 283 è stata paragonata a una tromba marina con stelle di NGC 2799 che sembrano cadere verso NGC 2798 come gocce d’acqua. In un lontano futuro, le due galassie potrebbero fondersi.

Betelgeuse vista dallo strumento SPHERE nel dicembre 2019 (Immagine ESO/M. Montargès et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio della stella Betelgeuse che conclude che è più piccola e più vicina alla Terra rispetto alle misurazioni precedenti. Un team di ricercatori guidato dalla dottoressa Meridith Joyce della Australian National University (ANU) ha usato osservazioni condotte usando lo strumento SMEI del satellite Coriolis prima che cominciasse a perdere luminosità e tre diversi metodi di modellazione per concludere che il suo raggio è di circa 764 volte quello del sole, la sua massa è tra 16,5 e 19 volte quella del Sole e la sua distanza è di circa 548 anni luce dalla Terra.

Pigafetta Montes ed Elcano Montes su Plutone confrontati con le Alpi

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” riporta uno studio che offre una spiegazione all’origine del manto nevoso esistente sulle montagne più alte del pianeta nano Plutone che creano una sorta di panorama alpino dato che assomiglia per molti versi alle Alpi terrestri. Un team di ricercatori ha usato i dati raccolti dalla sonda spaziale New Horizons della NASA per capire che quella neve è composta principalmente di metano. Questo composto può diventare solido alle condizioni presenti su Plutone e forma quel manto attraverso un processo ben diverso rispetto a quello che porta alle nevicate alpine.