Astronomia / astrofisica

Due viste del pianeta nano Cerere ottenute dalla sonda spaziale Dawn (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

La sonda spaziale Dawn della NASA si sta avvicinando al pianeta nano Cerere. Il 12 febbraio 2015, quand’era a una distanza di circa 83.000 chilometri, ha scattato alcune fotografie che ci mostrano Cerere con una qualità mai vista prima, permettendoci di vedere i suoi crateri. Le fotografie scattate in precedenza avevano lasciato perplessi gli scienziati per la presenza di alcune macchie bianche ma le nuove immagini non risolvono il mistero.

Foto della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko scattata dalla sonda spaziale Rosetta il 9 febbraio 2015 durante il suo avvicinamento (Immagine ESA/Rosetta/NAVCAM)

Sabato scorso la sonda spaziale Rosetta dell’ESA ha effettuato un passaggio ravvicinato a soli 6 chilometri di distanza dalla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, che sta diventando sempre più attiva perché l’avvicinamento al Sole sta facendo sublimare il ghiaccio d’acqua. Questa manovra rappresenta un momento importante nella missione Rosetta per le analisi possibili ma anche perché dà inizio ad una nuova fase in cui la sonda si allontanerà dalla cometa per il suo passaggio più vicino al Sole nell’agosto 2015.

Il passaggio ravvicinato della sonda spaziale Rosetta è il culmine di una serie di manovre cominciate il 4 febbraio 2015 con l’uscita dall’orbita in cui stava volando, a circa 26 chilometri dalla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Inizialmente, Rosetta si è allontanata dalla cometa fino ad arrivare a 142 chilometri di distanza per poi avvicinarsi di nuovo per arrivare alla distanza minima il 14 febbraio.

Confronto tra la mappa radar originale di Ligeia Mare su Titano e quella processata con la tecnica del despeckling (Immagine NASA/JPL-Caltech/ASI)

Dal luglio 2014, la sonda spaziale Cassini della NASA sta compiendo la sua missione studiando Saturno e le sue lune, tra le quali Titano. Lo strumento SAR (Synthetic Aperture Radar) ha permesso di mappare quasi metà della superficie di questo satellite permettendoci di conoscere le sue caratteristiche geologiche come mai prima. Ora queste rilevazioni possono offrirci ancor più dettagli grazie a una nuova tecnica che ne migliora la qualità.

Le immagini create grazie al radar SAR della sonda spaziale Cassini sono “sgranate”, come fotografie di qualità limitata. Gli scienziati devono sforzarsi per interpretare gli elementi geologici più piccoli o identificare cambiamenti in immagini della stessa area prese in momenti diversi. La nuova tecnica chiamata despeckling dai suoi sviluppatori sta permettendo di migliorare la situazione.

Mappa della della radiazione cosmica di fondo (Immagine ESA and the Planck Collaboration)

Quasi due anni dopo la presentazione della miglior mappa mai creata della radiazione cosmica di fondo, l’ESA ha rivelato un’altra mappa creata anch’essa utilizzando i dati rilevati dalla sonda spaziale Planck Surveyor tra il 2009 e il 2013. Questa nuova mappa mostra la polarizzazione della radiazione cosmica di fondo risalente alle prime fasi di vita dell’universo. Essa mostra che le prime stelle hanno cominciato a formarsi circa 550 milioni di anni dopo il Big Bang, 100 milioni di anni più tardi di quanto si pensasse finora.

Immagine di Plutone e Caronte ingrandita per renderli più visibili (Immagine NASA/JHU APL/SwRI)

Ieri la NASA ha rilasciato le prime fotografie del pianeta nano Plutone e del suo satellite principale Caronte scattate dalla sonda spaziale New Horizons dopo il suo risveglio. La navicella era ancora a oltre duecento milioni di chilometri di distanza da Plutone ma il 4 febbraio 2015 era il 109° anniversario della nascita di Clyde Tombaugh, che nel 1930 scoprì il pianeta nano. Una piccola parte delle ceneri di Tombaugh è a bordo di New Horizons.