Uno studio del blazar più lontano mai scoperto

Il blazar PSO J0309+27 (Immagine Spingola et al.; Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF.)
Il blazar PSO J0309+27 (Immagine Spingola et al.; Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sul blazar PSO J030947.49+271757.31, o semplicemente PSO J0309+27, il più lontano mai individuato essendo a circa 12,8 miliardi di anni luce dalla Terra. Un team di ricercatori guidato dall’astrofisica Cristiana Spingola dell’Università di Bologna e associata INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha usato il radiotelescopio VLBA per studiare PSO J0309+27 scoprendo dettagli in un getto di materiali espulsi a circa tre quarti della velocità della luce che si estende per circa 1.600 anni luce.

Un blazar è un tipo di quasar, un nucleo galattico attivo, che ha un getto orientato verso la Terra. Ha una luminosità tale da essere rilevabile a miliardi di anni luce di distanza perché un buco nero supermassiccio scalda i materiali che lo circondano al punto da generare enormi quantità di emissioni elettromagnetiche. Alcuni quasar, e quindi anche alcuni blazar, possono avere emissioni di onde radio particolarmente elevate e quindi essere ottimi soggetti di osservazioni con radiotelescopi. Essi vengono chiamati radio-blazar e per questo motivo i nuclei galattici attivi vengono chiamati radio-loud AGN dalla sigla inglese per Active Galactic Nuclei.

Il blazar PSO J0309+27 era stato scoperto da un team guidato da Silvia Belladitta, dottoranda dell’Università dell’Insubria che stava svolgendo il suo lavoro di tesi presso l’Istituto nazionale di astrofisica a Milano, grazie a osservazioni condotte con il Large Binocular Telescope (LBT) e il telescopio spaziale Swift ma era risultato da subito che fosse molto luminoso anche alle onde radio. L’annuncio della scoperta era stato pubblicato nel marzo 2020, anch’esso su “Astronomy & Astrophysics”.

Alcuni dei ricercatori che hanno scoperto il blazar PSO J0309+27 hanno continuato a studiarlo, stavolta con il radiotelescopio VLBA (Very Long Baseline Array ), ottenendo nuovi dettagli grazie alla sua luminosità alle onde radio. Ciò ha permesso di scoprire alcune caratteristiche fuori dal comune.

L’astrofisico Daniele Dallacasa, un altro degli scopritori del blazar PSO J0309+27 che hanno continuato a studiarlo, ha spiegato che le sue caratteristiche suggeriscono che i ricercatori potrebbero aver scoperto una giovane sorgente dove il processo che genera emissioni di raggi X è stabile mentre quello che genera onde radio è ancora in fase di avvio. Un’altra possibilità è che la sorgente sia caratterizzata da un getto che trasporta gas a velocità relativistiche più lentamente rispetto a oggetti più vicini, dove i getti possono avere velocità vicine a quelle della luce e non “solo” tre quarti di quella della luce.

Il blazar PSO J0309+27 è distante circa 12,8 miliardi di anni luce dalla Terra. Ciò significa che era già attivo quando l’universo aveva meno di un miliardo di anni di vita. È il blazar più lontano mai scoperto ed è anche il radio-blazar più luminoso. Le emissioni radio più potenti arrivano dal nucleo galattico attivo ma quelle del getto sono abbastanza potenti da estendersi per una lunghezza di circa 1.600 anni luce. Tutto ciò ci permette di studiare quell’attività primordiale e di studiare l’evoluzione di galassie antichissime.

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