Massimo Luciani

Razzo Lunga Marcian 3B al decollo con ufficialmente il satellite TXJSSY-1 (Foto cortesia agenzia Xinhua. Tutti i diritti riservati)

Sabato 12 settembre la Cina ha lanciato un satellite dandone solo successivamente l’annuncio. Non è la prima volta che ciò avviene perché i cinesi forniscono informazioni sulle loro missioni spaziali quando lo decide il governo e tipicamente in quantità limitata. Ufficialmente, il lancio ha riguardato un satellite sperimentale per le telecomunicazioni chiamato TXJSSY-1 di un nuovo tipo chiamato Communications Engineering Test Satellite. Tuttavia, varie voci si sono sparse sulla reale natura del lancio, anche a causa delle crescenti tensioni nel mar cinese meridionale.

Concetto artistico delle sonde spaziali GRAIL al lavoro nell'orbita lunare (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca sulle conseguenze che molteplici impatti di asteroidi hanno avuto sulla superficie della Luna circa quattro miliardi di anni fa. Usando i dati raccolti dalle sonde spaziali gemelle GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory) della NASA, un team di scienziati guidati dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha scoperto una notevole porosità nella superficie lunare e una rete di larghe cicatrici sotto di essa.

Andreas Mogensen, Aidyn Aimbetov e Gennady Padalka assistiti dopo l'atterraggio con la navicella spaziale Soyuz TMA-16M (Immagine NASA TV)

Poche ore fa, i cosmonauti Gennady Padalka e Aidyn Aimbetov e l’astronauta danese Andreas Mogensen sono tornati sulla Terra sulla navicella spaziale Soyuz TMA-16M, atterrata senza problemi in Kazakistan. Padalka ha trascorso poco più di cinque mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, dov’era arrivato il 28 marzo 2015 come parte della Expedition 43. Aimbetov e Mogensen hanno trascorso solo pochi giorni sulla Stazione, dove erano arrivati il 4 settembre 2015.

Il cratere Occator e le macchie bianche sul pianeta nano Cerere (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS)

La NASA ha pubblicato una nuova immagine delle ormai celebri macchie bianche di Cerere, uno degli elementi geologici più misteriosi trovati su questo pianeta nano. La sonda spaziale Dawn sta attualmente mappando la sua superficie da un’altitudine di 1.470 chilometri e ciò ha permesso di scattare fotografie molto più dettagliate di quelle disponibili in precedenza. Queste nuove immagini hanno una risoluzione di 140 metri per pixel e stanno fornendo nuove informazioni sulle macchie bianche in attesa di analisi approfondite.

Il satellite Astro-E2, poi diventate Suzaku, durante la fase di test (Foto NASA)

Nei giorni scorsi, l’osservatorio spaziale giapponese Suzaku è stato disattivato. Il 26 agosto 2015 la JAXA, l’agenzia spaziale giapponese, aveva comunicato la decisione di terminare la missione di questo satellite specializzato nell’astronomia per i raggi X. Le comunicazioni tra il centro controllo missione e Suzaku erano diventate intermittenti dal 1 giugno 2015 e la JAXA, dopo aver tentato di ripristinarle, ha deciso di iniziare le procedure di disattivazione.