Telescopi

Schema della combinazione di ALMA con i radiotelescopi IRAM e VLBA (Immagine A. Angelich (NRAO/AUI/NSF))

Il radiotelescopio ALMA è al momento il più potente del mondo eppure nel corso degli ultimi mesi ha effettuato alcuni esperimenti che l’hanno reso ancor più potente lavorando assieme ad altri radiotelescopi per creare uno strumento virtuale che può avere dimensioni vicine a quelle della Terra. Ciò è stato possibile combinando le osservazioni effettuate di ALMA con quelle di altri radiotelescopi situati in altri continenti.

La galassia MCG+01-02-015, conosciuta anche come LEDA 1852 (Foto ESA/Hubble & NASA and N. Grogin (STScI), Acknowledgement: Judy Schmidt)

La galassia MCG+01-02-015, conosciuta anche come LEDA 1852, è stata fotografata usando lo strumento Advanced Camera for Surveys (ACS) del telescopio spaziale Hubble. La particolarità di questa galassia è che è estremamente isolata. Generalmente, le galassie fanno parte di ammassi a loro volta parte di formazioni più grandi, connesse tra loro in strutture chiamate filamenti galattici, formazioni a una scala immensa. Tra questi filamenti però esistono vuoti cosmici in cui a volte ci può essere una galassia solitaria.

La Nebulosa della Tarantola con le pulsar PSR J0540-6919 e PSR J0537−6910 cerchiate (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center; background: ESO/R. Fosbury (ST-ECF))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive lo studio della prima pulsar che mette raggi gamma scoperta al di fuori della Via Lattea. Catalogata come PSR J0540-6919, fa parte di un’area ricca di stelle conosciuta come Nebulosa della Tarantola o 30 Doradus, all’interno della Grande Nube di Magellano, una piccola galassia satellite della Via Lattea. L’emissione di raggi gamma da questa pulsar è stata individuata dal LAT (Large Area Telescope), uno degli strumenti del telescopio spaziale per raggi gamma Fermi.

V774104 (Foto cortesia Subaru Telescope by Scott Sheppard, Chad Trujillo, and David Tholen. Tutti i diritti riservati)

Al 47° meeting annuale della American Astronomical Society’s Division for Planetary Sciences a National Harbor, nel Maryland, è stata annunciata la scoperta di un corpo celeste chiamato per ora solo V774104. Usando il telescopio Subaru alle Hawaii, un team guidato da Scott Sheppard della Carnegie Institution for Science e Chad Trujillo dell’Osservatorio Gemini alle Hawaii ha scoperto quello che sembra l’oggetto più distante finora individuato nel sistema solare essendo a circa 15,5 miliardi di chilometri dal Sole, circa il triplo di Plutone e circa 103 volte quella della Terra.

Schema dell'espulsione coronale. A sinistra, la corona si raccoglie verso l’interno, al centro diventa luminosa e a destra prima di essere espulsa dal buco nero (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive l’osservazione dettagliata di un’enorme eruzione di raggi X da parte di un buco nero supermassiccio conosciuto come Markarian 335 o Mrk 335. I telescopi spaziali Swift e NuSTAR sono stati usati per esaminare questo fenomeno di proporzioni gigantesche concludendo che è stato originato da un’espulsione coronale.