Sonde spaziali

Pennacchio sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Due articoli pubblicati sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrivono due ricerche sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko basate sui dati raccolti dalla sonda spaziale Rosetta dell’ESA. In un articolo, un team guidato da Jürgen Blum dell’Università di Braunschweig, in Germania, ha utilizzato i dati raccolti per scoprire in che modo si è formata la cometa. Nell’altro articolo, un team guidato da Jessica Agarwal del Max Planck Institute for Solar System Research di Gottinga, in Germania, ha descritto un pennacchio sollevatosi dalla superficie della cometa che potrebbe essere stato generato da gas sotterraneo pressurizzato o dalla cristallizzazione di ghiaccio d’acqua amorfo.

Rappresentazione artistica della coda magnetica di Marte (Immagine Anil Rao/Univ. of Colorado/MAVEN/NASA GSFC)

Nel corso della conferenza dell’American Astronomical Society Division for Planetary Science sono stati presentati i risultati di una ricerca che ha portato alla scoperta che il pianeta Marte ha una coda magnetica, che è stata chiamata in gergo magnetotail, attorcigliata dall’interazione con il vento solare. Un team guidato dalla dottoressa Gina DiBraccio del Goddard Space Flight Center della NASA ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale MAVEN per scoprire questo fenomeno che secondo i ricercatori è legato al processo noto come riconnessione magnetica.

Il cratere Ernutet e i composti organici (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/ASI/INAF/MPS/DLR/IDA)

Nel corso della conferenza dell’American Astronomical Society Division for Planetary Science lo scienziato del SwRI (Southwest Research Institute) Simone Marchi ha illustrato i risultati di uno studio sull’origine dei composti organici scoperti sul pianeta nano Cerere dalla sonda spaziale Dawn della NASA. C’erano vari dubbi sul fatto che si fossero formati su Cerere ma secondo Marchi e il suo team le prove che hanno raccolto indicano che le cose stanno proprio così.

Particolari degli anelli di Saturno (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Nel corso della conferenza dell’American Astronomical Society Division for Planetary Science sono state presentate alcune delle ultime scoperte riguardanti il pianeta Saturno e i suoi anelli effettuate grazie ai dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini prima di disintegrarsi nell’atmosfera del pianeta il 15 settembre. Alcuni di 1uesti risultati sono stati pubblicati sulla rivista “The Astrophysical Journal”.

Il bacino di Eridania (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive la scoperta di prove dell’esistenza di antichissimi depositi idrotermali su un fondo marino nella regione di Eridania su Marte. Un team di ricercatori ha studiato dati raccolti dalla sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA per ricostruire la presenza di massicci depositi in un bacino nell’emisfero meridionale del pianeta rosso. Si tratta di un tipo di ambiente favorevole alla nascita di forme di vita, simile a quello in cui secondo vari scienziati è nata la vita sulla Terra.