Astronomia / astrofisica

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Tracce degli antichissimi canali di Aeolis Dorsa (Immagine cortesia Cardenas et al)

Un articolo pubblicato sulla rivista “GSA Bulletin” descrive una ricerca sulla regione del pianeta Marte chiamata Aeolis Dorsa. Benjamin T. Cardenas e altri colleghi della Jackson School of Geosciences all’Università del Texas a Austin hanno utilizzato immagini catturate da sonde spaziali per determinare la presenza di tracce di fiumi esistenti circa 3 miliardi e mezzo di anni fa. Quella regione contiene alcuni dei depositi fluviali più spettacolari e densi di Marte.

Cratere a nord di Hellas Planitia (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato alcune immagini di un cratere con un diametro di oltre 30 chilometri a nord del grande bacino di Hellas Planitia sul pianeta Marte ottenute grazie allo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. L’aspetto del cratere assieme alle valli fluviali più a sud indicano che al momento dell’impatto c’erano acque sotterranee vicino alla superficie. Si tratta di un altro indizio del fatto che anticamente in quella regione vi fosse un lago.

Rappresentazione artistica dell'esopianeta WASP-12b e della sua stella (Immagine NASA, ESA, and G. Bacon (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sull’esopianeta WASP-12b. Un team di astronomi dell’Università canadese McGille e dell’Università britannica di Exeter ha usato lo strumento Space Telescope Imaging Spectrograph (STIS) del telescopio spaziale Hubble per studiarlo scoprendo che il pianeta riflette solo una piccolissima percentuale della luce che riceve dalla sua stella. In parole povere, questo strano pianeta è più nero dell’asfalto fresco: in termini tecnici, la sua albedo è 0,064.

Le ultime foto degli anelli di Saturno scattate dalla sonda spaziale Cassini (Immagine NASA/JPL)

La NASA ha confermato di aver perso i contatti con la sonda spaziale Cassini, che fino all’ultimo stava inviando informazioni mentre scendeva nell’atmosfera del pianeta Saturno e andava verso la sua distruzione. È la fine della missione Cassini-Huygens, una collaborazione tra NASA, ESA e ASI (Agenzia Spaziale Italiana), una delle più straordinarie missioni spaziali della storia.

La pulsar SXP 1062

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la prima osservazione di un’irregolarità nel periodo di rotazione di una pulsar, un fenomeno chiamato in gergo “glitch”, in un sistema binario. Un team di scienziati dell’Università tecnica del Medio Oriente e dell’Università Baskent, entrambe ad Ankara, in Turchia, ha usato dati raccolti da osservazioni dei telescopi spaziali Swift, XMM-Newton e Chandra condotte nell’arco di due anni per individuare i glitch nella pulsar SXP 1062.