Astronomia / astrofisica

Foto scattata dallo strumento ONC-W1 durante la discesa su Ryugu (Foto cortesia JAXA)

Poche ore fa la sonda spaziale giapponese Hayabusa 2 ha toccato il suolo dell’asteroide Ryugu per raccogliere alcuni campioni di sottosuolo che verranno trasportati sulla Terra. Si tratta del secondo tentativo dei tre possibili all’inizio della missione. Dopo il primo prelievo compiuto il 22 febbraio 2019, L’agenzia spaziale giapponese JAXA aveva deciso di procedere con un secondo tentativo in un’altra area per poi terminare lo studio di Ryugu e tornare sulla Terra con i campioni prelevati.

Usare fusioni di stelle di neutroni per stimare la velocità di espansione dell'universo

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta l’utilizzo di osservazioni della fusione tra due stelle di neutroni registrata il 17 agosto 2017 per cercare di calcolare il valore della costante di Hubble, che misura la velocità di espansione dell’universo. Quell’evento è il più celebre tra quelli registrati finora alle onde gravitazionali per l’importanza che ha avuto per la cosiddetta astronomia multimessaggero ma si è già rivelato utile anche per offrire un ulteriore modo per misurare l’espansione dell’universo che è alternativo a due che stanno fornendo risultati discrepanti.

Tempeste di sabbia osservate vicino alla calotta polare settentrionale di Marte

L’ESA ha pubblicato alcune immagini di tempeste di sabbia avvistate ai bordi della calotta polare settentrionale del pianeta Marte tra il 22 maggio e il 10 giugno 2019. Gli strumenti High Resolution Stereo Camera (HRSC) e Visual Monitoring Camera (VMC) della sonda spaziale Mars Express hanno permesso di osservare almeno otto diverse tempeste che si sono formate e dissipate molto rapidamente per una durata tra uno e tre giorni ciascuna durante la quale si sono spostate verso l’equatore e gli antichi vulcani Olympus Mons ed Elysium Mons. Si tratta di fenomeni locali di breve durata, poca cosa rispetto alla tempesta globale che ha coperto l’intero pianeta l’anno scorso, ma aiutano a capire i processi in atto nell’atmosfera marziana.

Antichi quasar ruotano a velocità relativistiche

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta un’osservazione di 5 quasar lontani tra 9,8 e 10,9 miliardi di anni luce con l’aiuto di lenti gravitazionali che ne hanno offerto immagini multiple. Un team di astronomi ha usato l’osservatorio spaziale per i raggi X Chandra della NASA per studiare i dischi di accrescimento attorno ai buchi neri supermassicci che alimentano quei quasar scoprendo che uno ruota a una velocità che supera il 70% di quella della luce.

Uno studio dell'atmosfera dell'esopianeta Gliese 3470 b

La NASA ha utilizzato i telescopi spaziali Hubble e Spitzer per compiere uno studio della composizione dell’atmosfera di Gliese 3470 b, un mini-Nettuno che orbita molto vicino alla sua stella, che è una nana rossa ma comunque lo scalda fino a temperature che sulla superficie sono stimate tra i 700 e i 900 Kelvin. I pianeti gassosi hanno un’atmosfera composta principalmente di idrogeno ed elio ma normalmente vi sono anche altri elementi più pesanti, con la conseguenza che possono formarsi varie molecole, ma in Gliese 3470 b quegli elementi sono davvero scarsi.