Telescopi

Rappresentazione artistica del telescopio spaziale WFIRST (Wide-Field Infrared Survey Telescope) (Immagine NASA/GSFC/Conceptual Image Lab)

La NASA ha annunciato l’approvazione di una nuova missione nel campo dell’astrofisica basata su un telescopio spaziale chiamato WFIRST (Wide-Field Infrared Survey Telescope). Si tratta di uno strumento di prossima generazione per un progetto a lungo termine dato che probabilmente verrà lanciato verso a metà del prossimo decennio. Avrà uno specchio grande come quello di Hubble ma un campo cento volte più ampio per indagare ancor meglio sui segreti dell’universo.

Immagine del sistema HD 142527 generata dalle osservazioni del radiotelescopio ALMA (Immagine Andrea Isella/Rice University; B. Saxton (NRAO/AUI/NSF); ALMA (NRAO/ESO/NAOJ)

Al meeting della AAAS (American Association for the Advancement of Science) appena concluso a Washington D.C. sono stati presentati gli ultimi risultati delle osservazioni del sistema stellare HD 142527 effettuate con il radiotelescopio ALMA. È oggetto di studio da parte degli astronomi già da tempo ed è particolarmente interessante perché è molto giovane. Ciò significa che attorno alla stella centrale c’è un anello di gas e polveri che sta probabilmente formando uno o più pianeti ma c’è anche una seconda stella. Questo tipo di studi aiuterà a comprendere la formazione di pianeti in sistemi binari.

Panoramica della distribuzione delle galassie nel superammasso locale (Immagine IPAC/Caltech, by Thomas Jarrett)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomical Journal” descrive una ricerca che offre una spiegazione almeno parziale per il fenomeno cosmico chiamato Grande Attrattore. Un team internazionale ha utilizzato il radiotelescopio australiano Parkes da 64 metri per effettuare osservazioni attraverso la zona d’ombra galattica, un’area di spazio schermata dalla Via Lattea stessa con le sue stelle e le nubi di polvere. In questo modo i ricercatori hanno scoperto centinaia di galassie finora sconosciute, un progresso nella spiegazione dell’anomalia gravitazionale.

La galassia NGC 1487 fotografata dal telescopio spaziale Hubble (Immagine ESA/Hubble & NASA / Judy Schmidt)

Il telescopio spaziale Hubble ha fotografato una galassia davvero peculiare chiamata NGC 1487. L’hanno definita un evento piuttosto che un oggetto celeste perché è il risultato di una fusione tra due ma forse anche più galassie che hanno formato qualcosa di molto diverso. Gli astronomi non sono in grado di dire quante galassie siano state coinvolte nel fenomeno né che aspetto avessero. Questa fusione ha probabilmente causato la nascita di molte nuove stelle giganti.