
Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” riporta le prove di un vento cosmico proveniente da Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Mark D. Gorski e Lena Murchikova del Center for Interdisciplinary Exploration and Research in Astrophysics della Northwestern University hanno usato osservazioni condotte con il radiotelescopio ALMA e l’osservatorio spaziale Chandra della NASA per creare una mappa di qualità elevatissima del monossido di carbonio freddo presente attorno a Sagittarius A*. La mappa mostra una cavità conica dove un vento caldo e carico di energia soffia e spazza via il gas.
Osservazioni di buchi neri supermassicci indicano che una parte dei materiali che si avvicinano ad essi viene accelerata fino a raggiungere velocità vicine a quella della luce. La produzione di energia e pressione è tale da provocare l’espulsione di questi materiali sotto forma di vento carico di energia invece di essere inghiottiti. Tuttavia, questo tipo di deflusso non era mai stato osservato in Sagittarius A* nonostante decenni di tentativi.
L’immagine (Northwestern Univ./M. Gorski; X-ray: NASA/CXC/SAO; Radio: ESO/NAOJ/NRAO/ALMA) combina dati raccolti con il radiotelescopio ALMA, mostrati in toni di rosso, e con l’osservatorio spaziale Chandra, mostrati in toni di blu. Al centro c’è Sagittarius A*.
Per ottenere le prove del vento proveniente da Sagittarius A* è stato necessario mettere assieme osservazioni dell’area attorno a esso condotte nell’arco di circa cinque anni con il radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) e con l’osservatorio spaziale Chandra. Il monossido di carbonio freddo è un gas usato comunemente per trovare le tracce di gas freddo e le sue emissioni radio sono state mappate grazie alla potenza e sensibilità da ALMA. I raggi X provenienti dalla stessa regione sono stati rilevati da Chandra.
I risultati sono molto migliori di qualsiasi precedente tentativo di mappare il gas freddo attorno a Sagittarius A*. Ciò è dovuto alla maggior qualità delle osservazioni utilizzate per questo studio e per l’utilizzo di nuove tecniche di elaborazione dei dati raccolti.
L’esito è stata la scoperta di un’area di forma più o meno conica dove non c’è gas freddo. I ricercatori hanno preso in considerazioni varie possibili spiegazioni ma alla fine hanno concluso che solo un vento proveniente dal buco nero supermassicci potrebbe creare quel tipo di cavità spazzando via i materiali attorno a esso o scaldandoli al punto da renderli invisibili alle osservazioni nella banda radio.
Lo studio degli effetti osservati sul gas ionizzato vicino al vento proveniente da Sagittarius A* ha portato gli autori dello studio a stimare che sia attivo da almeno ventimila anni. Il buco nero supermassiccio è relativamente tranquillo e si tratta di uno stato normale laddove fasi di attività violenta osservate in altre galassie costituiscono l’eccezione. È uno dei motivi per cui è stato più facile osservare deflussi in buchi neri supermassicci lontani milioni se non miliardi di anni luce e non in quello della Via Lattea. Anche la polvere presente tra la Terra e Sagittarius A* hanno costituito un ostacolo.
Strumenti come il radiotelescopio ALMA e nuove tecniche di elaborazione dati hanno portato a un risultato atteso da diversi decenni. Questo è solo l’inizio di una nuova fase di studio di Sagittarius A* e della sua influenza sul nucleo della Via Lattea dato che sarà possibile studiare anche le conseguenze dell’attività del buco nero supermassiccio.
