È un successo il lancio della navicella spaziale LINK per salvare l’osservatorio spaziale Swift della NASA

La navicella spaziale LINK integrata nel razzo Pegasus XL (Foto cortesia NASA/Ron Beard)
La navicella spaziale LINK integrata nel razzo Pegasus XL (Foto cortesia NASA/Ron Beard)

Poche ore fa, la navicella spaziale LINK è stata lanciata utilizzando un razzo vettore partito non dal suolo bensì tramite un piccolo razzo Pegasus XL lanciato a sua volta da un aereo L-1011 Stargazer partito dall’atollo Kwajalein nell’oceano Pacifico. Lo scopo è di risollevare l’orbita dell’osservatorio spaziale Swift della NASA per impedire che precipiti nell’atmosfera terrestre, disintegrandosi.

Formalmente chiamato Swift Gamma Ray Burst Explorer all’inizio e Neil Gehrels Swift Observatory dal 2019, questo telescopio spaziale della NASA è specializzato nella rilevazione dei lampi gamma. Lanciato il 20 novembre 2004, è stato immesso in un’orbita che aveva in origine un’altitudine compresa tra i 585 e i 604 chilometri.

Grazie ai suoi strumenti in grado di rilevare emissioni in diverse bande elettromagnetiche e al suo sistema giroscopico che consente un rapido puntamento, l’osservatorio Swift ha permesso di individuare e studiare molti lampi gamma e anche altri fenomeni astronomici transitori come le supernove. Per questo motivo, dopo oltre vent’anni è ancora considerato un osservatorio spaziale prezioso e non sostituibile nel breve termine. Ciò è diventato un problema a causa del decadimento della sua orbita.

L’osservatorio Swift non ha un sistema di propulsione che gli consenta di aggiustare la propria orbita. La conseguenza è che l’attrito pur leggerissimo causato dall’atmosfera molto tenue esistente nella sua orbita originale ha cominciato a farlo abbassare. Nel 2024, un picco di attività solare ha espanso l’atmosfera terrestre, aumentando quell’attrito.

I nuovi calcoli effettuati dopo i controlli effettuato in seguito a quell’attività solare hanno indicato che il decadimento dell’orbita di Swift l’avrebbe fatto precipitare, causandone la disintegrazione, verso la fine del 2026. I tempi per l’intervento sono però più limitati perché, senza una spinta verso l’altro, in ottobre Swift scenderebbe a una quota critica oltre la quale la navicella non sarebbe più in grado di risollevarle l’osservatorio.

Vista l’importanza dell’osservatorio Swift, nel settembre 2025 la NASA ha sottoscritto un contratto con Katalyst Space Technologies per sviluppare una navicella di servizio in grado di agganciare Swift e sollevare la sua orbita. Quest’azienda aerospaziale stava già sviluppando questo tipo di soluzione per prolungare la vita di satelliti geostazionari. La navicella spaziale LINK è stata preparata in tempi da record per gli standard di questo campo.

Nel corso del 2026, le operazioni scientifiche sono state limitate notevolmente per permettere all’osservatorio e ai suoi pannelli solari di mantenere una posizione che minimizzi l’attrito. L’operazione da compiere con la navicella LINK non era prevista nel progetto perciò Swift non ha portelloni di attracco. Per questo motivo, LINK è dotata di tre bracci robotici che potranno afferrare alcune parti strutturali di Swift utilizzate prima del lancio per spostarlo.

La missione della navicella spaziale LINK è sperimentale e proprio per questo motivo le operazioni saranno lente. Ci vorranno settimane solo per avvicinarsi all’osservatorio Swift. A quel punto, verrà condotta un’ispezione per stabilire quali sono le parti strutturali da afferrare con almeno uno dei bracci robotici. Se tutto andrà bene, il risollevamento dell’orbita comincerà appena in tempo prima che sia troppo tardi e durerà parecchi mesi.

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