Massimo Luciani

La galassia nel cuore dell'Ammasso della Fenice con i getti in direzioni opposte (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO) H.Russell, et al.; NASA/ESA Hubble; NASA/CXC/MIT/M.McDonald et al.; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive una ricerca che mostra un collegamento tra un buco nero supermassiccio e la galassia che lo ospita. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare una galassia nel cuore dell’Ammasso della Fenice la quale ha al suo centro un buco nero supermassiccio che emette getti di radiazioni elettromagnetiche che stanno stimolando la nascita di nuove stelle.

Polo nord di Mercurio. In rosso le aree in ombra, in giallo il ghiaccio (Immagine Altimeter Built at Goddard Helped Identify Ice on Mercury | NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive uno studio sul ghiaccio d’acqua esistente all’ombra di vari crateri del pianeta Mercurio che aveva lo scopo di stimarne la quantità, che potrebbe essere molto superiore a quella prevista con veri e propri ghiacciai spessi decine di metri. Le stime sono ancora approssimative e anche sull’origine di quell’acqua ci sono ancora varie ipotesi.

Nubi di Magellano (Immagine V Belokurov, D Erkal, A Mellinger)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive le prove raccolte dell’esistenza di un ponte di stelle tra le due Nubi di Magellano, le due galassie nane satelliti della Via Lattea. Un team internazionale guidato da astronomi dall’Università di Cambridge ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA per stabilire che quel ponte non è composto solo di gas ma anche di stelle che sono vecchie e sono state strappate dalle loro galassie.

Il Sole durante un brillamento (Immagine NASA/NOAA)

La NASA ha pubblicato un’immagine del brillamento solare avvenuto il 21 gennaio scorso catturata dal satellite GOES-16 che l’agenzia gestisce assieme alla NOAA usando lo strumento Extreme Ultraviolet and X-Ray Irradiance Sensors (EXIS). Si tratta di uno strumento che ha proprio lo scopo di osservare il Sole e monitorare fenomeni come le tempeste solari, che possono provocare conseguenze sull’attività di satelliti ma anche di centrali energetiche e su altre attività umane.

Rappresentazione artistica del sistema AR Scorpii (Immagine M. Garlick/University of Warwick/ESO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la scoperta della prima nana bianca pulsar, un oggetto finora solo ipotizzato ma mai trovato. Un team di ricercatori dell’università britannica di Warwick l’ha identificata nel sistema AR Scorpii (AR Sco), composto da una nana rossa e dalla nana bianca pulsar che ha un periodo di rotazione di poco meno di due minuti.