Telescopi

Un paragone tra il sole, una stella di piccola massa, una nana bruna, Giove e la Terra (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCB)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive una ricerca sulle nane brune che dovrebbero essere presenti nel vicinato cosmico. Un team di astronomi del Leibniz-Institut für Astrophysik Potsdam (AIP), in Germania, ha rianalizzato dati riguardanti le osservazioni e la catalogazione delle nane brune distanti meno di sei parsec e mezzo dalla Terra concludendo che ce ne dovrebbero essere di più e forse non le abbiamo ancora individuate.

Illustrazione artistica del telescopio spaziale Kepler (Immagine NASA)

La NASA ha comunicato di aver avuto successo nel ripristino del telescopio spaziale Kepler, che nei giorni scorsi era entrato in modalità di emergenza. Gli ingegneri della missione hanno ripristinato le comunicazioni nel corso della scorsa domenica ma i tempi per la ripresa dei lavori sono ancora da stabilire. Le comunicazioni hanno reso possibile anche cominciare a scaricare i dati telemetrici e quelli relativi a ciò che è successo a Kepler per stabilire le cause dell’emergenza.

La galassia NGC 1600 e nel riquadro un ingrandimento ottenuto da Hubble (Immagine NASA, ESA, and Z. Levay (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di uno dei più grandi buchi neri trovati finora. Usando dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble e dal telescopio Gemini North alle Hawaii, un team internazionale di astronomi ha scoperto un buco nero supermassiccio con una massa stimata attorno ai 17 miliardi di volte quella del Sole nella galassia NGC 1600. Si tratta di una massa fuori dal normale considerando che è all’interno di una galassia molto grande ma abbastanza isolata.

La galassia di Andromeda con il segnale della pulsar nel riquadro (Immagine Andromeda: ESA/Herschel/PACS/SPIRE/J. Fritz, U. Gent/XMM-Newton/EPIC/W. Pietsch, MPE; data: P. Esposito et al (2016))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta della prima pulsar nella galassia di Andromeda. Un team guidato da Paolo Esposito dell’INAF-Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmic ha trovato quest’oggetto elusivo usando gli archivi delle osservazioni effettuate con il telescopio spaziale XMM-Newton dell’ESA.

La supernova G1.9+0.3 (Immagine NASA/CXC/CfA/S. Chakraborti et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive l’analisi dei resti della supernova G1.9+0.3, la più giovane osservata nella Via Lattea. Un team di astronomi dell’Università di Harvard ha utilizzato i dati raccolti dal telescopio spaziale Chandra della NASA e il radiotelescopio VLA per trovare prove del fatto che si tratti di un’esplosione originata dalla fusione di due nane bianche, quella che viene chiamata supernova di tipo Ia.