2021

Kate Rubins, Sergey Ryzhikov, Sergey Kud-Sverchkov e il personale che li ha assistiti dopo l'atterraggio (Foto NASA/Bill Ingalls)

Poche ore fa l’astronauta Kate Rubins e i cosmonauti Sergey Ryzhikov e Sergey Kud-Sverchkov sono tornati sulla Terra sulla navicella spaziale Soyuz MS-17, atterrata in Kazakistan. I tre hanno trascorso poco più di 6 mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, dov’erano arrivati il 14 ottobre 2020 come parte della Expedition 63. Dopo l’atterraggio, sono stati assistiti da personale ridotto con le precauzioni necessarie per evitare rischi di contagio da Covid-19.

L'area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia M87 vista nelle varie bande dello spettro elettromagnetico nel corso della campagna di osservazioni del 2017

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta i risultati di osservazioni multibanda dell’area attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia M87. 33 membri del Multiwavelength Science Working Group dell’Event Horizon Telescope (EHT) hanno guidato un grande team di ricercatori che include anche parecchi italiani di varie istituzioni nazionali che ha messo assieme dati raccolti dai vari radiotelescopi che hanno composto l’EHT nella straordinaria campagna di osservazioni che ha portato alla foto storica pubblicata nel 2019 e altri dati relativi a osservazioni in altre bande elettromagnetiche condotte con vari telescopi spaziali e al suolo. Ciò permette di condurre analisi più approfondite grazie alla completezza delle emissioni rilevate non solo dal buco nero supermassiccio ma anche dai suoi getti che espellono materiali a velocità elevatissime.

Distribuzione di gas molecolare attorno ad alcune protostelle nella Nube molecolare di Perseo

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta uno studio delle molecole organiche rilevate in 50 regioni di formazione di dischi protoplanetari nella Nube molecolare di Perseo. Un team di ricercatori coordinati dal RIKEN Cluster for Pioneering Research ha usato il radiotelescopio ALMA per rilevare le varie molecole presenti in quella nube molecolare scoprendo che la distribuzione di molecole organiche complesse varia molto nelle diverse aree. La composizione è risultata simile in dischi protoplanetari giovani.

Le 12 croci di Einstein scoperte grazie a Gaia

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta l’identificazione di 12 quasar la cui immagine è stata quadruplicata da lenti gravitazionali ottenendo immagini simili alla cosiddetta Croce di Einstein. I ricercatori del gruppo Gaia Gravitational Lenses (GraL) ha utilizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA e dal telescopio spaziale WISE della NASA esaminandoli con algoritmi di apprendimento automatico. In questo modo è stato possibile riconoscere candidati quasar la cui immagine è stata distorta da lenti gravitazionali portando all’identificazione di 12 croci di Einstein.