Sonde spaziali

Il cratere triplo nella regione di Terra Sirenum su Marte (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato alcune nuove fotografie scattate dalla sonda spaziale Mars Express che mostrano un curioso cratere nella regione di Terra Sirenum su Marte. Si tratta di un cratere dalla forma allungata avendo una lunghezza di circa 45 chilometri e una larghezza di circa 24 chilometri. Probabilmente è il frutto dell’impatto di un asteroide che si è spezzato in tre parti quand’era ancora sopra la superficie provocando il triplo impatto di frammenti ancora molto vicini. I depositi sedimentari sul fondo del cratere suggeriscono che anticamente esisteva acqua in quella regione di Marte.

Foto del Sole poco prima del picco del primo brillamento (Foto NASA/SDO)

Nei giorni scorsi, la sonda spaziale SDO (Solar Dynamics Obersavatory) della NASA ha rilevato e documentato ben 3 brillamenti solari di classe M, quella che include i più potenti dopo la classe X, che non a caso significa “eXtreme” (estremo). Il primo ha avuto il suo piccolo il 2 aprile alle 10.02 italiane, il secondo alle 22.33 italiane e il terzo il 3 aprile alle 16.29 italiane.

Concetto artistico del confronto tra Marte com'è oggi e com'era 4 miliardi di anni fa (Immagine NASA’s Goddard Space Flight Center)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca sull’atmosfera del pianeta Marte che indica il vento e le radiazioni solari come principali responsabili del fatto che oggi quell’atmosfera sia così sottile. Un team guidato da Bruce Jakosky, principale investigatore della missione della sonda spaziale MAVEN della NASA, ha esaminato le misurazioni dei gas presenti stimando ad esempio che il 65% dell’argo presente in origine è andato perduto nello spazio. Questa ricerca conferma quella pubblicata nel novembre 2015.

Arsia Mons (Immagine NASA/JPL/USGS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Earth and Planetary Science Letters” descrive una ricerca sull’Arsia Mons, un vulcano del pianeta Marte. Un team guidato da Jacob Richardson del Goddard Space Flight Center della NASA ha esaminato immagini ad alta risoluzione scattate dalla sonda spaziale MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) per stabilire che l’Arsia Mons ebbe un picco di attività circa 150 milioni di anni fa e che la sua ultima attività terminò probabilmente circa 50 milioni di anni fa.

Fasi del collasso di Aswan (Immagine ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0; ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” e uno pubblicato sulla rivista “Science”, descrivono due ricerche riguardanti la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Il primo riguarda il distacco di materiali del costone roccioso chiamato Aswan nella regione Seth del nucleo della cometa. Il secondo articolo riguarda le trasformazioni avvenute sulla superficie della cometa rilevate grazie alla sonda spaziale Rosetta dell’ESA tra l’estate del 2014 e il settembre 2016.