Missione CRS-34 compiuta: la navicella spaziale Dragon di SpaceX è tornata sulla Terra

Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale per terminare la missione CRS-34 (Immagine NASA+)
Il cargo spaziale Dragon lascia la Stazione Spaziale Internazionale per terminare la missione CRS-34 (Immagine NASA+)

Poco fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX ha concluso la sua missione CRS-34 (Cargo Resupply Service 34) per conto della NASA ammarando senza problemi al largo della costa della California. La Dragon aveva lasciato la Stazione Spaziale Internazionale circa 20 ore prima. La navicella spaziale Dragon aveva raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale il 17 maggio 2026.

Poco dopo l’ammaraggio, la nave “MV Shannon” di SpaceX è andata a recuperare la Dragon per trasportarla fino alla costa. Dopo parecchie missioni concluse nell’Oceano Atlantico, l’anno scorso è stato deciso di tornare agli ammaraggi nel Pacifico. Ciò perché c’erano stati casi in cui la sezione non pressurizzata, che si separa durante la discesa nell’atmosfera, era preciptata sulla terraferma rappresentando un possibile pericolo. La discesa nel Pacifico permette di far disintegrare la sezione non pressurizzata nell’oceano. I carichi riportati sulla Terra verranno consegnati alla NASA entro 48 ore.

La navicella spaziale Dragon ha riportato sulla Terra vari carichi che includono campioni biologici e vari esperimenti scientifici. Parte dei campioni è invece contenuta nei freezer perché è necessario mantenerli a basse temperature. SpaceX è l’unica azienda americana ad avere una navicella spaziale in grado di riportare sulla Terra carichi intatti perciò le missioni della Dragon sono davvero importanti per la NASA. Campioni prodotti durante tanti degli esperimenti condotti sulla Stazione Spaziale Internazionale possono richiedere analisi approfondite possibili solo in laboratori specializzati sulla Terra.

Tra gli esperimenti riportati sulla Terra ce ne sono vari legati al campo medico con campioni che verranno esaminati in modo approfondito. Hematopoietic Stem Cell Expansion in Space: Pathfinder Investigation (InSPA-StemCellEX-H2) riguarda la produzione di cellule staminali in microgravità. I batteri dell’esperimento Streptococcus pneumoniae (Spn) Infection of Cardiac Tissue (MVP Cell-09) risultano più attivi in microgravità e ciò è utile nelle ricerche sulla polmonite che causano. L’adattamento dei megacariociti del midollo osseo verrà studiato nei campioni di Megakaryocyte Flying-One (MeF1). Questi sono esperimenti della NASA ma c’è anche Green Bone dell’ESA, che ha lo scopo di studiare la crescita di cellule ossee su una struttura fatta di legno.

Altri campioni riguardano tecnologie come quella dei propellenti per navicelle spaziali come l’indagine Zero Boil-Off Tank Noncondensables (ZBOT-NC). Semiconduttori prodotti nell’esperimento In-Space Production of Semimetal-Semiconductor Composite Bulk Crystals in Microgravity (SUBSA-InSPA-SSCug) potrebbero aprire le porte a prodotti elettronici di livello superiore.

La prossima missione di rifornimento per il cargo spaziale Dragon potrebbe cominciare nell’autunno 2026 ma non è stata ancora stabilita una data. Con il recente aumento delle missioni che a volte fanno solo tappa alla Stazione Spaziale Internazionale, le date delle missioni dei cargo spaziali sono più che mai passibili di modifiche. I cargo Dragon hanno cominciato a essere utilizzati occasionalmente anche per aggiustare l’orbita della Stazione perciò inizio e durata delle loro missioni vengono decisi anche in funzione di questo tipo di necessità.

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