L'ammasso galattico Abell 1689 (Immagine NASA/ESA/JPL-Caltech/Yale/CNRS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” offre indizi sul legame tra la struttura interna di un ammasso galattico e l’ambiente di materia oscura che lo circonda. Lo studio della materia oscura è complesso perché può essere fatto solo indirettamente dato che al momento non siamo in grado di rilevarla direttamente. Finora gli scienziati hanno ritenuto che maggiore fosse la massa di un ammasso maggiore la quantità di materia oscura nel suo ambiente. Questa nuova ricerca suggerisce che le cose siano più complicate.

Immagine di Hinners Point, un'area di Marathon Valley, ottenuta combinando sei fotografie scattate dal Mars Rover Opportunity (Immagine NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./Arizona State Univ.)

Il Mars Rover Opportunity atterrò su Marte alle 5.05 UTC del 25 gennaio 2004. La sua missione è andata ben oltre qualsiasi previsione e dopo qualche anno abbiamo cominciato a darla per scontata. Nel 2010 le perdita del suo gemello, il Mars Rover Spirit, ci ha ricordato che le missioni spaziali vengono compiute in ambienti che non perdonano e qualsiasi problema può essere fatale.

I responsabili della missione Opportunity hanno cercato di preservare il rover piazzandolo su un terreno inclinato durante gli inverni marziani in modo che i suoi pannelli solari ricevano la maggior quantità di luce solare possibile. Purtroppo, altri problemi hanno limitato da parecchio tempo la sua efficienza.

Immagine dell'ammasso Trumpler 14 ottenuta combinando fotografie scattate dal telescopio spaziale Hubble (Immagine NASA, ESA, and J. Maíz Apellániz (Institute of Astrophysics of Andalusia, Spain), Acknowledgment: N. Smith (University of Arizona))

Il telescopio spaziale Hubble è stato usato per catturare i dettagli dell’ammasso aperto Trumpler 14. Si tratta di uno dei più grandi gruppi di stelle massicce e quindi molto brillanti nella Via Lattea. È un ammasso giovane in termini astronomici dato che ha un’età attorno al mezzo milione di anni. Ha un diametro di circa sei anni luce e al suo interno sono state identificate circa 2.000 stelle di massa molto diversa.

Illustrazione della visione tradizionale delle fasce di Van Allen (Immagine NASA Goddard/Duberstein)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Journal of Geophysical Research” descrive uno studio sulle fasce di Van Allen, due formazioni energetiche a forma di ciambella che circondano la Terra. Due navicelle gemelle in origine chiamate Radiation Belt Storm Probes (RBSP) e successivamente sonde Van Allen sono state lanciate dalla NASA il 30 agosto 2012 per studiare le fasce e ci stanno permettendo di capire molte cose su di esse. L’ultima scoperta riguarda la variabilità della loro forma.

Rappresentazione artistica della galassia quasar W2246-0526 (Image NRAO/AUI/NSF; Dana Berry / SkyWorks; ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))

Il radiotelescopio ALMA ha permesso di studiare gli straordinari eventi in atto nella galassia W2246-0526, la più luminosa che conosciamo. Si tratta di un quasar perché il suo nucleo è alimentato da un buco nero supermassiccio che ha una notevole attività che genera enormi getti di radiazioni e particelle estremamente cariche. Questa in particolare fa parte di una categoria di quasar particolare perché è piena di polvere che assorbe molte radiazioni. Tuttavia, la conseguenza di quest’attività turbolenta è che sta espellendo il gas.