Sonde spaziali

Marte

La NASA ha attivato tutte le possibilità di studio ravvicinato della tempesta globale di polvere che sta interessando il pianeta Marte. Questo tipo di evento si verifica in genere una volta ogni tre o quattro anni marziani (tra sei e otto anni terrestri) ma ancora non è chiaro come una tempesta di polvere che inizia in scala ridotta possa ingrandirsi al punto da avvolgere l’intero pianeta. Le sonde spaziali in orbita stanno studiando in vari modi il fenomeno e il Mars Rover Curiosity sta raccogliendo dati al suolo mentre la situazione del Mars Rover Opportunity è difficile perché non può usare i pannelli solari perciò è entrato in ibernazione.

Titano (Immagine NASA/JPL-Caltech/University of Nantes/University of Arizona)

La NASA ha pubblicato una serie di 6 immagini di Titano, una delle lune del pianeta Saturno, viste agli infrarossi dallo strumento VIMS della sonda spaziale Cassini. Le immagini sono state create combinando osservazioni compiute nell’arco dei 13 anni di missione che sono state elaborate per compensare il fatto che sono state effettuate con una notevole varietà di condizioni di luminosità e angolo di visione da parte di Cassini.

La mappa finale della radiazione cosmica di fondo (Immagine ESA/Planck Collaboration)

L’ESA ha presentato la mappa finale della radiazione cosmica di fondo creata grazie alle rilevazioni della sonda spaziale Planck Surveyor. Questa mappa mostra com’era l’universo prima che si formassero le galassie, quando aveva circa 380.000 anni. Si tratta dei risultati dell’ultima elaborazione dei dati raccolti e ora gli scienziati hanno la certezza che la temperatura e la polarizzazione sono determinate con accuratezza. Questa mappa finale conferma il modello standard ma anche l’incongruenza tra il calcolo della costante di Hubble basato su quei dati e quello basato su osservazione dell’universo attuale.

Cerealia Facula nel cratere Occator (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Al meeting Committee on SPAce Research (COSPAR) che viene tenuto questa settimana a Pasadena, scienziati del JPL della NASA stanno presentando le ultime informazioni raccolte dalla sonda spaziale Dawn della NASA sul pianeta nano Cerere. In particolare, c’è attenzione sul cratere Occator, il più celebre grazie alla sua luminosità dovuta alle varie macchie bianche composte di sali al suo interno, ora chiamate faculae. Nei prossimi mesi Dawn terminerà la sua missione ma fino alla fine continuerà a raccogliere dati dall’orbita più bassa, a soli 34-35 chilometri di altitudine.

Schema di Hubble e Gaia al lavoro (Immagine NASA, ESA, and A. Feild (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una nuova misurazione dell’espansione dell’universo. Un team di astronomi guidato dal premio Nobel Adam Riess ha combinato osservazioni effettuate con il telescopio spaziale Hubble e quelle effettuate con la sonda spaziale Gaia dell’ESA, un osservatorio che ha lo scopo specifico di mappare miliardi di oggetti nel cielo tra cui le stelle variabili chiamate variabili cefeidi usate per le misurazioni. I nuovi risultati aumentano la precisione ma anche la discrepanza tra le misure dell’espansione dell’universo vicino e quelle dell’universo primordiale.