Sonde spaziali

L'area a pelle di serpente chiamata Tartarus Dorsa su Plutone (Immagine NASA/JHUAPL/SWRI)

Dopo oltre due mesi da quello straordinario volo ravvicinato a Plutone della sonda spaziale New Horizons della NASA qualcuno potrebbe pensare che i dati arrivati sulla Terra siano sufficienti per conoscere in maniera esauriente questo pianeta nano. La realtà continua a rivelarsi ben diversa su questo piccolo mondo gelato eppure variegato come ci si aspetterebbe da un pianeta attivo geologicamente e con un’atmosfera in grado di erodere il suolo. Ecco allora che l’immagine di una superficie a “pelle di serpente” lascia ancora una volta gli scienziati sorpresi e perplessi.

Mappe dell’abbondanza di ghiaccio d’acqua (a sinistra) e temperature superficiale (a destra) della regione della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko chiamata Hapi (Immagine ESA/Rosetta/VIRTIS/INAF-IAPS/OBS DE PARIS-LESIA/DLR; M.C. De Sanctis et al (2015))

Un articolo appena pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca sul ciclo giornaliero di ghiaccio d’acqua sulla superficie della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko e nelle sue vicinanze. Un team di scienziati guidato da Maria Cristina De Sanctis dell’INAF-IAPS (Istituto Nazionale di Astrofisica – Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali) ha analizzato i dati rilevati dallo spettrometro VIRTIS della sonda spaziale Rosetta dell’ESA scoprendo che in alcune zone il ghiaccio d’aqua scompare di giorno e riappare di notte.

Le montagne e l'atmosfera stratificata di Plutone (Foto NASA/JHUAPL/SwRI)

Le ultime immagini di Plutone appena pubblicate dalla NASA mostrano nuovi dettagli di questo pianeta nano. Finora, le fotografie erano state in genere scattate dalla macchina fotografica LORRI della sonda spaziale New Horizons, queste invece sono state scattate dalla MVIC (Multispectral Visible Imaging Camera), uno dei componenti del piccolo telescopio Ralph in dotazione alla sonda. Queste immagini mostrano in maniera straordinaria montagne, ghiacciai e gli strati caliginosi dell’atmosfera di Plutone.

Illustrazione artistica dell'interno di Encelado con un oceano sotterraneo globale (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo appena pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive una ricerca che ha utilizzato dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini per determinare che Encelado, una delle lune di Saturno, possiede un oceano globale sotterraneo. Che ci fosse un oceano sotto la superficie ghiacciata di Encelado era un fatto ormai accertato da ricerche precedenti ma rimaneva da capire se l’acqua fosse allo stato liquido in tutto il sottosuolo o solo in alcune aree sufficientemente calde.

Concetto artistico delle sonde spaziali GRAIL al lavoro nell'orbita lunare (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive una ricerca sulle conseguenze che molteplici impatti di asteroidi hanno avuto sulla superficie della Luna circa quattro miliardi di anni fa. Usando i dati raccolti dalle sonde spaziali gemelle GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory) della NASA, un team di scienziati guidati dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha scoperto una notevole porosità nella superficie lunare e una rete di larghe cicatrici sotto di essa.