Telescopi

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Pianeti in fase di formazione scoperti nella nube molecolare del Toro

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta l’osservazione di strutture in dischi protoplanetari che probabilmente sono state lasciate da pianeti neonati e forse ancora in fase di sviluppo. Un team di ricercatori guidato da Feng Long dell’Università di Pechino che include le ricercatrici dell’INAF Brunella Nisini ed Elisabetta Rigliaco e i professori di Università Statale di Milano e associati INAF Giuseppe Lodato ed Enrico Ragusa, ha usato il radiotelescopio ALMA per esaminare dischi che circondano giovani stelle nella regione di formazione stellare del Toro scoprendo che di 32 dischi protoplanetari 12 erano divisi in anelli, una situazione associata alla formazione planetaria.

Il quasar 3C 273 (Immagine ESA/Hubble & NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la prima osservazione dettagliata dell’ambiente che circonda un buco nero supermassiccio esterno alla Via Lattea. Un team di astronomi guidato dal professor Hagai Netzer dell’Università di Tel Aviv ha usato lo strumento GRAVITY installato sul VLTI dell’ESO per esaminare il primo quasar scoperto, conosciuto come 3C 273, scoprendo nubi di gas che si muovono rapidamente attorno al buco nero che alimenta quel quasar e ne formano il cuore.

Il sistema V4046 Sgr (Immagine V. D’Orazi/Sphere/Inaf)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive uno studio del sistema binario V4046 Sagittarii, o semplicemente V4046 Sgr. Un team di ricercatori guidati da Valentina D’Orazi dell’INAF di Padova ha usato lo strumento SPHERE sul Very Large Telescope (VLT) dell’ESO per esaminare le ombre rotanti proiettate sul disco protoplanetario che orbita attorno alle due giovani stelle. La mappatura dei movimenti delle ombre ha permesso di capire meglio le caratteristiche di quel sistema grazie al moto delle due stelle, le quali orbitano l’una attorno all’altra in quasi due giorni e mezzo.

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una nuova ricerca sul possibile clima esistente sui sette pianeti rocciosi del sistema della stella TRAPPIST-1. Un team di astronomi coordinato dall’Università di Washington (UW) ha usato modelli climatici aggiornati per cercare di capire che tipo di atmosfere possano avere come frutto dell’evoluzione ambientale basandosi sulle osservazioni raccolte. Il risultato è che il pianeta TRAPPIST-1 e è quello che ha maggiori probabilità di avere acqua liquida sulla superficie.

La stella HD 186302 (al centro) (Immagine cortesia CDS Portal/Simbad)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta di una stella gemella del Sole. Si tratta di HD 186302, studiata da un team di ricercatori guidato da Vardan Adibekyan dell’Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço (IA), in Portogallo, partendo dai dati raccolti dal progetto AMBRE che ha raccolto circa 230.000 spettri di stelle, assieme ad altri dati raccolti dalla sonda spaziale Gaia dell’ESA. HD 186302 è davvero simile al Sole non solo come età e composizione chimica ma anche come massa e dimensione e ciò offre speranze che abbia pianeti simili alla Terra.