Concetto artistico di stelle in fase di formazione (Immagine cortesia Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF. Tutti i diritti riservati)

Al meeting della American Astronomical Society a Kissimmee, Florida, sono stati presentati i risultati di una ricerca che ha lo scopo di capire come nascono i sistemi multipli di stelle e i pianeti dal materiale presente nei dischi di polvere attorno alle nuove stelle. Il radiotelescopio Karl G. Jansky Very Large Array (VLA) è stato utilizzato per studiare quasi cento stelle neonate nella Nube di Perseo per cercare di rispondere a queste domande.

La galassia NGC 4845 fotografata dal telescopio spaziale Hubble (Immagine ESA/Hubble & NASA and S. Smartt (Queen's University Belfast))

Il telescopio spaziale Hubble ha scattato una fotografia della galassia NGC 4845. Al suo centro, essa contiene un buco nero supermassiccio, un fatto oggi ritenuto normale ma che può essere rilevato solo in maniera indiretta, tramite gli effetti gravitazionali sulle stelle vicine al nucleo galattico. Durante le osservazioni, ha manifestato un notevole appetito visto che nel 2013 ha inghiottito in poco tempo una massa molte volte superiore a quella del pianeta Giove.

La galassia NGC 6052 fotografata dal telescopio spaziale Hubble (Immagine ESA/Hubble & NASA, Acknowledgement: Judy Schmidt)

NGC 6052 in apparenza è una galassia anomala a causa della sua bizzarra forma. Inizialmente era stata classificata proprio in quel modo ma successivamente gli astronomi si sono resi conto che in realtà si tratta del risultato della fusione di due galassie con masse simili ancora in corso. Il telescopio spaziale Hubble è stato usato per scattare una fotografia di NGC 6052 con la sua Wide Field Planetary Camera 2 (WFPC2) che include osservazioni alla luce visibile e agli ultravioletti.

Il logo di Roscosmos

Oggi entra in attività la nuova Roscosmos, un’azienda di stato che sostituisce la vecchia agenzia spaziale russa, dissolta ufficialmente il 28 dicembre 2015 con un decreto del presidente Vladimir Putin. Si tratta di un passo importante nella riorganizzazione del programma spaziale russo cominciato nel 2013 nel tentativo di rilanciarlo e soprattutto di risolvere i problemi che sta avendo.

Il quasar quasar Q2237+0305 soprannominato Croce di Einstein fotografato dal telescopio spaziale Hubble (Immagine NASA, ESA e STScI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sul quasar Q2237+0305 soprannominato Croce di Einstein. Attraverso la tecnica della microlente gravitazionale un team di astrofisici spagnoli ha effettuato le più accurate misure della regione interna appartenente al disco di materiali in rotazione attorno al buco nero supermassiccio che alimenta questo quasar.