Lander / Rover

Il Mars Rover Curiosity nell'area dov'è situata la roccia BuckSkin (Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” (PNAS) descrive la scoperta inaspettata di un minerale chiamato tridimite da parte del Mars Rover Curiosity nel cratere Gale di Marte. L’analisi di un campione estratto da una roccia chiamata BuckSkin ha evidenziato la presenza di tridimite, che sulla Terra si forma in seguito ad un’attività vulcanica molto più intensa di quella ritenuta presente nel passato di Marte.

Rappresentazione artistica del lander Philae (Immagine ESA–J. Huart)

Le speranze di riuscire a contattare il lander Philae sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko si sono ormai affievolite e anche all’ESA sono pessimisti. La DLS, l’agenzia spaziale tedesca, gestisce l’LCC (Lander Control Center) e negli ultimi mesi ha cercato di ristabilire i contatti dopo che Philae aveva comunicato per un po’ in varie occasioni ma ha emesso un comunicato in cui dichiara che è tempo di dire addio al lander.

Immagine di Hinners Point, un'area di Marathon Valley, ottenuta combinando sei fotografie scattate dal Mars Rover Opportunity (Immagine NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./Arizona State Univ.)

Il Mars Rover Opportunity atterrò su Marte alle 5.05 UTC del 25 gennaio 2004. La sua missione è andata ben oltre qualsiasi previsione e dopo qualche anno abbiamo cominciato a darla per scontata. Nel 2010 le perdita del suo gemello, il Mars Rover Spirit, ci ha ricordato che le missioni spaziali vengono compiute in ambienti che non perdonano e qualsiasi problema può essere fatale.

I responsabili della missione Opportunity hanno cercato di preservare il rover piazzandolo su un terreno inclinato durante gli inverni marziani in modo che i suoi pannelli solari ricevano la maggior quantità di luce solare possibile. Purtroppo, altri problemi hanno limitato da parecchio tempo la sua efficienza.

Il rover lunare Yutu, cioè coniglio di giada (Foto cortesia news.cn. Tutti i diritti riservati)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive la scoperta di un nuovo tipo di roccia sulla Luna, precisamente nel Mare Imbrium. Essa è stata possibili grazie ai dati raccolti dal rover cinese Yutu nel corso della missione Chang’e 3. In un cratere chiamato Zi Wei, Yutu ha trovato un tipo di basalto dalla composizione diversa da quelle raccolte nei decenni scorsi durante le missioni americane e sovietiche sulla Luna.