Astronomia / astrofisica

Il razzo vettore Atlas V 421 al decollo con le sonde spaziali MMS (Foto NASA)

Poche ore fa le 4 sonde spaziali MMS (Magnetospheric Multiscale Mission) sono state lanciate su un razzo vettore Atlas V 421 da Cape Canaveral. Dopo quasi due ore le navicelle hanno cominciato a separarsi dall’ultimo stadio del razzo, una alla volta a intervalli di circa cinque minuti. È solo l’inizio di una complessa fase di test, di dispiegamento delle aste con i sensori e di posizionamento delle sonde in una configurazione a tetraedro che durerà oltre cinque mesi.

La missione MMS è davvero ambiziosa perché è basata sul lavoro di una costellazione di 4 sonde spaziali identiche che dovranno operare assieme in una formazione a tetraedro per poter effettuare rilevazioni tridimensionali. Lo scopo è quello di studiare la magnetosfera terrestre in un modo più sofisticato di quelli tentati in precedenza.

In particolare, le sonde spaziali studieranno il fenomeno della riconnessione magnetica. Si tratta di un processo in plasma altamente conduttivo in cui la topologia magnetica viene riordinata e l’energia magnetica viene convertita in energia cinetica e termica e nell’accelerazione di particelle.

La NASA ha confermato che la sua sonda spaziale Dawn è entrata regolarmente in orbita attorno al pianeta nano Cerere. Era a un’altitudine di circa 61.000 chilometri quando è stata catturata dalla forza di gravità di Cerere. Ciò è avvenuto ieri quando in Italia era il primo pomeriggio ma Dawn era sul lato nascosto del pianeta nano quando è entrata in orbita. La conseguenza è che ci è voluto un po’ prima che la sonda raggiungesse una posizione in cui poteva trasmettere dati verso la Terra.

Montaggio di quattro fotografie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko scattate dalla NAVCAM della sonda spaziale Rosetta (Immagine ESA/Rosetta/NAVCAM)

Dopo il volo ravvicinato compiuto alcune settimane fa, la sonda spaziale Rosetta si è allontanata dalla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e ha potuto osservarne la crescente attività. Alla fine di febbraio, da una distanza tra gli 80 e i 100 km il suo strumento Navigation Camera (NAVCAM) ha scattato varie fotografie che l’ESA ha processato per poter osservare al meglio i getti di vapore e polveri emessi dalla cometa.

Immagine del pianeta nano Cerere scattata dalla sonda spaziale Dawn (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

La sonda spaziale Dawn della NASA continua il suo avvicinamento al pianeta nano Cerere. Ciò permette di inviare sulla Terra fotografie sempre migliori con maggiori dettagli della sua superficie. Le immagini precedenti erano abbastanza nitide da rendere possibile vedere aree chiare e in particolare una davvero brillante, che avevano lasciato perplessi gli scienziati. Una fotografia scattata il 19 febbraio da una distanza di circa 46.000 chilometri mostra una seconda area brillante vicina a quella già individuata.

Immagine della sonda spaziale SOHO del 20 febbraio 2015 che mostra la cometa C/2015 D1 (SOHO) (Immagine ESA/NASA/SOHO/Hill)

La sonda spaziale SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) ha lo scopo principale di tenere d’occhio il Sole ma quando una cometa passa vicino alla nostra stella è utile anche per tracciarne la traiettoria. La scorsa settimana, SOHO ha individuato una nuova cometa perché passando vicino al Sole è diventata sufficientemente brillante da poter essere rilevata.

Questa cometa è stata chiamata in origine SOHO-2875 perché nel corso di oltre 19 anni di missione in collaborazione tra ESA e NASA questa è la cometa numero 2875 individuata dalla sonda spaziale SOHO. Successivamente chiamata ufficialmente C/2015 D1 (SOHO), essa è sopravvissuta al passaggio ravvicinato con il Sole e potrebbe essere visibile anche dalla Terra nelle prossime settimane.