Rappresentazione artistica del lander Philae (Immagine ESA–J. Huart)

Le speranze di riuscire a contattare il lander Philae sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko si sono ormai affievolite e anche all’ESA sono pessimisti. La DLS, l’agenzia spaziale tedesca, gestisce l’LCC (Lander Control Center) e negli ultimi mesi ha cercato di ristabilire i contatti dopo che Philae aveva comunicato per un po’ in varie occasioni ma ha emesso un comunicato in cui dichiara che è tempo di dire addio al lander.

Panoramica della distribuzione delle galassie nel superammasso locale (Immagine IPAC/Caltech, by Thomas Jarrett)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomical Journal” descrive una ricerca che offre una spiegazione almeno parziale per il fenomeno cosmico chiamato Grande Attrattore. Un team internazionale ha utilizzato il radiotelescopio australiano Parkes da 64 metri per effettuare osservazioni attraverso la zona d’ombra galattica, un’area di spazio schermata dalla Via Lattea stessa con le sue stelle e le nubi di polvere. In questo modo i ricercatori hanno scoperto centinaia di galassie finora sconosciute, un progresso nella spiegazione dell’anomalia gravitazionale.

Le onde gravitazionali rilevate dal LIGO (Immagine cortesia LIGO)

A Washington D.C. è stata tenuta una conferenza stampa in cui è stato annunciato che l’esperimento LIGO ha rilevato le onde gravitazionali previste dalla teoria della relatività generale di Albert Einstein. Due buchi neri a circa 1,3 miliardi di anni luce dalla Terra si sono fusi in seguito a una collisione emettendo quelle onde.

LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory) è uno strumento costruito appositamente per rilevare le onde gravitazionali. È stato realizzato in una collaborazione tra il Caltech (California Institute of Technology) e il MIT (Massachusetts Institute of Technology) con un finanziamento della NFS (National Science Foundation) americana.

La galassia NGC 1487 fotografata dal telescopio spaziale Hubble (Immagine ESA/Hubble & NASA / Judy Schmidt)

Il telescopio spaziale Hubble ha fotografato una galassia davvero peculiare chiamata NGC 1487. L’hanno definita un evento piuttosto che un oggetto celeste perché è il risultato di una fusione tra due ma forse anche più galassie che hanno formato qualcosa di molto diverso. Gli astronomi non sono in grado di dire quante galassie siano state coinvolte nel fenomeno né che aspetto avessero. Questa fusione ha probabilmente causato la nascita di molte nuove stelle giganti.

La luna di Saturno Teti con gli anelli del pianeta sullo sfondo (Immagine NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

La NASA ha pubblicato una fotografia scattata dalla sonda spaziale Cassini che inquadra Teti, una luna di Saturno, di fronte agli anelli del pianeta. La loro posizione relativa è tale che Teti sembra fluttuare tra due gruppi di anelli ma si tratta solo di un effetto ottico. Il risultato è un’immagine particolarmente suggestiva anche per gli standard di una missione che da anni offre ritratti mozzafiato del pianeta Saturno, dei suoi anelli e delle sue lune.