Astronomia / astrofisica

Il sistema V4046 Sgr (Immagine V. D’Orazi/Sphere/Inaf)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive uno studio del sistema binario V4046 Sagittarii, o semplicemente V4046 Sgr. Un team di ricercatori guidati da Valentina D’Orazi dell’INAF di Padova ha usato lo strumento SPHERE sul Very Large Telescope (VLT) dell’ESO per esaminare le ombre rotanti proiettate sul disco protoplanetario che orbita attorno alle due giovani stelle. La mappatura dei movimenti delle ombre ha permesso di capire meglio le caratteristiche di quel sistema grazie al moto delle due stelle, le quali orbitano l’una attorno all’altra in quasi due giorni e mezzo.

Le Nili Fossae (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato nuove fotografie della regione del pianeta Marte chiamata Nili Fossae scattate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. Le Nili Fossae sono un gruppo di fosse tettoniche chiamate in gergo graben che mostrano segni non solo di attività geologica ma anche di erosione da parte di venti e soprattutto di acqua che hanno scavato le forme visibili ancora oggi.

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una nuova ricerca sul possibile clima esistente sui sette pianeti rocciosi del sistema della stella TRAPPIST-1. Un team di astronomi coordinato dall’Università di Washington (UW) ha usato modelli climatici aggiornati per cercare di capire che tipo di atmosfere possano avere come frutto dell’evoluzione ambientale basandosi sulle osservazioni raccolte. Il risultato è che il pianeta TRAPPIST-1 e è quello che ha maggiori probabilità di avere acqua liquida sulla superficie.

La stella HD 186302 (al centro) (Immagine cortesia CDS Portal/Simbad)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta di una stella gemella del Sole. Si tratta di HD 186302, studiata da un team di ricercatori guidato da Vardan Adibekyan dell’Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço (IA), in Portogallo, partendo dai dati raccolti dal progetto AMBRE che ha raccolto circa 230.000 spettri di stelle, assieme ad altri dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA. HD 186302 è davvero simile al Sole non solo come età e composizione chimica ma anche come massa e dimensione e ciò offre speranze che abbia pianeti simili alla Terra.

La galassia più luminosa conosciuta sta divorando le sue vicine

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive uno studio della galassia W2246-0526, la più luminosa conosciuta. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per esaminarla scoprendo scie di materiali mentre vengono strappati da tre galassie più piccole che orbitano attorno a essa. In un caso viene generata una “coda mareale”, una larga scia di materiali che connette W2246-0526 con una delle sue satelliti. Secondo un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” il buco nero supermassiccio al suo centro ha una massa che è circa 4 miliardi di volte quella del Sole.