È un successo il lancio della sonda spaziale coreana Danuri verso la Luna

La sonda spaziale Danuri al decollo su un razzo vettore Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)
La sonda spaziale Danuri al decollo su un razzo vettore Falcon 9 (Immagine cortesia SpaceX)

Poche ore fa la sonda spaziale Korea Pathfinder Lunar Orbiter (KPLO), che recentemente ha ricevuto il nome ufficiale Danuri, è partita su un razzo vettore Falcon 9 di SpaceX da Cape Canaveral. Dopo poco più di 40 minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e ha cominciato la serie di manovre che la porterà nell’orbita della Luna. Si tratta di un lungo viaggio programmato usando quella che tecnicamente è chiamata Ballistic Lunar Transfer (BLT) per ottimizzare l’efficienza e risparmiare il propellente a bordo. Ciò significa che si inserirà nell’orbita lunare solo il 16 dicembre. Se tutto andrà bene, Danuri comincerà la sua missione scientifica di un anno in cui i suoi strumenti condurranno varie rilevazioni.

La Corea del Sud è conosciuta soprattutto per l’elettronica di consumo ma da parecchio tempo sta sviluppando un suo programma spaziale. L’Istituto coreano di ricerca aerospaziale (in inglese Korea Aerospace Research Institute, KARI) sta sviluppando anche un razzo vettore di costruzione completamente locale chiamato Nuri o KSLV-II (Korean Space Launch Vehicle-II). Solo nel giugno 2022 Nuri ha avuto un lancio di successo e il suo utilizzo per la missione Danuri/KPLO avrebbe comportato ulteri ritardi. La missione è stata sviluppata in collaborazione con la NASA e probabilmente anche per quello alla fine il lancio è stato programmato con il razzo Falcon 9 di SpaceX.

La missione Danuri/KPLO è un apripista che ha lo scopo di sviluppare le tecnologie necessarie a gestire missioni spaziali e l’esplorazione lunare. In questo caso, l’esplorazione avverrà da un’orbita polare lunare a un’altitudine di circa 100 chilometri ma la Corea del Sud ha ambizioni molto maggiori e intende far parte di future operazioni legate anche ad attività umane sulla Luna e nello spazio profondo.

Gli strumenti a bordo della sonda spaziale Danuri serviranno a condurre varie rilevazioni per ottenere dettagli sulla regolite, sui campi magnetici lunari e sulla composizione chimica della superficie lunare. La ShadowCam fornita dalla NASA, un’evoluzione della LROC della sonda spaziale americana Lunar Reconnaissance Orbiter, verrà usata per cercare depositi di ghiaccio d’acqua.

A bordo di Danuri c’è anche lo strumento Delay-Tolerant Networking experiment (DTNPL), un esperimento di comunicazioni interplanetarie. Si tratta di quello che è stato definito una sorta di Internet interplanetario. La gestione di comunicazioni influenzate dai ritardi causati dalle distanze e la resistenza a interferenze saranno centrali nell’esperimento.

Il lancio della sonda spaziale Danuri è stato un successo ma si tratta solo dell’inizio di un lungo viaggio su una rotta che richiede manovre precise. Se tutto andrà bene, l’arrivo nell’orbita lunare sarà un momento importante per la Corea del Sud.

La sonda spaziale Danuri durante la preparazione (Foto cortesia KARI)
La sonda spaziale Danuri durante la preparazione (Foto cortesia KARI)

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