La giovanissima stella SU Aurigae ha un disco protoplanetario con una coda

Il sistema di SU Aurigae (mmagine ESO/Ginski et al.)
Il sistema di SU Aurigae (mmagine ESO/Ginski et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta una ricerca sulla giovanissima stella SU Aurigae, o semplicemente SU Aur, e sul disco protoplanetario attorno ad essa. Un team di ricercatori ha utilizzato nuove osservazioni condotte con lo strumento SPHERE sul VLT combinandole con vecchie osservazioni condotte con lo strumento NaCo, sempre sul VLT, con il telescopio spaziale Hubble e con il radiotelescopio ALMA per studiare il disco. Esso possiede una sorta di coda di polvere che arriva da una nebulosa che probabilmente è il risultato di una collisione tra la stella e una nube di gas e polveri.

Distante poco più di 500 anni luce dalla Terra, SU Aur è una stella molto giovane, con un’età stimata tra i 4 e i 5 milioni di anni. Non ha ancora completato il suo processo di formazione e ciò la rende già interessante per studiare protostelle che devono ancora entrare nella sequenza principale, la fase stabile in cui una stella trascorre la maggior parte della sua vita. Il disco di gas e polvere che circonda SU Aur rappresenta un ulteriore motivo di interesse e per questo motivo è già stato oggetto di studio in passato.

Il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile è già stato usato per osservare SU Aur, ad esempio con lo strumù NaCo, dismesso nel 2019. Si trattava in realtà della combinazione tra due strumenti e il nome era infatti la contrazione dei nomi dell’ottica adattiva Nasmyth Adaptive Optics System (NAOS) e dello spettrografo Near-Infrared Imager and Spectrograph (CONICA).

Lo strumento SPHERE (Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet REsearch), attivato nel giugno 2014, è stato utilizzato in un vasto programma di osservazioni chiamato Disk Evolution Study Through Imaging of Nearby Young Stars (DESTINYS). Questo programma è stato portato avanti con un particolare interesse verso un gruppo di dischi protoplanetari attorno a stelle con massa inferiore o uguale a quella del Sole in regioni di formazione stellare nel vicinato cosmico, entro più o meno 720 anni luce dalla Terra.

Il programma DESTINYS ha permesso di ottenere anche nuove osservazioni di SU Aur, le più dettagliate del suo disco protoplanetario. Ad esse, i ricercatori hanno aggiunto quelle condotte con NaCo e altre condotte con il telescopio spaziale Hubble e il radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array).

L’immagine catturata da SPHERE oscura la stella perché questo strumento è stato progettato in particolare per osservare direttamente esopianeti perciò la luce della stella dev’essere bloccata per permettere a oggetti molto meno luminosi di risultare nell’immagine. Nel caso di SU Aur non risultano ancora pianeti formati ma c’è un disco protoplanetario con un’interessante coda di polvere.

Secondo i ricercatori, la coda è formata da polveri che arrivano da una nebulosa che probabilmente è il risultato di una collisione tra la stella e una nube di gas e polveri. Quella è una regione di formazione stellare perciò gas e polveri tendono a formare nubi più o meno vaste che si possono scontrare. In questo caso, gas e polveri stanno ancora aumentando la quantità di materiali presenti nel sistema di SU Aur. Capire se questa situazione possa creare instabilità nel disco protoplanetario e le conseguenze sul processo di formazione planetaria rappresenta un argomento per i prossimi studi di questo sistema.

SU Aur è stata studiata anche in relazione a un’altra protostella esistente in quell’area, AB Aurigae o AB Aur. Le due potrebbero formare un sistema binario molto ampio e ciò rende difficile misurare le possibili orbite che esse potrebbero percorrere l’una attorno all’altra. Insomma, si tratta davvero di sistemi interessanti per studiare i meccanismi di formazione di stelle e pianeti.

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