La quantità di polvere nella Fascia di Kuiper suggerisce che potrebbe essere ben più estesa del previsto

Rappresentazione artistica di una collisione nella Fascia di Kuiper che genera polvere (Immagine cortesia Dan Durda, FIAAA)
Rappresentazione artistica di una collisione nella Fascia di Kuiper che genera polvere (Immagine cortesia Dan Durda, FIAAA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta uno studio della presenza di polvere nella Fascia di Kuiper la quale suggerisce che possa essere molto più estesa di quanto si pensasse o che vi sia una seconda Fascia esterna a quella conosciuta. Un team di ricercatori ha utilizzato rilevazioni condotte con lo strumento Venetia Burney Student Dust Counter (VBSDC, o semplicemente SDC) della sonda spaziale New Horizons della NASA per supportare queste possibilità. Ciò perché i modelli correnti indicano che la densità di polvere dovrebbe diminuire nella zona in cui sta viaggiando New Horizons, dove le rilevazioni sono superiori a quelle previste.

Oltre cinque anni dopo l’incontro ravvicinato con l’asteroide che successivamente è stato chiamato ufficialmente Arrokoth, la sonda spaziale New Horizons continua ad allontanarsi dal Sole. Ha ancora propellente che potrebbe essere usato se venisse scoperto un altro oggetto interessante in una posizione raggiungibile.

Negli ultimi anni, New Horizons sta continuando a condurre rilevazioni, ad esempio con lo strumento VBSDC, costruito da studenti dell’Università del Colorado per misurare la quantità di polvere incontrata dalla sonda spaziale. Il VBSDC è stato usato nel corso di tutta la missione per ottenere informazioni sulla polvere prodotta da comete e collisioni di oggetti che possono essere troppo piccoli per essere visti da telescopi.

Ora che New Horizons è nella Fascia di Kuiper, la rilevazione di polvere è ancor più interessante perché è la prima effettuata oltre Nettuno e Plutone. Secondo i modelli, la polvere dovrebbe diminuire andando verso i confini della Fascia dato che dovrebbero esserci meno oggetti e meno collisioni che generano quella polvere. Invece le rilevazioni indicano che ce n’è una quantità superiore a quella prevista a una distanza dal Sole tra 45 e 55 volte superiore a quella della Terra.

Nel corso degli ultimi anni, altri oggetti sono stati scoperti nella Fascia di Kuiper la cui distanza dal Sole è superiore a quelli che venivano considerati i confini esterni della Fascia. In passato, gli astronomi pensavano che la Fascia terminasse a una distanza dal Sole circa 50 volte superiore a quella della Terra ma le osservazioni e le rilevazioni di polvere suggeriscono che possa estendersi molto più in là, forse anche a una distanza dal Sole 80 volte superiore a quella della Terra.

I ricercatori hanno provato a considerare altre possibili spiegazioni per la quantità di polvere rilevata. La seconda possibilità più probabile è che vi sia una seconda Fascia di Kuiper separata dalla prima e più lontana. New Horizons potrebbe essere nella seconda Fascia ma è difficile trovare una reale separazione che giustifichi l’idea di una doppia Fascia.

Una possibilità meno probabile è che polvere generata nella Fascia di Kuiper interna venga spinta verso l’esterno, da pressione di radiazione e altri processi. Anche la possibilità che si tratti di particelle ghiacciate dalla vita breve che non possono raggiungere il sistema solare interno e non erano incluse nei modelli sembra improbabile.

I ricercatori hanno citato anche la polvere interstellare. Gli astronomi si aspettano che la sonda spaziale New Horizons raggiunga un’area in cui l’ambiente è dominato da particelle interstellari verso la fine della sua missione, prevista dopo il 2040. A quel punto, la sua distanza dal Sole sarà oltre 100 volte superiore a quella della Terra, un’altra frontiera per una sonda spaziale.

Per ora, la sonda spaziale New Horizons continua a condurre rilevazioni della polvere che incontra e i dati continuano a essere analizzati. Allo stesso tempo, vari telescopi aiutano a trovare altri oggetti nella Fascia di Kuiper. Tutto ciò potrebbe confermare che le nostre conoscenze sulla Fascia vanno riviste radicalmente.

Rappresentazione non in scala della Fascia di Kuiper all'esterno dei pianeti (Immagine NASA/Johns Hopkins APL/SwRI)
Rappresentazione non in scala della Fascia di Kuiper all’esterno dei pianeti (Immagine NASA/Johns Hopkins APL/SwRI)

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