Telescopi

Blog che parlano di telescopi e strumenti di osservazione astronomica

Il disco che circonda la stella Orion Source I e la nube molecolare di Orione I (Immagine ALMA (NRAO/ESO/NAOJ); NRAO/AUI/NSF; Gemini Observatory/AURA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta la scoperta della presenza di sali e in particolare del comune sale da cucina, nel disco protoplanetario che circonda la giovane stella Orion Source I. Un team di astronomi ha usato il radiotelescopio ALMA per rilevare le “firme chimiche” che indicano la presenza di una serie di molecole tra cui due sali. In particolare il cloruro di sodio sembra costituire una notevole parte del disco dato che la massa stimata è attorno al miliardo di miliardi di tonnellare, più o meno equivalente all’acqua degli oceani terrestri.

Una stella nascente in una bolla gigante nella Grande Nube di Magellano

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la scoperta di un getto di materiali proveniente da una giovane stella massiccia in un’area chiamata LHA 120-N 180B, o semplicemente N180 B, una regione di formazione stellare nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della Via Lattea. Un team di ricercatori guidato da Anna McLeod ha usato lo strumento MUSE installato sul VLT in Cile per studiare l’area e in particolare il getto catalogato come HH 1177, il primo di questo tipo rilevato alla luce visibile all’esterno della Via Lattea.

Immagine a falsi colori di V883 Ori. La distribuzione di polvere è mostrata in arancione e quella di metanolo in blu (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Lee et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” riporta la scoperta di molecole organiche complesse nel disco protoplanetario della stella V883 Orionis, o semplicemente V883 Ori. Un team di ricercatori guidato da Jeong-Eun Lee della Kyung Hee University, in Corea del Sud, ha usato il radiotelescopio ALMA per rilevare le “firme chimiche” di composti come metanolo, acetaldeide, formiato di metile, acetonitrile e acetone dopo che una repentina eruzione ha fatto spostare la linea della neve provocando la sublimazione di materiali ghiacciati e il conseguente rilascio di quei composti.

Concetto artistico di impatto tra protopianeti (Immagine Nasa/JPL-Caltech modificata)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive uno studio riguardante due super-Terre nel sistema della stella Kepler-107 che hanno dimensioni simili ma densità molto diverse che indicano una composizione chimica molto diversa. Un team di ricercatori guidato da Aldo Bonomo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) di Torino che include altri ricercatori italiani ha usato lo spettrografo HARPS-N installato sul Telescopio nazionale Galileo (TNG) alle Isole Canarie per esaminare i pianeti Kepler-107b e Kepler-107c e concludere che probabilmente le notevoli differenze tra di essi sono dovute a un impatto primordiale.

La galassia nana Bedin 1 dietro all'ammasso stellare globulare NGC 6752 (Immagine ESA/Hubble, NASA, Bedin et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society Letters” descrive la scoperta della galassia nana più isolata individuata finora. Un team di ricercatori guidato da Luigi Bedin dell’INAF (Istituto nazionale di astrofisica) ha esaminato osservazioni dell’ammasso stellare NGC 6752 condotte con il telescopio spaziale Hubble per uno studio sulle nane bianche trovando un gruppo di antichissime stelle che si è rivelato essere una galassia nana che è stata soprannominata Bedin 1.