Stazioni Spaziali

Le varie fasi di espansione del modulo BEAM (Immagine NASA TV)

Nel corso della giornata di ieri il modulo sperimentale BEAM, collegato alla Stazione Spaziale Internazionale il 16 aprile, è stato gonfiato e pressurizzato dopo che il primo tentativo cominciato giovedi era stato interrotto. Le operazioni di installazione verranno completate con l’equalizzazione della pressione al suo interno con quella nel resto della Stazione. A quel punto l’equipaggio potrà cominciare la fase di test, che andrà avanti per circa due anni.

Il modulo BEAM attaccato al braccio robotico Canadarm2 (Foto Tim Kopra)

Poco fa sono terminate le operazioni di collegamento del modulo espandibile BEAM sulla Stazione Spaziale Internazionale. L’operazione è durata circa quattro ore durante le quali il braccio robotico Canadarm2 è stato utilizzato per trasportare BEAM dalla sezione non pressurizzata della navicella spaziale Dragon al modulo Tranquillity. A quel punto, esso è stato collegato alla Stazione tramite i controlli remoti, proprio come si fa con i cargo spaziali. Questa è solo la prima fase della sua installazione, che procederà lentamente passo dopo passo.

La navicella spaziale Dragon catturata dal braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Dragon di SpaceX è stata catturata dal braccio robotico Canadarm2 della Stazione Spaziale Internazionale. Tim Peake, assistito dal collega Jeff Williams, ha gestito l’operazione e ha cominciato a spostare la Dragon verso il punto d’attracco al modulo Harmony. La navicella era partita venerdi scorso ed è arrivata con un ritardo di poco più di 20 minuti sul previsto perché è stata leggermente rallentata dall’attrito atmosferico ma alla fine la prima parte della sua missione è stata compiuta.