Satelliti

GomX-4B (Immagine ESA–G. Porter, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha annunciato il successo della missione del suo nanosatellite GomX-4B nel testare nuove tecnologie miniaturizzate che permettono a satelliti piccolissimi di orientarsi nello spazio grazie a minuscoli propulsori a butano liquido e il sistema di orientamento chiamato “star tracker” per usare strumenti come HyperScout, un sensore ottico iperspettrale. Finora i nanosatelliti di classe CubeSat erano normalmente privi di sistemi di propulsione perciò questo apre una nuova era provando che ci sono casi in cui un satellite grande come una scatola di scarpe può compiere il lavoro che finora era prerogativa di satelliti centinaia di volte più massicci con costi enormemente inferiori.

Il razzo Falcon 9 al decollo nella missione SSO-A SmallSat Express (Immagine cortesia SpaceX)

Era sera in Italia quando SpaceX ha iniziato una nuova missione da record con il lancio dalla base di Vandenberg di un razzo Falcon 9 il cui primo stadio era al terzo volo. Tutto ha funzionato bene, compreso il terzo atterraggio controllato. Nel frattempo, il secondo stadio ha portato in orbita un gruppo di ben 64 piccoli satelliti che nel giro di circa mezz’ora sono stati inseriti in un’orbita eliosincrona, in inglese Sun-synchronous orbit, da cui il nome della missione SSO-A SmallSat Express. Per SpaceX trattava della diciannovesima missione dell’anno, superando le 18 compiute nel 2017.

Concetto artistico del sistema Cygnus X-1 (Immagine NASA/ESA Hubble)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive osservazioni senza precedenti della materia attorno a un buco nero. Un team di ricercatori ha usato i dati rilevati usando un polarimetro a raggi X a bordo del satellite PoGO+ per ottenere informazioni sulla parte di raggi X duri che vengono riflessi dal disco di accrescimento attorno al buco nero del sistema Cygnus X-1 e identificare la forma della materia che lo compone.