L'area attorno al polo nord di Plutone (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

La sonda spaziale New Horizons della NASA ha inviato fotografie dell’area attorno al polo nord del pianeta nano Plutone scattate durante lo straordinario volo ravvicinato del 14 luglio 2015. Le immagini rivelano una serie di canyon lunghi e larghi nell’area polare che nella parte inferiore è larga circa 1.200 chilometri. Essa fa parte della regione chiamata informalmente Lowell Regio in onore dell’astronomo Percival Lowell, il fondatore dell’osservatorio dove Plutone venne scoperto.

A sinistra, campo di vista dell'osservatorio di Parkes. A destra, due ingrandimenti e in fondo immagine del telescopio Subaru (Immagine cortesia D. Kaplan (UWM), E. F. Keane (SKAO))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che ha permesso di scoprire il luogo d’origine di un lampo radio. Questi segnali radio che durano solo pochi millisecondi vengono captati senza che ci sia alcun fenomeno che ne faccia presagire l’arrivo. Un team internazionale di astronomi che include Marta Burgay, Delphine Perrodin e Andrea Possenti dell’INAF ha utilizzato osservazioni condotte tramite telescopi ottici e radio per rintracciare l’origine di questo fenomeno.

Rappresentazione artistica dell'esopianeta 55 Cancri e davanti alla sua stella madre (Immagine ESA/Hubble, M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sul pianeta 55 Cancri e focalizzata in particolare sulla sua atmosfera. Si tratta del primo studio di questo tipo riguardante una super-Terra ed è stato effettuato utilizzando in maniera innovativa il telescopio spaziale Hubble. 55 Cancri e è già stato oggetto di vari studi e circa quattro anni fa fu la prima super-Terra osservata direttamente.

La superficie di Caronte e i particolari dell'area chiamata Serenity Chasma (Immagine NASA/JHUAPL/SwRI)

L’analisi delle fotografie di Caronte, la più grande delle lune di Plutone, suggerisce che anticamente esso possedesse un oceano sotterraneo che a un certo punto si è congelato provocando l’espansione del suo strato superficiale. Quell’evento potrebbe spiegare la presenza di una lunghissima frattura sulla sua superficie, una sorta di enorme cicatrice che devasta il suo equatore.