I resti di supernova Cassiopeia A visti dal telescopio spaziale WISE

I resti di supernova Cassiopeia A (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA)
I resti di supernova Cassiopeia A (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA)

La NASA ha pubblicato un’immagine dei resti di supernova Cassiopeia A, o semplicemente Cas A, catturata dal telescopio spaziale WISE agli infrarossi. Non esiste alcuna documentazione storica di quella supernova anche se la sua luce raggiunse la Terra attorno al 1667 d.C., probabilmente perché una gran quantità di polvere tra di essa e la Terra attenuò notevolmente la sua luminosità. Le varie emissioni hanno permesso di studiarla con diversi strumenti nel corso degli ultimi decenni. WISE ha rilevato gli echi dell’esplosione luminosa che stanno generando increspature nella direzione opposta alla stella che è esplosa.

Distanti circa 11.000 anni luce dalla Terra, i resti di supernova Cassiopeia A sono stati scoperti nel 1947 grazie alle loro emissioni radio, di cui è una delle maggiori sorgenti extrasolari conosciute. Ciò li ha resi un oggetto di studio in varie bande dello spettro elettromagnetico dato che le sue emissioni arrivano fino ai raggi X.

Secondo le ricostruzioni, oltre 11.000 anni fa una stella supergigante è esplosa in una supernova che ha lasciato una stella di neutroni e dei resti attorno ad essa. Nel 1667 d.C. la luce della supernova ha raggiunto la Terra ma probabilmente le polveri interstellari nel mezzo l’hanno parzialmente oscurata. La conseguenza è che nel migliore dei casi era a malapena visibile a occhio nudo e nessuno si è reso conto di quell’evento straordinario perciò non è stato registrato.

Gli strumenti astronomici costruiti nel corso del XX secolo hanno permesso di individuare i resti di supernova Cassiopeia A e di studiarli in modo sempre più sofisticato. Ciò ha permesso di ricostruire a posteriori la storia della supernova e dell’evoluzione dei suoi resti. Fu anche l’obiettivo scelto per la cosiddetta prima luce, cioè il primo utilizzo, dell’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA.

Il telescopio spaziale WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) della NASA ha permesso di rilevare le emissioni infrarosse dei resti di supernova Cassiopeia A, mostrati in falsi colori nell’immagine. Al suo centro è possibile vedere l’onda d’urto generata dalla supernova in una nube luminosa di polvere.

L’onda d’urto viagga a una velocità molto elevata, circa il 6% di quella della luce. Quando WISE ha catturato quest’immagine, l’onda d’urto si era espansa fino a una distanza di circa 21 anni luce dall’esplosione. Il lampo dell’esplosione ha coperto oltre 300 anni luce per chi lo vede dalla Terra. Gli echi in arancione, ancor più lontani dai resti centrali, sono costituiti da polvere interstellare che venne scaldata dal lampo della supernova secoli dopo l’esplosione originale.

L’analisi dei resti di supernova Cassiopeia A e la ricostruzione della loro storia offrono nuove informazioni sulla morte di una stella supergigante e sull’evoluzione di ciò che rimane dopo la sua esplosione. Tra i risultati delle analisi condotte usando vari telescopi c’è la scoperta di enormi quantità di elementi generati dalla stella progenitore in parte prima della sua esplosione e in parte dalla supernova. Quegli elementi includono ossigeno, zolfo, calcio, ferro, azoto e fosforo, tutti fondamentali per forme di vita simili a quelle terrestri. Gli elementi nei resti di supernova Cassiopeia A si stanno disperdendo nello spazio interstellare e potranno finire in qualche sistema stellare in formazione.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *