Sonde spaziali

Fasi del collasso di Aswan (Immagine ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0; ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” e uno pubblicato sulla rivista “Science”, descrivono due ricerche riguardanti la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Il primo riguarda il distacco di materiali del costone roccioso chiamato Aswan nella regione Seth del nucleo della cometa. Il secondo articolo riguarda le trasformazioni avvenute sulla superficie della cometa rilevate grazie alla sonda spaziale Rosetta dell’ESA tra l’estate del 2014 e il settembre 2016.

Encelado con vari "graffi di tigre" in blu (Immagine NASA/JPL/Space Science Institute )

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la scoperta che il polo sud di Encelado, una delle lune del pianeta Saturno, è più caldo del previsto sotto lo strato di ghiaccio superficiale. Un team di ricercatori guidato da Alice Le Gall di LATMOS e UVSQ ha studiato rilevazioni effettuate dalla sonda spaziale Cassini durante un volo ravvicinato del 2011 concludendo che l’oceano sotterraneo di Encelado è più vicino alla superficie di quanto si pensasse.

La grande macchia bianca al centro del cratere Occator (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI/LPI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomical Journal” descrive una ricerca che fornisce una datazione alla grande macchia bianca nel cratere Occator del pianeta nano Cerere. Un team di ricercatori guidati da Andreas Nathues del Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) di Gottinga, in Germania, ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Dawn della NASA per analizzare l’interno di Occator concludendo che la macchia bianca ha 4 milioni di anni, 30 milioni in meno del cratere.

Le Kasei Valles (Foto ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato nuove fotografie del sistema di canali delle Kasei Valles su Marte catturate dallo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express. I dati raccolti indicano che le Kasei Valles sono state generate da una serie di alluvioni giganti e non da un flusso continuo di acqua sulla superficie. Oggi questo sistema di canali è uno dei più grandi di Marte e si estende per 3.000 chilometri da Echus Chasma, vicino alle Valles Marineris, fino a Chryse Planitia.

Un flusso di lava solidificata sul bordo di un cratere nella regione vulcanica di Elysium (Foto NASA HiRISE image, David Susko, LSU)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” descrive una ricerca su Elysium Planitia, una regione vulcanica vicina all’equatore di Marte. Un team di ricercatori della Louisiana State University guidati da David Susko hanno usato dati raccolti dalle sonde spaziali Mars Global Surveyor (MGS), Mars Odyssey Orbiter e Mars Reconnaissance Orbiter per studiare il mantello marziano trovando alcune similitudini con quello terrestre e tracce di attività vulcanica recente.