Telescopi

Blog che parlano di telescopi e strumenti di osservazione astronomica

Illustrazione della stima delle dimensioni delle comete (Immagine ASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sulle comete a lungo periodo concludendo che sono più comuni del previsto. Un team di ricercatori guidato da James Bauer dell’Università del Maryland ha utilizzato i dati raccolti dal telescopio spaziale WISE della NASA per scoprire che anche quelle di almeno un chilometro di dimensione sono più comuni del previsto e mediamente sono grandi il doppio di quelle della famiglia cometaria di Giove.

I 5 telescopi di H.E.S.S. (Foto H.E.S.S., MPIK/Christian Foehr)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” descrive una nuova interpretazione di osservazioni effettuate con il telescopio spaziale per i raggi gamma Fermi della NASA e l’osservatorio High Energy Stereoscopic System (H.E.S.S.) in Namibia. Secondo un team di ricercatori italiani guidati da Daniele Gaggero dell’Università di Amsterdam, al centro della Via Lattea c’è una sorta di trappola che vi concentra alcuni tra i raggi cosmici di più elevata energia, tra le particelle più rapide della galassia.

EBLM J0555-57Ab paragonata con TRAPPIST-1, Giove e Saturno (Immagine cortesia Amanda Smith)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta della stella EBLM J0555-57Ab. Si tratta della stella più piccola mai scoperta, con dimensioni molto simili a quelle del pianeta Saturno. La sua massa è circa 85 volte quella di Giove ma, pur essendo concentrata in un volume relativamente ridotto, ha a malapena massa e densità sufficienti a mentenere la fusione nucleare dell’idrogeno ed essere quindi una vera stella.

Esopianeti e sistemi binari (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astronomical Journal” descrive uno studio sui possibili errori commessi nelle stime della densità degli esopianeti scoperti con il metodo del transito. Elise Furlan del Caltech/IPAC-NExScl e Steve Howell dell’Ames Research Center della NASA hanno analizzato l’effetto della presenza di una seconda stella sulla stima della densità degli esopianeti in quei sistemi concludendo che alcuni in realtà sono meno densi di quanto calcolato.

I resti di SN 1987A visti da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); R. Indebetouw; NASA/ESA Hubble)

Due articoli, uno pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” e uno sulla rivista “Astrophysical Journal Letters”, descrivono aspetti diversi di una ricerca sulla supernova 1987A (SN 1987A). Vari ricercatori hanno usato il radiotelescopio ALMA scoprendo per la prima volta una serie di molecole tra i resti di una supernova. Ciò ha permesso di creare una mappa tridimensionale di quella che è stata definita una fabbrica di polvere e di trovare indizi anche sulla nascita delle stelle.