Aziende / agenzie spaziali

Jeff Bezos durante il suo annuncio (Foto cortesia Blue Origin. Tutti i diritti riservati)

Ieri, all’International Astronautical Congress 2019 in corso a Washington, D.C., Jeff Bezos, il fondatore di Blue Origin, ha annunciato un’alleanza della sua azienda con altri giganti del campo aerospaziale per collaborare nel programma Artemis della NASA e riportare esseri umani sulla Luna entro il 2024. Alla base della soluzione proposta, chiamata Human Landing System, c’è il lander lunare Blue Moon presentato dallo stesso Bezos nel maggio 2019.

Jeff Bezos e il modello del lander Blue Moon (Foto cortesia Blue Origin. Tutti i diritti riservati)

Ieri in un evento presentato da lui stesso, il proprietario dell’azienda aerospaziale Blue Origin Jeff Bezos ha rivelato il progetto di un lander lunare in grado di trasportare fino a 6,5 tonnellate di carichi ma anche esseri umani sulla Luna e di trasportare carichi e astronauti dalla Luna sulla Terra chiamato Blue Moon. Lo scopo è di offrire il proprio aiuto nel ritorno di astronauti americani sulla Luna e successivamente nel crearvi una presenza umana fissa.

Un piano della NASA per riportare astronauti sulla Luna nel 2028 e su Marte nel decennio successivo

In una conferenza stampa l’amministratore della NASA Jim Bridenstine ha annunciato la nuova versione dei piani dell’agenzia per riportare astronauti sulla Luna e per costruire il Gateway lunare nel corso del prossimo decennio come passi per portare astronauti su Marte nel corso degli anni ’30. Jim Bridenstine ha fatto riferimento al budget della NASA per il 2020, che con i 21 miliardi di dollari vede un incremento concesso anche per portare avanti questi nuovi piani.

Il razzo Falcon 9 al decollo nella missione SSO-A SmallSat Express (Immagine cortesia SpaceX)

Era sera in Italia quando SpaceX ha iniziato una nuova missione da record con il lancio dalla base di Vandenberg di un razzo Falcon 9 il cui primo stadio era al terzo volo. Tutto ha funzionato bene, compreso il terzo atterraggio controllato. Nel frattempo, il secondo stadio ha portato in orbita un gruppo di ben 64 piccoli satelliti che nel giro di circa mezz’ora sono stati inseriti in un’orbita eliosincrona, in inglese Sun-synchronous orbit, da cui il nome della missione SSO-A SmallSat Express. Per SpaceX trattava della diciannovesima missione dell’anno, superando le 18 compiute nel 2017.

Concetto artistico del lander di Moon Express

In una conferenza stampa, l’amministratore della NASA Jim Bridenstine ha annunciato i nuovi piani dell’agenzia per il ritorno sulla Luna con l’inclusione di una serie di aziende private che potranno fornire i loro servizi di invio di vari tipi di cargo. Il programma chiamato Commercial Lunar Payload Services (CLPS) potrebbe iniziare già nel 2019 e rappresenta un primo passo verso un obiettivo a lungo termine, cioè stabilire una presenza stabile sulla Luna con un occhio verso Marte.