Diagramma della traiettoria della Nube di Smith (Immagine NASA/ESA/A. Feild (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters” descrive una ricerca sulla cosiddetta “Nube di Smith” (in inglese “Smith Cloud” o “Smith’s Cloud”). Si tratta di una gigantesca nube di idrogeno che al momento è all’esterno della Via Lattea ma si sta dirigendo verso la nostra galassia a circa 1.100.000 km/h. Osservazioni effettuate usando il telescopio spaziale Hubble suggeriscono che sia stata espulsa dalla Via Lattea circa 70 milioni di anni fa e ora vi stia ritornando.

La galassia nana IC 1613 fotografata dalla macchina fotografica OmegaCAM del VST (Immagine ESO)

La macchina fotografica OmegaCAM montata sul VST (VLT Survey Telescope) dell’ESO è stata utilizzata per scattare una fotografia della galassia nana IC 1613. Essa ha la particolarità di essere davvero pulita, nel senso che contiene pochissima polvere mentre la maggior parte delle galassie contiene nubi di polveri o ne è addirittura piena. Il bassissimo contenuto di polvere di IC 1613 permette agli astronomi di osservare il suo interno ed è quindi un eccellente obiettivo per gli studi astronomici e astrofisici.

L'ammasso galattico Abell 1689 (Immagine NASA/ESA/JPL-Caltech/Yale/CNRS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” offre indizi sul legame tra la struttura interna di un ammasso galattico e l’ambiente di materia oscura che lo circonda. Lo studio della materia oscura è complesso perché può essere fatto solo indirettamente dato che al momento non siamo in grado di rilevarla direttamente. Finora gli scienziati hanno ritenuto che maggiore fosse la massa di un ammasso maggiore la quantità di materia oscura nel suo ambiente. Questa nuova ricerca suggerisce che le cose siano più complicate.

Immagine di Hinners Point, un'area di Marathon Valley, ottenuta combinando sei fotografie scattate dal Mars Rover Opportunity (Immagine NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./Arizona State Univ.)

Il Mars Rover Opportunity atterrò su Marte alle 5.05 UTC del 25 gennaio 2004. La sua missione è andata ben oltre qualsiasi previsione e dopo qualche anno abbiamo cominciato a darla per scontata. Nel 2010 le perdita del suo gemello, il Mars Rover Spirit, ci ha ricordato che le missioni spaziali vengono compiute in ambienti che non perdonano e qualsiasi problema può essere fatale.

I responsabili della missione Opportunity hanno cercato di preservare il rover piazzandolo su un terreno inclinato durante gli inverni marziani in modo che i suoi pannelli solari ricevano la maggior quantità di luce solare possibile. Purtroppo, altri problemi hanno limitato da parecchio tempo la sua efficienza.

Immagine dell'ammasso Trumpler 14 ottenuta combinando fotografie scattate dal telescopio spaziale Hubble (Immagine NASA, ESA, and J. Maíz Apellániz (Institute of Astrophysics of Andalusia, Spain), Acknowledgment: N. Smith (University of Arizona))

Il telescopio spaziale Hubble è stato usato per catturare i dettagli dell’ammasso aperto Trumpler 14. Si tratta di uno dei più grandi gruppi di stelle massicce e quindi molto brillanti nella Via Lattea. È un ammasso giovane in termini astronomici dato che ha un’età attorno al mezzo milione di anni. Ha un diametro di circa sei anni luce e al suo interno sono state identificate circa 2.000 stelle di massa molto diversa.