Telescopi

Blog che parlano di telescopi e strumenti di osservazione astronomica

Il disco solare visto da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))

Sono state pubblicate le prime immagini del Sole generate da osservazioni effettuate utilizzando il radiotelescopio ALMA. Si tratta della prima volta che il più grande radiotelescopio del mondo è stato utilizzato in questo modo e ciò rappresenta l’inizio di un’importante espansione dell’utilizzo di ALMA. I primi risultati sono dettagli della cromosfera del Sole come una macchia solare grande il doppio della Terra.

Gli elementi della vita

Al 229° Meeting della American Astronomical Society tenuto nei giorni scorsi, astronomi del progetto SDSS/APOGEE hanno annunciato i risultati di uno studio che ha riguardato oltre 150.000 stelle della Via Lattea. Ogni stella è stata analizzata per determinare la quantità di quasi due dozzine di elementi chimici, inclusi carbonio, idrogeno, azoto, ossigeno, fosforo e zolfo, quelli che formano i mattoni della vita.

La galassia RX J1140.1+0307 (Foto ESA/Hubble & NASA. Acknowledgement: Judy Schmidt)

Una fotografia scattata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia RX J1140.1+0307 e apparentemente si tratta di una galassia a spirale come ce ne sono davvero tante, inclusa la Via Lattea. Tuttavia, normalmente queste galassie hanno al loro centro un buco nero supermassiccio, invece RX J1140.1+0307 ne ha uno più piccolo, un buco nero di massa intermedia. Si tratta di un’anomalia alla quale gli astronomi stanno cercando una spiegazione.

NGC 1448 in un'immagine che combina dati ottici dall'indagine Carnegie-Irvine Galaxy e ai raggi X da NuSTAR (Immagine NASA/JPL-Caltech/Carnegie-Irvine Galaxy Survey)

Al meeting dell’American Astronomical Society sono stati presentati i risultati dello studio delle galassie NGC 1448 e IC 3639 che ha portato all’identificazione dei buchi neri supermassicci al loro centro. Un team di ricercatori ha utilizzato il telescopio spaziale NuSTAR della NASA per rilevare le emissioni di raggi X ad alta energia provenienti da essi e vedere oltre le polveri e gas che nascondevano quelle aree.

Concetto artistico di pulsar (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca, presentata anche nei giorni scorsi al meeting della American Astronomical Society, sulla pulsar conosciuta come PSR J1119-6127. Scoperta oltre 16 anni fa, recentemente ha manifestato comportamenti tipici di una magnetar, un diverso tipo di stella di neutroni. Questa stranezza potrebbe aiutare a comprendere il legame tra pulsar e magnetar e l’evoluzione delle stelle di neutroni.