Telescopi

Rappresentazione artistica di di TRAPPIST-1 e dei suoi pianeti (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sulle orbite dei pianeti del sistema di TRAPPIST-1. L’annuncio da parte della NASA della rilevazione di 7 pianeti in quel sistema di cui almeno tre nell’area abitabile aveva suscitato entusiasmo ma i dati raccolti sembravano indicare un’instabilità nelle orbite di quei pianeti. Un team guidato da Dan Tamayo dell’Università di Toronto offre una spiegazione basata su una serie di risonanze orbitali che mantengono il sistema stabile.

Concetto artistico di HAT-P-26b osservato da Hubble e Spitzer (Immagine NASA/GSFC )

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca sull’esopianeta HAT-P-26b, un nettuniano caldo, cioè un pianeta con dimensioni simili a quelle di Nettuno che orbita vicino alla propria stella HAT-P-26. Un team di ricercatori del Goddard Space Flight Center della NASA e dell’Università britannica di Exeter ha usato i telescopi spaziali Hubble e Spitzer per scoprire quella che viene chiamata un’atmosfera primitiva per HAT-P-26b nonostante la sua stella sia vecchia.

La diversa attività di un buco nero supermassiccio in una situazione normale e verso la fine di una fusione galattica (Immagine National Astronomical Observatory of Japan)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive gli effetti che una fusione tra due galassie può avere su un buco nero supermassiccio al centro di una galassia coinvolta in quel processo. Un team di ricercatori guidati da Claudio Ricci ha usato in particolare il telescopio spaziale NuSTAR della NASA per studiare come negli ultimi stadi della fusione galattica molti gas e polveri ricadano verso un buco nero avvolgendolo e generando un nucleo galattico attivo.

L'Ammasso di Perseo visto ai raggi X (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center/Stephen Walker et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta di una vasta onda di gas galdi nell’ammasso galattico di Perseo che si estende per circa 200.000 anni luce. Un team di astronomi guidati dal dottor Stephen Walker del Goddard Space Flight Center della NASA ha combinato osservazioni effettuate con l’Osservatorio per i raggi X Chandra della NASA e altre alle frequenze radio con simulazioni al computer per studiarla.

Concetto artistico del sistema di Epsilon Eridani (Immagine NASA/SOFIA/Lynette Cook)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive una ricerca sul sistema di Epsilon Eridani (eps Eri) che ne mostra le similitudini con il sistema solare. Un team guidato da Kate Su dell’Università dell’Arizona ha utilizzato il telescopio volante SOFIA per osservare una cintura di asteroidi e una banda di detriti con alcune similitudini con la fascia di Kuiper.