Una mappa della galassia di Andromeda creata usando il Sardinia Radio Telescope

Andromeda vista dal Sardinia Radio Telescope a 6,6 GHzUn articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” riporta uno studio sulla galassia di Andromeda basato sulla migliore immagine catturata a microonde. Un team di ricercatori coordinato dal professor Elia Battistelli del dipartimento di fisica della Sapienza ha usato il Sardinia Radio Telescope (SRT) e la sua possibilità di lavorare a elevate frequenze radio per creare una mappa di Andromeda a 6,6 GHz, una frequenza rilevata per la prima volta che colma una lacuna negli studi della galassia considerata una sorta di sorella della Via Lattea. Ciò ha aiutato a capire meglio i processi in atto all’interno di Andromeda individuando le aree di formazione stellare.

Molti strumenti diversi sono stati usati per catturare le emissioni della galassia di Andromeda nelle varie bande dello spettro elettromagnetico ma non alle microonde tra 1 GHz e 22 GHz. Ciò era dovuto al fatto che le emissioni a quelle frequenze sono molto deboli e ciò rendeva difficile vederne la struttura. Per ottenere rilevazioni utili agli astronomi serviva uno strumento adatto: i potenti radiotelescopi composti da tante piccole antenne hanno problemi a osservare oggetti relativamente grandi mentre il Sardinia Radio Telescope si è rivelato perfetto per questo lavoro.

Il disco unico di 64 metri completamente orientabile con una grande area efficace del Sardinia Radio Telescope è in grado di operare a elevate frequenze radio. Ciò è stato cruciale per questo studio ma sono servite comunque 66 ore di osservazioni per ottenere una mappa della galassia di Andromeda alle microonde con i dettagli necessari alla successiva analisi.

Un nuovo software è stato sviluppato per identificare fonti a più bassa emissione nel campo di vista attorno alla galassia di Andromeda alla frequenza di 6,6 GHz. Il risultato finale è stato un catalogo di circa cento fonti puntiformi che includono stelle, galassie e altri oggetti sullo sfondo di Andromeda.

L’immagine in alto (Cortesia S. Fatigoni et al (2021). Tutti i diritti riservati) mostra Andromeda vista dal Sardinia Radio Telescope a 6,6 GHz. L’immagine in basso (Radio: Wsrt/R. Braun; Microwave: Srt/S.Fatigoni et al.; Infrared: Nasa/Spitzer/K. Gordon; Visible: Robert Gendler; Ultraviolet: Nasa/Galex; X-ray: Esa/Xmm/W. Pietsch) mostra Andromeda in varie bande dello spettro elettromagnetico con quella a 6,6 GHz a colmare la lacuna.

Questo nuovo studio della galassia di Andromeda alle microonde non è separato da quelli precedenti basati su osservazioni in altre bande dello spettro elettromagnetico. Al contrario, le nuove osservazioni sono state combinate con altre precedenti permettendo di identificare la natura di varie emissioni di microonde distinguendo diversi processi fisici in atto in diverse regioni di Andromeda.

Uno dei risultati importanti è stato la determinazione della parte di emissioni generata da processi termici legati alla prima fase della formazione di nuove stelle e della parte generata da processi non-termici legati a raggi cosmici nel campo magnetico presente nel mezzo interstellare.

La galassia di Andromeda è considerata una sorta di sorella della Via Lattea per la relativa vicinanza e perché le due galassie hanno una struttura simile. Lo studio dei processi di formazione stellare rimane tra i più importanti nel campo dell’astronomia e studiarlo in Andromeda offre anche indizi su ciò che succede nella Via Lattea. Per questo motivo, questo studio di Andromeda ha varie ramificazioni importanti che potranno avere altri sviluppi futuri.

Andromeda in varie bande dello spettro elettromagnetico con quella a 6,6 GHz a colmare la lacuna

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