Astronomia / astrofisica

Concetto artistico degli innumerevoli pianeti come la Terra che devono ancora nascere (Immagine NASA, ESA, and G. Bacon (STScI))

Un articolo appena pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sulla storia e sul futuro della formazione di pianeti simili alla Terra. Un team guidato da Peter Behroozi dello Space Telescope Science Institute (STScI) ha utilizzato dati raccolti dai telescopi spaziali Hubble e Kepler per valutare il ritmo di formazione di pianeti di tipo terrestre. La conclusione è che solo l’8% dei pianeti potenzialmente abitabili esisteva quando è nato il nostro sistema solare.

Fotografia della Mangala Valles su Marte scattata dalla sonda spaziale Mars Express (Foto ESA/DLR/FU Berlin)

L’analisi di fotografie della regione di Marte conosciuta come Mangala Valles ha portato a concludere che fu l’attività vulcanica a generare il calore che causò alluvioni catastrofici attraverso lo scioglimento di ghiacciai. Le fotografie sono state scattate dalla sonda spaziale Mars Express dell’ESA il 12 luglio 2015 appena a sud della valle conosciuta come Minio Vallis, una parte del sistema di canali della Mangala Valles, vicino all’equatore nell’emisfero occidentale del pianeta rosso.

L'area attorno al polo nord di Encelado con i suoi tanti crateri fotografata dalla sonda spaziale Cassini (Foto NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Nei giorni scorsi la sonda spaziale Cassini ha compiuto uno dei voli più ravvicinati a Encelado, una delle lune di Saturno, passando a una distanza di circa 1.840 chilometri dalla sua superficie. Le prime foto ricevute dal centro controllo missione mostrano che il polo nord di Encelado ha molte fratture nella crosta di ghiaccio che copre questa luna ma ci sono anche crepe sottili che lo attraversano e molti crateri attorno ad esso.

Immagine ad alta risoluzione di Plutone. In alto una parte dell'area a forma di cuore (Foto NASA/JHUAPL/SwRI)

È stato appena pubblicato sulla rivista “Science” il primo articolo dedicato alle scoperte sul pianeta nano Plutone e le sue lune effettuate grazie al passaggio ravvicinato della sonda spaziale New Horizons della NASA del 14 luglio 2015. Alan Stern del Southwest Research Institute (SwRI), il principale investigatore della missione New Horizons, è anche il primo di una lunga serie di autori dello studio che sottolinea innanzitutto la straordinaria varietà geologica e morfologica del sistema di Plutone.

Due immagini della superficie di Giove catturate dal telescopio spaziale Hubble (Immagine NASA, ESA, A. Simon (GSFC), M. Wong (UC Berkeley), and G. Orton (JPL-Caltech))

Il telescopio spaziale Hubble è stato utilizzato per creare nuove mappe del pianeta Giove. La Wide Field Camera 3, la macchina fotografica di Hubble, ha catturato una serie di immagini del pianeta all’interno del programma Outer Planet Atmospheres Legacy. Lo scopo è di produrre nuove mappe ogni anno e nel caso di Giove le 10 ore di riprese al giorno hanno permesso di scoprire nuovi fenomeni tra cui i cambiamenti nella Grande Macchia Rossa.