Telescopi

L'onda d'urto che erompe dalla superficie di una stella (Immagine NASA)

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive l’osservazione dell’onda d’urto generata da una supernova, catturata per la prima volta alla luce visibile grazie al forte lampo che genera nel momento in cui erompe dalla superficie della stella. Un team internazionale diretto dall’astrofisico Peter Garnavich dell’Università di Notre Dame nell’Indiana ha analizzato i dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler relativamente a 50.000 miliardi di stelle per fare questa scoperta.

A sinistra una foto del sistema di HL Tauri scattata da ALMA, a destra l'agglomerato (clump) di polvere rilevato dal VLA (Immagine Carrasco-Gonzalez, et al.; Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF)

Un articolo sottoposto alla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sui pianeti in fase di formazione nel sistema HL Tauri. Un team internazionale ha utilizzato il radiotelescopio Karl G. Jansky Very Large Array (VLA) per osservare nuovi dettagli di quelle che sembrano essere le prime fasi dell’aggregazione di polveri e materiali vari attorno alla loro stella.

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la rilevazione di variazioni nella luminosità delle celebri macchie bianche sul pianeta nano Cerere. Usando lo spettrografo HARPS all’Osservatorio dell’ESO di La Silla in Cile esse sono state osservate mostrando ad esempio una maggiore luminosità nel corso del giorno. Una spiegazione è che esse contengano materiali volatili che evaporano a causa della luce solare.

Mappa di superammassi galattici e di vuoti cosmici attorno alla Via Lattea (Immagine Richard Powell)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la scoperta di quella che è stata chiamata la Grande Muraglia BOSS, un superammasso di galassie lungo oltre un miliardo di anni luce e distante tra 4,5 e 6,4 miliardi di anni luce dalla Terra. Con una massa stimata in 10.000 volte quella della Via Lattea, è il superammasso più grande finora scoperto.

Fotografia scattata dal telescopio spaziale Hubble con la galassia GN-z11 nel riquadro (Immagine NASA, ESA, and P. Oesch (Yale University))

Un articolo in fase di pubblicazione sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive la scoperta della galassia più lontana osservata finora. Chiamata GN-z11, è lontana circa 13,4 miliardi di anni luce dalla Terra e ciò significa che la luce che stiamo vedendo è stata emessa quando l’universo aveva quasi 400 milioni di anni. Una team internazionale di astronomi ha spinto il telescopio spaziale Hubble ai limiti delle sue possibilità per ottenere questo risultato.