Astronomia / astrofisica

Una delle fotografie ad altissima risoluzione di Sputnik Planum su Plutone (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

La NASA ha pubblicato le prime fotografie ad altissima risoluzione di una piccola area della superficie del pianeta nano Plutone. Si tratta di immagini catturate dalla sonda spaziale New Horizons durante lo straordinario volo ravvicinato del 14 luglio 2015. Nei mesi scorsi la NASA aveva già ricevuto fotografie ad alta risoluzione ma queste fanno parte di una serie di scatti che aveva lo scopo di catturare i dettagli della superficie di Plutone, in questo caso dell’area chiamata Sputnik Planum.

L'ammasso galattico MACS J0416.1-2403 osservato dal telescopio spaziale Hubble con la galassia soprannominata Tayna nel riquadro (Immagine NASA, ESA, and L. Infante (Pontificia Universidad Catolica de Chile))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive la scoperta della galassia più tenue dell’universo primordiale. Secondo questo studio, questa galassia è nata quando l’universo aveva “solo” 400 milioni di anni circa e per questo motivo è stata soprannominata Tayna, che significa “primogenita” nella lingua Aymara. Per rilevarne la luce è stato utilizzato l’effetto di lente gravitazionale di un ammasso galattico. Esso ha permesso di catturare la luce estremamente fioca di un totale di 22 galassie antichissime usando i telescopi spaziali Hubble e Spitzer.

La sonda spaziale LISA Pathfinder al decollo su un razzo vettore Vega (Foto ESA–Stephane Corvaja)

Nella notte italiana la sonda spaziale LISA Pathfinder dell’ESA è stata lanciata con successo su un razzo vettore Vega dal centro spaziale di Kourou nella Guiana francese. Dopo circa un’ora e 45 minuti si è separata dall’ultimo stadio del razzo e si è attivata per cominciare il suo lungo viaggio grazie al proprio modulo di propulsione.

LISA Pathfinder è entrata in un’orbita ellittica dove effettuerà una serie di manovre che nell’arco di alcune settimane la porteranno nell’area chiamata L1, dove la gravità della Terra e quella del Sole si equilibrano con le altre forze che agiscono sulla sonda. Il modulo di propulsione verrà disconnesso dopo aver esaurito la sua funzione e la sonda rimarrà nell’area L1, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra.

Illustrazione artistica dell'evento ASASSN-14li che mostra il disco di materiali attorno al buco nero supermassiccio e altri resti della stella distrutta in una coda di materia espulsa (Immagine spettro: NASA/CXC/U.Michigan/J.Miller et al.; illustrazione: NASA/CXC/M.Weiss

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive le osservazioni di un buco nero supermassiccio con una massa alcuni milioni di volte quella del Sole che ha distrutto una stella con la conseguente formazione di un getto di materia che si muove a una velocità vicina a quella della luce. Quest’evento, chiamato ASASSN-14li, era già stato descritto poche settimane fa in un’altra ricerca i cui risultati erano stati pubblicati sulla rivista “Nature”.

Immagine della stella VY Canis Majoris catturata dallo strumento SPHERE del VLT (Foto ESO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive uno studio sulla stella VY Canis Majoris, una delle più grandi della Via Lattea. Lo strumento SPHERE montato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO ha permesso di ottenere immagini molto dettagliate di questa stella permettendo di studiare la polvere che la circonda e la notevole massa che perde nel tempo emettendola.