Sonde spaziali

Saturno (Immagine ESA/Hubble, NASA, A. Simon (GSFC) and the OPAL Team, J. DePasquale (STScI), L. Lamy (Observatoire de Paris))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una serie di osservazioni agli ultravioletti condotte con il telescopio spaziale Hubble dell’aurora boreale del pianeta Saturno. Un team di ricercatori ha condotto una campagna di osservazioni nel corso di sette mesi prima e dopo il solstizio d’estate settentrionale per ottenere la massima visibilità possibile per l’aurora. La coordinazione con il Gran Finale della missione Cassini ha offerto nuove informazioni sulla magnetosfera di Saturno.

La sonda spaziale New Horizons ha fotografato il suo prossimo obiettivo Ultima Thule

La NASA ha pubblicato un’immagine catturata dalla sua sonda spaziale New Horizons in cui il suo strumento LORRI ha individuato Ultima Thule, l’oggetto, ma potrebbero esserci due oggetti e/o una luna, della fascia di Kuiper che rappresenta il suo prossimo obiettivo per un passaggio ravvicinato previsto per Capodanno 2019. Quando le 48 fotografie combinate nell’immagine sono state scattate, il 16 agosto 2018, New Horizons era ancora a circa 172 milioni di chilometri di distanza da Ultima Thule e riuscire a individuare l’obiettivo è positivo perché i responsabili della missione possono cominciare a valutare eventuali aggiustamenti alla rotta della sonda.

Distribuzione del ghiaccio d'acqua ai poli della Luna

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” descrive tre tracce specifiche della presenza di ghiaccio d’acqua sulla superficie della Luna. Un team guidato da Shuai Li dell’Università delle Hawaii e della Brown University ha utilizzato dati raccolti dallo spettrometro Moon Mineralogy Mapper della sonda spaziale Chandrayaan-1 per trovare le tracce di quel ghiaccio concentrato in crateri lunari al polo sud e sparso in un’area più ampia al polo nord.

44 esopianeti rilevati dal telescopio spaziale Kepler confermati in un colpo solo

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive la conferma di 44 esopianeti che fanno parte di un gruppo originale di 72 candidati rilevati dal telescopio spaziale Kepler della NASA. Un team di ricercatori guidato da John Livingston dell’Università giapponese di Tokyo ha utilizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA e da telescopi al suolo negli USA per confermare l’esistenza di 44 esopianeti in una sola volta e scoprire alcune delle loro caratteristiche. Essi ne includono 16 con un raggio inferiore al doppio di quello della Terra.