Sonde spaziali

Riproduzione del sistema solare con i suoi tanti corpi celesti e la rotta della sonda spaziale New Horizons fino a PT1 (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI/Alex Parker)

La NASA ha annunciato di aver scelto l’obiettivo per la seconda missione della sonda New Horizons. Si tratta di un cosiddetto oggetto della Fascia di Kuiper (in inglese Kuiper Belt Objects, KBO) ufficialmente chiamato 2014 MU69. Informalmente chiamato PT1 (Potential Target 1), è uno degli oggetti selezionati nell’ottobre 2014 tra quelli scoperti utilizzando il telescopio spaziale Hubble proprio con questo scopo.

A sinistra un'immagine del Sole scattata dalla sonda spaziale SDO, al centro un particolare di una protuberanza solare e a destra la Terra mostrata nella stessa scala (Immagine NASA/JAXA/NAOJ)

Due articoli apparsi su “The Astrophysical Journal” descrivono uno studio su quello che è conosciuto come il problema della temperatura coronale. Da decenni gli scienziati stanno cercando di capire come mai la temperatura sulla superficie del Sole sia di circa 6.000 Kelvin mentre la corona, la regione tra la superficie e l’area dell’atmosfera esterna, possa raggiungere temperature di alcuni milioni di gradi. Ora un team di ricercatori guidato da Takenori Okamoto del Solar-Terrestrial Environment Laboratory presso la Nagoya University e ISAS/JAXA e da Patrick Antolin del National Astronomical Observatory of Japan a Tokyo offre una spiegazione, legata all’assorbimento risonante.

La montagna solitaria su Cerere fotografata dalla sonda spaziale Dawn (Foto NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA)

La sonda spaziale Dawn della NASA sta effettuando una mappatura del pianeta nano Cerere e con la sua macchina fotografica sta catturando straordinarie immagini migliori di quelle disponibili finora, con una risoluzione di 140 metri per pixel. Tra gli elementi geologici fotografati c’è una montagna alta circa 6 chilometri che aveva già incuriosito scienziati e pubblico perché sembra una piramide e i suoi lati sono coperti di materiale brillante.

Alcuni esempi di fratture individuate sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Mentre la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko comincia ad allontanarsi dal Sole, nuovi studi sono stati pubblicati basati sui dati raccolti nel corso dei mesi scorsi. Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive l’esame delle tante fratture fotografate dopo l’arrivo della sonda spaziale Rosetta dell’ESA. Un altro articolo pubblicato sulla rivista “Annales Geophysicae” fornisce una spiegazione per il “canto” della cometa scoperto l’anno scorso.

Fotografia della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko vicina al perielio (Foto ESA/Rosetta/NAVCAM)

Nel corso della giornata di ieri la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko ha passato il perielio, il punto di massimo avvicinamento al Sole. La sonda spaziale Rosetta dell’ESA era a una distanza di circa 327 chilometri e con la sua macchina fotografica NAVCAM ha scattato una serie di immagini per documentare l’attività della cometa. Grazie al calore che sta ricevendo dal Sole, ancora per qualche settimana continueranno a esserci spettacolari getti di gas generati dalla sublimazione dei ghiacci.