Telescopi

Il gruppo di galassie NGC 5813 visto dall'osservatorio per i raggi X Chandra (Immagine X-ray: NASA/CXC/SAO/S.Randall et al., Optical: SDSS)

Un articolo sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sul gruppo di NGC 5813 effettuata usando l’osservatorio spaziale per i raggi X Chandra della NASA. In questo gruppo di galassie sono state scoperte multiple eruzioni originate dal buco nero supermassiccio al centro della galassia che dà il nome al gruppo. Quest’attività è avvenuta nel corso di circa 50 milioni di anni e ha modificato l’aspetto del gruppo, creando varie cavità, enormi bolle all’interno della nube di gas caldi che lo avvolge.

Concetto artistico dell'anello di Febe con Saturno e gli altri anelli nel mezzo (Immagine NASA/JPL/Space Science Institute)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che ha svelato le dimensioni dell’anello più esterno del pianeta Saturno. Esso è chiamato anello di Febe perché si ritiene che sia stato creato da polveri arrivate da Febe, una delle lune di Saturno, in seguito a impatti che le hanno proiettate nello spazio. Quest’anello era stato scoperto nel 2009 e da subito erano state notate le dimensioni enorme. Questa nuova ricerca effettuata usando immagini agli infrarossi ottenute dal telescopio spaziale WISE della NASA dimostra che è ancora più grande di quanto si pensasse.

Immagini della galassia SDP.81. A sinistra un'immagine del telescopio spaziale Hubble, al centro vista come anello di Einstein e a destra vista dopo l'elaborazione che correbbe l'effetto di lente gravitazionale (Immagine ALMA (NRAO/ESO/NAOJ)/Y. Tamura (The University of Tokyo)/Mark Swinbank (Durham University))

Il telescopio ALMA, (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) dell’ESO in Cile ha permesso di scattare le più dettagliate immagini mai ottenute di una galassia chiamata HATLAS J090311.6+003906 oppure SDP.81. Essa dista circa 11,4 miliardi di anni luce dalla Terra e la sua luce viene distorta dal fenomeno chiamato lente gravitazionale. Una galassia tra essa e la Terra distorce la sua luce con la sua enorme gravità e la conseguenza è che noi vediamo un anello quasi perfetto, chiamato anello di Einstein.

Schema del sistema di Plutone (Immagine NASA/STScI/Showalter)

Un articolo appena pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca su Plutone e sulle sue lune che mostra come due di esse, Notte e Idra (in inglese Nix e Hydra), ruotino su se stesse in maniera incontrollata e imprevedibile. Questo studio è basato su un’analisi delle osservazioni effettuate usando il telescopio spaziale Hubble ma a causa della notevole distanza sono tutt’altro che complete. Per questo motivo, è possibile che le altre due piccole lune di Plutone, Cerbero e Stige (in inglese Kerberos e Styx), siano nella stessa situazione.

Concetto artistico di una galassia con getti relativistici provenienti dal buco nero supermassiccio al suo centro (Immagine ESA/Hubble, L. Calçada (ESO))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive una ricerca che ha stabilito un collegamento tra la presenza di buchi neri supermassicci che emettono getti di materiali a velocità vicine a quella della luce ma anche onde radio e fusioni tra galassie. Un team internazionale di astronomi guidato dal ricercatore INAF italiano Marco Chiaberge ha usato il telescopio spaziale Hubble nella più estesa ricerca di quel tipo mai condotta.