Telescopi

La galassia IC 2163 (immagine M. Kaufman; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF); ALMA (ESO/NAOJ/NRAO); NASA/ESA Hubble Space Telescope)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulla forma che ricorda un occhio assunta dalla galassia IC 2163 in seguito a uno scontro con un’altra galassia chiamata NGC 2207. Un team di ricercatori guidato dall’astronoma Michele Kaufman ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per studiare questa sorta di tsunami di stelle e gas che ha assunto una forma molto rara tra le galassie conosciute.

Illustrazione artistica dell'incontro che ha generato B3 1715+425 (Immagine Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive la scoperta dei resti di una galassia di cui è rimasto solo un piccolo nucleo dopo il passaggio attraverso una galassia più grande. Un team di astronomi ha utilizzato il radiotelescopio VLBA per trovare questo oggetto unico catalogato come B3 1715+425 con un diametro che ora è di soli 3.000 anni luce e un buco nero supermassiccio al suo centro.

Vari pilastri della Nebulosa Carena (Immagine ESO/A. McLeod)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sulle vaste strutture colonnari nella Nebulosa Carena. Un team guidato da Anna McLeod, studentessa di dottorato all’ESO, ha usato lo strumento MUSE installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO per esaminare queste strutture che sono state soprannominate “pilastri della distruzione” per certe similitudini con i “Pilastri della Creazione” fotografati dal telescopio spaziale Hubble.

Il sistema L1448 IRS3B (Immagine Bill Saxton, ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), NRAO/AUI/NSF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di un sistema triplo in fase di formazione. Un team internazionale di scienziati ha usato i radiotelescopi Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) e Karl G. Jansky Very Large Array (VLA) per osservare il sistema chiamato L1448 IRS3B, dove un disco di polveri e gas si sta frammentando in un sistema stellare multiplo.

18 dei quasar studiati (Immagine ESO/Borisova et al.)

Un articolo in pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulle nubi di gas luminoso attorno ai quasar lontani. Un team internazionale di astronomi guidato da un gruppo dell’Istituto ETH (Istituto federale svizzero di tecnologia) di Zurigo, in Svizzera, ha utilizzato lo strumento MUSE montato sul Very Large Telescope (VLT) dell’ESO per esaminare galassie molto lontane che sono attive, del tipo chiamato quasar, scoprendo che gli aloni di gas che le circondano sono più comuni del previsto.