Telescopi

L'ammasso galattico 3C 129 osservato con vari telescopi (Immagine NRAO, ROSAT satellite; the Two Micron All Sky Survey)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” è il primo prodotto grazie a uno studio che include osservazioni del Sardinia Radio Telescope (SRT). L’obiettivo era un buco nero supermassiccio al centro di una galassia ellittica distante circa 300 milioni di anni luce dalla Terra che sta precipitando verso l’ammasso di galassie 3C 129.

Schema delle orbite di 2015 RR245 e degli oggetti più luminosi (Immagine cortesia Alex Parker, OSSOS)

Un team internazionale di astronomi ha scoperto il pianeta nano identificato per ora solo come 2015 RR245. Usando il telescopio sul monte Maunakea, alle Hawaii, come parte dell’indagine OSSOS, hanno trovato 2015 RR245, la cui orbita è nella fascia di Kuiper, l’area del sistema solare oltre Nettuno dove ci sono molti corpi celesti ghiacciati.

Il diametro del pianeta nano 2015 RR245 è stato stimato attorno ai 700 chilometri, il che significa che è un po’ più piccolo di Cerere. Nella fascia di Kuiper ci sono altri 17 oggetti più grandi perciò questa scoperta non è al livello di quella di un pianeta o almeno di un pianeta nano delle dimensioni di Plutone o di Eris. Tuttavia, ogni oggetto individuato là fuori ci può dire qualcosa in più sulla storia del sistema solare.

Rappresentazione artistica del sistema HD 131399 con il suo pianeta e le tre stelle (Immagine ESO/L. Calçada)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la scoperta dell’esopianeta HD 131399Ab, il primo mai trovato in un sistema con ben tre soli. Un team di astronomi guidati dall’Università dell’Arizona ha utilizzato lo strumenti SPHERE montato sul VLT dell’ESO per ottenere un’immagine diretta di HD 131399Ab e delle tre stelle del suo sistema. Gli scienziati pensavano che quel tipo di orbita fosse instabile ma questo caso sembra contraddire quell’idea.

Giove visto agli infrarossi dal VLT (Immagine ESO/L. Fletcher)

All’incontro nazionale di astronomia della Royal Astronomical Society del Regno Unito in svolgimento a Nottingham sono state presentate nuove immagini agli infrarossi del pianeta Giove ottenute con lo strumento VISIR installato sul VLT dell’ESO. Esse aiuteranno a capire meglio l’atmosfera di Giove in occasione dell’arrivo della sonda spaziale Juno della NASA, previsto per il 4 luglio 2016.

Rappresentazione artistica di stelle che orbitano attorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea (Immagine ESO/L. Calçada)

L’ESO ha comunicato il successo della prima osservazione effettuata utilizzando il nuovo strumento GRAVITY montato sul VLT (Very Large Telescope). Esso è operativo su tutti i quattro telescopi UT da 8,2 metri del VLT e i test di osservazione di una regione vicina al centro della Via Lattea mostrano che sta funzionando in maniera eccellente per fornire osservazioni di elevata qualità.