La nebulosa planetaria conosciuta come Nebulosa Civetta Meridionale (Foto ESO)

È soprannominata Nebulosa Civetta Meridionale ed è una nebulosa planetaria straordinariamente simmetrica e rotonda. Usando il telescopio VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile è ora stato possibile catturare un’immagine straordinaria di questa stella morente e di ciò che resta attorno ad essa. Il risultato dà l’impressione di una sfera illuminata come un fantasma nelle tenebre dello spazio.

Rappresentazione di due coppie di stelle, una in blu e una in rosso, che mostra come le coppie siano nate assieme e nel tempo una di esse si sia spostata notevolmente (Immagine cortesia Dana Berry/SkyWorks Digital, Inc.; SDSS collaboration)

Un articolo pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca che mostra come circa il 30% delle stelle della Via Lattea, cioè quasi una su tre, si sia spostata notevolmente dall’orbita che aveva alla sua nascita. Questo soprendente risultato è stato ottenuto da un team di scienziati che ha lavorato all’investigazione Sloan Digital Sky Survey (SDSS) osservando per un periodo di quattro anni 100.000 stelle con lo spettrografo SDSS Apache Point Observatory Galactic Evolution Explorer (APOGEE).

Concetto artistico di un'aurora al polo nord di una nana bruna (Immagine Chuck Carter and Gregg Hallinan/Caltech)

La sua aurora è 10.000 volte più potente di qualsiasi altra mai vista, tanto da essere rilevabile, pur con strumenti molto sofisticati, da una distanza di 18 anni luce. Essa è stata trovata su una nana bruna chiamata LSR J1835+3259 usando il Karl G. Jansky Very Large Array (VLA), il telescopio Hale in California e il telescopio Keck alle Hawaii. I risultati della ricerca sono stati appena pubblicati sulla rivista “Nature”.

Fotografia dell'area chiamata Agilkia sulla superficie della cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko scattata da un'altezza di 9 m dal lander Philae (Foto ESA/Rosetta/Philae/ROLIS/DLR)

Un numero speciale della rivista “Science” è dedicato alle prime analisi dei dati raccolti dal lander Philae nella sua discesa sulla superficie della cometa 67P/Churyumov­-Gerasimenko. La sua missione è durata poco e gli ingegneri dell’ESA non riescono a ottenere un contatto stabile dopo quelli delle ultime settimane ma i dati che ha raccolto sono stati molto utili. Un altro studio molto interessante appena apparso riguarda l’interazione della cometa con il vento solare.

Lo spazioplano SpaceShipTwo agganciato alla nave madre White Knight Two di Virgin Galactic

Il National Transportation Safety Board (NTSB) ha comunicato le conclusioni dell’indagine sull’incidente che il 31 ottobre 2014 ha causato la distruzione dello spazioplano SpaceShipTwo di Virgin Galactic con la conseguente morte del copilota e il ferimento del comandante. È risultato che il copilota aveva azionato troppo presto il sistema di frenaggio e il progetto della SpaceShipTwo non includeva alcun sistema di sicurezza per evitare le conseguenze catastrofiche di quell’errore.