Nuove conferme che la galassia NGC 1052-DF2 contiene pochissima materia oscura

La galassia NGC1052-DF2 (Immagine NASA, ESA, Z. Shen and P. van Dokkum (Yale University), and S. Danieli (Institute for Advanced Study))
La galassia NGC1052-DF2 (Immagine NASA, ESA, Z. Shen and P. van Dokkum (Yale University), and S. Danieli (Institute for Advanced Study))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta una misurazione precisa della distanza della galassia NGC1052-DF2 che è stata usata per confermare che è quasi priva di materia oscura, un’anormalia notevole. Un team di ricercatori guidato da Pieter van Dokkum della Yale University ha usato il telescopio spaziale Hubble per osservare le giganti rosse alla periferia di NGC1052-DF2 usandole come “candele standard” sfruttando il fatto che raggiungono tutte lo stesso picco di luminosità. Capire perché in questa galassia vengano rilevati pochissimi degli effetti gravitazionali attribuiti alla materia oscura può offrire nuovi indizi sulla sua natura.

Un articolo pubblicato nel marzo 2018 sulla rivista “Nature” riportava una ricerca sulla galassia ultra diffusa NGC 1052-DF2. La misurazione della velocità di 10 ammassi globulari al suo interno aveva permesso di stimare la sua massa complessiva. La sorpresa era arrivata dal fatto che quella stima indicava una presenza di materia oscura 400 volte più bassa del previsto. In pratica, i risultati indicano che NGC 1052-DF2 contiene pochissima materia oscura.

Pieter van Dokkum, che aveva guidato il team che aveva condotto quella ricerca, e alcuni membri del suo team hanno continuato a studiare la galassia NGC 1052-DF2. Misurare con precisione la distanza di questa galassia è importante perché la luminosità che rileviamo dipende da essa e la luminosità permette di stimare la massa delle stelle che la compongono. Gli effetti gravitazionali che vengono generalmente rilevati in una galassia sono molto superiori a quelli giustificati dalla materia comune presente, da cui la teoria della materia oscura. Se una galassia risulta più vicina di quanto stimato, vuol dire che le stelle al suo interno sono meno massicce di quanto stimato e che la quantità di materia oscura al suo interno è maggiore di quanto stimato.

I nuovi risultati basati sulla luminosità delle giganti rosse alla periferia della galassia NGC1052-DF2 confermano le conclusioni pubblicate nel 2018. Nel frattempo, Pieter van Dokkum e i suoi collaboratori hanno scoperto un’altra galassia quasi priva di materia oscura nello stesso gruppo, NGC1052-DF4. In entrambi i casi, un’ipotesi è che la materia oscura sia stata strappata da una vicina.

Secondo i ricercatori, questi risultati confermano l’esistenza della materia oscura. Ciò può sembrare paradossale ma il ragionamento è che se fosse corretta l’ipotesi di una legge gravitazionale modificata gli effetti dovrebbero essere rilevati anche nelle galassie NGC1052-DF2 e NGC1052-DF4. I risultati indicano invece che manca qualcosa in quelle galassie. Altri modelli alternativi potranno essere testati, nel frattempo le ricerche continueranno per cercare di spiegare questi casi anomali e nella speranza di trovare altre galassie con pochissima materia oscura per aumentare i dati disponibili.

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