La navicella spaziale SpaceX Crew Dragon Resilience è partita per la missione privata Inspiration4

La navicella spaziale Crew Dragon Resilience al decollo nella missione Inspiration4 (Foto cortesia Inspiration4 / John Kraus)
La navicella spaziale Crew Dragon Resilience al decollo nella missione Inspiration4 (Foto cortesia Inspiration4 / John Kraus)

Poche ore fa la navicella spaziale SpaceX Crew Dragon Resilience è partita su un razzo vettore Falcon 9 dal Kennedy Space Center nella missione Inspiration4. Dopo circa undici minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo. Trascorrerà tre giorni in orbita per la prima missione spaziale completamente privata con un equipaggio. Apre un’ulteriore frontiera al turismo spaziale ma è anche legata a una campagna di beneficenza per l’ospedale americano S. Jude di Memphis.

I quattro membri dell’equipaggio della navicella spaziale Crew Dragon Resilience, tutti al loro primo volo spaziale, sono:

Jared Isaacman. Uomo d’affari e pilota d’aerei, è il comandante della Resilience. Ha voluto e finanziato la missione Inspiration4 come amministratore delegato di Shift4 Payments.

Sian Proctor. Insegnante di geologia, ha partecipato a vari documentari scientifici. È stata candidata astronauta per la NASA nel 2009 ma non è stata selezionata. Nel suo ruolo di divulgatrice scientifica, ha partecipato alla missione Hawai’i Space Exploration Analog and Simulation (HI-SEAS) del 2013 che simulava un avamposto come quello che potrebbe venire costruito sulla Luna o su Marte. È il pilota della Resilience.

Hayley Arceneaux. Lavora all’ospedale S. Jude ed è sopravvissuta a un cancro alle ossa. Ha il ruolo di ufficiale medico della Resilience.

Christopher Sembroski. Lavora come ingegnere per Lockheed Martin ed è stato incluso nell’equipaggio della Resilience dopo la rinuncia di un altro candidato.

La navicella spaziale Crew Dragon Resilience è quella utilizzata per la prima missione di trasporto di astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale all’interno della normale rotazione dell’equipaggio. La missione Inspiration4 non prevede un attracco alla Stazione perciò il sistema di attracco è stato sostituito da una cupola che permette di avere una vista sull’esterno molto superiore a quella dei finestrini.

La missione Inspiration4 avrà una forte copertura mediatica che include la produzione di un documentario per Netflix. Ci sono comunque obiettivi molto seri come la raccolta fonda per l’ospedale S. Jude, specializzato nella cura di malattie infantili e nella ricerca oncologica, e sulla Resilience verranno condotti alcuni esperimenti scientifici.

Per la missione Inspiration4, la navicella spaziale Resilience raggiungerà i 575 chilometri di altitudine, circa 150 chilometri più in alto della Stazione Spaziale Internazionale e quindi inusuale per le missioni spaziali orbitali. I voli suborbitali condotti nel luglio scorso erano arrivati attorno ai 100 chilometri di altitudine. I membri dell’equipaggio della Resilience hanno ricevuto un certo addestramento simile a quello degli astronauti “normali” ma questa missione mostra che anche persone comuni possono viaggiare nello spazio.

Il ritorno sulla Terra della navicella spaziale Resilience è previsto per il 19 settembre con l’ammaraggio nell’Oceano Atlantico. La missione Inspiration4 è gestita in autonomia da SpaceX ma la NASA fornisce il suo supporto e ha rimarcato il suo ruolo nell’aprire lo spazio ad aziende private. Altre missioni private sono già previste, anche con l’arrivo alla Stazione Spaziale Internazionale.

Chris Sembroski, Jared Isaacman, Hayley Arceneaux e Sian Proctor davanti al razzo Falcon 9 (Foto cortesia Inspiration4 / John Kraus)
Chris Sembroski, Jared Isaacman, Hayley Arceneaux e Sian Proctor davanti al razzo Falcon 9 (Foto cortesia Inspiration4 / John Kraus)

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