Sonde spaziali

Foto a falsi colori di 2012 HZ84 e 2012 HE85 (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

La NASA ha pubblicato alcune fotografie scattate dallo strumento LORRI della propria sonda spaziale New Horizons nel corso del dicembre 2017. Nel corso del suo viaggio che la porterà a un passaggio ravvicinato all’oggetto chiamato 2014 MU69, New Horizons ha scattato fotografie che hanno battuto il record che apparteneva alla Voyager 1 per le fotografie scattate più lontano dalla Terra catturando immagini dell’ammasso stellare aperto chiamato Pozzo dei Desideri e di due oggetti della Fascia di Kuiper chiamati 2012 HZ84 e 2012 HE85.

Pendenza di un ghiacciaio in blu nella vista colorata (Immagine NASA/JPL-Caltech/UA/USGS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la scoperta di otto aree sul pianeta Marte in cui l’erosione del suolo ha rivelato la presenza di grandi ghiacciai. Un team di ricercatori ha localizzato e studiato le aree grazie alla macchina fotografica High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) della sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA. Le scarpate generate dall’erosione offrono nuove informazioni sulla struttura stratificata di quei ghiacciai e di conseguenza della storia climatica del pianeta rosso.

Simulazione della vista in prospettiva del cratere Occator (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

Al meeting annuale della American Geophysical Union, scienziati della NASA hanno presentato i risultati delle ultime ricerche sulle macchie bianche presenti sul pianeta nano Cerere. In particolare, l’attività rilevata nel corso del tempo, soprattutto dalla sonda spaziale Dawn della NASA con variazioni nella loro luminosità confermano la possibilità che su Cerere vi sia ancora un’attività geologica che sta modificando la superficie di questo pianeta nano.

Strati della Grande Macchia Rossa di Giove (Immagine NASA/JPL-Caltech/SwRI)

Ieri al meeting annuale della American Geophysical Union sono state annunciate le nuove scoperte riguardanti la Grande Macchia Rossa di Giove e di una nuova zona di radiazione. I dati raccolti dalla sonda spaziale Juno della NASA durante un volo ravvicinato effettuato l’11 luglio 2017 hanno permesso di scoprire qualcosa di nuovo su quella tempesta più grande della Terra, ad esempio trovando una risposta a una delle domande fondamentali su di essa stabilendo che essa ha una profondità di circa 300 chilometri.

Fratture nelle Sirenum Fossae (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato immagini catturate dalla sua sonda spaziale Mars Express che mostrano l’area di Marte chiamata Sirenum Fossae. La macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC) ha permesso di scattare fotografie di un’area il cui aspetto è stato determinato da un’antica attività vulcanica con la conseguenza che si è formato un sistema di fosse tettoniche chiamate in gergo graben che si estendono per migliaia di chilometri sulla superficie del pianeta rosso.