Telescopi

La sequenza di interazioni tra V Hydrae e la sua compagna che causa l'espulsione di bolle di plasma (Immagine NASA, ESA, and A. Feild (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sulle enormi bolle di plasma espulse dalla stella gigante rossa V Hydrae. Un team di astronomi guidato da Raghvendra Sahai del JPL della NASA ha utilizzato il telescopio spaziale Hubble per studiare questo fenomeno concludendo che quelle bolle di plasma provengono da un’altra stella, una compagna di V Hydrae che non riusciamo a vedere.

La nube molecolare IRAS 16061-5048C1 e in basso immagini da simulazioni al computer (Immagine cortesia Francesco Fontani/INAF)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy&Astrophysics” descrive una ricerca su una nube molecolare chiamata IRAS 16061-5048C1. Un team guidato da Francesco Fontani dell’INAF di Arcetri ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per osservarne la frammentazione in grumi di materiali distribuiti lungo una sorta di filamento che potrebbero costituire gli embrioni di future stelle e probabilmente di sistemi solari.

I resti di supernova DEM L241 con la binaria gamma LMC P3 nel cerchio (Immagine X-ray: NASA/CXC/SAO/F. Seward et al; Optical: NOAO/CTIO/MCELS, DSS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophyisical Journal” descrive la scoperta della prima binaria gamma trovata fuori dalla Via Lattea, chiamata LMC P3. Un team di ricercatori guidato da Robin Corbet del Goddard Space Flight Center della NASA ha usato il telescopio spaziale Fermi per scoprire questa coppia nella Grande Nube di Magellano formata da una stella gigante blu e da una compagna che potrebbe essere una stella di neutroni o un buco nero che interagiscono producendo emissioni cicliche di raggi gamma.

La regione rho-Ophiuchus e la stella Elias 2-27 (Immagine L. Pérez (MPIfR), B. Saxton (NRAO/AUI/NSF), ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), NASA/JPL Caltech/WISE Team)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive una ricerca sulla struttura che ruota attorno alla giovanissima stella Elias 2-27. Un team guidato dall’astronoma Laura Perez dell’Istituto Max Planck per la radioastronomia a Bonn, in Germania, ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per rilevare la struttura a forma di spirale attorno alla stella, la prima di questo tipo mai osservata.

Europa con i possibili pennacchi di vapore acqueo al polo sud (Immagine NASA/ESA/W. Sparks (STScI)/USGS Astrogeology Science Center)

In una conferenza stampa, la NASA ha annunciato che un team di astronomi guidati dal dottor William Sparks che ha osservato Europa con il telescopio spaziale Hubble ha catturato le immagini di quelli che potrebbero essere pennacchi di vapore acqueo mentre eruttano dalla superficie di questa luna del pianeta Giove. Essi sarebbero una conferma dell’attività esistente sotto la superficie ghiacciata con un oceano d’acqua liquida, uno dei migliori candidati a ospitare forme di vita. I risultati di questa ricerca verranno pubblicati sulla rivista “Astrophysical Journal”.