Una nana bruna soprannominata l’Incidente sta passando nel vicinato cosmico

Un'infografica (NASA/JPL-Caltech) che offre un confronto tra le dimensioni di pianeti, nane brune e stelle molto piccole
Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio sulla nana bruna classificata come WISEA J153429.75-104303.3, o semplicemente WISE 1534–1043, soprannominata l’Incidente perché è stata scoperta in modo puramente casuale. Un team di ricercatori ha usato osservazioni condotte con vari telescopi per cercare di capire le caratteristiche di una nana bruna diversa da quelle conosciute. Le sue emissioni sono molto fiohe hanno reso difficile ottenere le informazioni desiderate ma la conclusione dei ricercatori è che sia molto vecchia, con un’età tra i 10 e i 13 miliardi di anni, e sia passata vicina a oggetti molto più massicci che l’hanno accelerata fino a raggiungere la notevole velocità rilevata. La sua relativa vicinanza alla Terra potrebbe essere casuale oppure indicare che nane brune di quel tipo sono più comuni del previsto ma non riusciamo a rilevarle con gli strumenti attuali.

Le nane brune sono conosciute da poco più di vent’anni, anche se la loro esistenza era stata teorizzata molto prima. Vengono chiamate stelle fallite perché la loro massa non è sufficiente a innescare la fusione dell’idrogeno. La conseguenza è che hanno scarse emissioni elettromagnetiche che rendono difficile individuarle quando non sono compagne di stelle normali e ancor di più studiarne le caratteristiche. L’infografica (NASA/JPL-Caltech) offre un confronto tra le dimensioni di pianeti, nane brune e stelle molto piccole.

L’Incidente deve il suo soprannome al fatto che nessun astronomo si era reso conto che era stata rilevata dal telescopio spaziale WISE della NASA durante la sua missione NEOWISE a causa delle sue emissioni molto fioche. Solo quando l’astrofilo Dan Caselden ha esaminato quelle osservazioni alla ricerca di nane brune l’ha scoperta e ciò ha portato alla sua identificazione e alla designazione ufficiale.

Le prime osservazioni erano davvero strane perché l’Incidente risulta davvero fioco ad alcune lunghezze d’onda, il che suggerisce che sia una nana bruna molto fredda e quindi molto vecchia, ma è ben più luminoso ad altre lunghezze d’onda suggerendo una temperatura più elevata.

Per cercare di risolvere il mistero, altre osservazioni sono state condotte all’Osservatorio Keck alle Hawaii ad altre frequenze infrarosse. Il risultato è che l’Incidente risultata troppo fioco a quelle frequenze per essere rilevato e ciò sembrava confermare la sua notevole età.

Una possibilità esaminata dai ricercatori è stata che l’Incidente fosse più lontano di quanto stimato. Tuttavia, stime ottenute grazie alle osservazioni condotte con i telescopi spaziali Hubble e Spitzer hanno portato a scartare quell’ipotesi confermando che la nana bruna è a circa 50 anni luce dalla Terra. I dati raccolti hanno anche permesso di misurare la sua velocità davvero notevole dato che è stata stimata attorno a 800.000 km/h.

Una spiegazione per lo strano profilo di luminosità dell’Incidente è arrivata esaminando la sua composizione, che è assai povera di carbonio e di conseguenza è assai povera di metano. In genere, anche nane brune molto fredde contengono una certa quantità di metano, che assorbe le frequenze infrarosse a cui l’Incidente è luminoso. Ciò conferma che si tratta di una nana bruna molto antica, con un’età stimata tra 10 e 13 miliardi di anni. Quell’età significa che si è formata quando la Via Lattea era giovane e le sue stelle non avevano ancora formato e sparso molto carbonio. Ciò spiega perché sia composta quasi solo di idrogeno ed elio.

L’esistenza di nane brune così antiche non è una sorpresa ma trovarne una nel vicinato cosmico è inaspettato perché sono considerate molto rare. Forse è stato un colpo di fortuna che l’Incidente stia passando così vicino alla Terra ma è possibile che esistano più nane brune molto antiche del previsto che non vengono rilevate perché le loro emissioni sono troppo deboli.

La scoperta dell’Incidente e le difficoltà nel suo studio mostrano i limiti degli strumenti attuali. Le nane brune rimangono ancora piuttosto misteriose ma le ricerche continuano per trovarne altre. Il loro studio potrà aiutare a capire meglio anche la formazione e l’evoluzione di stelle e pianeti.

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