Nell'immagine grande un'immagine della galassia NGC 1332 dalla Carnegie-Irvine Galaxy Survey. Nel box in alto a sinistra una foto del telescopio spaziale Hubble. In alto a destra, un'immagine di ALMA (Immagine A. Barth (UC Irvine), ALMA (NRAO/ESO/NAOJ); NASA/ESA Hubble; Carnegie-Irvine Galaxy Survey)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive la più precisa misurazione finora effettuata della massa di un buco nero supermassiccio. Un team guidato dall’astronomo Aaron Barth dell’Università della California a Irvine (UCI) ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per esaminare il buco nero supermassiccio al centro della galassia NGC 1332.

Cratere nell'area di Memnonia Fossae (Foto DLR)

L’agenzia spaziale tedesca DLR ha pubblicato fotografie di un curioso cratere solcato da una profonda frattura che lo divide in due nell’area di Marte chiamata Memnonia Fossae. Si tratta di foto scattate dalla macchina fotografica High Resolution Stereo Camera (HRSC), uno degli strumenti della sonda spaziale Mars Express dell’ESA.

Concetto artistico della stella TRAPPIST-1 e dei suoi pianeti visti da uno di essi (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di una sistema solare con tre pianeti rocciosi che orbitano attorno alla stella TRAPPIST-1, una nana ultra-fredda veramente piccola. Un team guidato da Michaël Gillon dell’Institut d’Astrophysique et Géophysique dell’Università di Liegi, in Belgio, ha scoperto questi pianeti con dimensioni e temperature superficiali simili a quelle della Terra usando il telescopio TRAPPIST all’Osservatorio dell’ESO di La Silla in Cile.

Rappresentazione artistica della cometa C/2014 S3 (PANSTARRS) (Immagine ESO/M. Kornmesser)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science Advances” descrive una ricerca sulla cometa C/2014 S3 (PANSTARRS), che si è preservata nella nube di Oort per miliardi di anni mantenendo quasi le stesse caratteristiche che aveva al momento della sua formazione. La particolarità è che essa sembra essere composta degli stessi materiali delle aree interne del sistema solare perciò è una sorta di fossile dei tempi della formazione della Terra.

L’agenzia spaziale giapponese JAXA ha annunciato l’impossibilità di ripristinare almeno parte delle funzioni del telescopio spaziale Hitomi. Dopo l’interruzione dei contatti, nel corso del mese di aprile la JAXA aveva cominciato un’indagine con lo scopo di ripristinare le funzioni di Hitomi anche se i danni accertati non lasciavano molte speranze. Ci si aspettava che i tentativi andassero avanti per mesi invece la situazione si è rivelata tale da dover dichiarare la perdita del satellite.