Telescopi

Centaurus A e le sue galassie nane satelliti (Immagine Christian Wolf and the SkyMapper team / Australian National University)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca che mostra quella che sembra una discrepanza tra le osservazioni di un gruppo di galassie e i correnti modelli relativi alla materia oscura. Un team di astronomi ha appurato che 14 delle 16 galassie nane satelliti della galassia Centaurus A seguono uno schema comune di movimento e sono disposte su un piano invece di muoversi in modo caotico con una disposizione casuale attorno alla galassia centrale.

La Grande Nube di Magellano, l'area N113 e le molecole trovate (Immagine NRAO/AUI/NSF; ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); Herschel/ESA; NASA/JPL-Caltech; NOAO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive la rilevazione di nuclei caldi e delle molecole più complesse individuate fuori dalla Via Lattea nella Grande Nube di Magellano, una delle galassie nane satelliti della Via Lattea. Un team guidato dall’astronoma Marta Sewilo del Goddard Space Flight Center della NASA ha usato il radiotelescopio ALMA per effettuare quelle rilevazioni che contraddicono le osservazioni precedenti in quella che era considerata una galassia primitiva dal punto di vista chimico.

Confronto tra le dimensioni del Sole e di TRAPPIST-1 (Immagine ESO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la più accurata misurazione delle caratteristiche della stella nana ultra-fredda TRAPPIST-1. Un team guidato dall’astronoma Valérie Van Grootel dell’Università di Liegi, in Belgio, ha usato nuove osservazioni e tecniche analitiche per raffinare le misure di TRAPPIST-1. Essa è diventata oggetto di molte ricerche dopo la conferma nel febbraio 2017 che 7 pianeti rocciosi orbitano attorno a questa minuscola stellina e conoscerne con precisione le caratteristiche aiuta a studiare l’intero sistema.

Concetto artistico di stella in formazione con emissioni di segnali del metanolo (Immagine cortesia Wolfgang Steffen/Boy Lankhaar et al. (molecole: Wikimedia Commons/Ben Mills))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca che fornisce un modo per utilizzare il metanolo per misurare i campi magnetici esistenti nello spazio. Un team di ricercatori guidato da Boy Lankhaar della Chalmers Univerisity di Göteborg, in Svezia, ha studiato le proprietà del metanolo per poterlo usare nel calcolo dei campi magnetici che giocano un ruolo importante nella formazione di stelle massicce.

ASASSN-15no (Immagine cortesia ASAS-SN / DSS)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive lo studio della supernova ASASSN-15no. Un team di astronomi, soprattutto dell’Istituto nazionale di astrofisica di Padova, guidato da Stefano Benetti ha utilizzato una serie di telescopi per osservare un’esplosione che inizialmente era nascosta da una spessa coltre di gas e polveri espulsi dalla stelle progenitrice alcuni anni prima. Per questo motivo, gli astronomi l’hanno definita una supernova che gioca a nascondino ma alla fine si è rivelata ed era almeno dieci volte più brillante del normale.