Schema della combinazione di ALMA con i radiotelescopi IRAM e VLBA (Immagine A. Angelich (NRAO/AUI/NSF))

Il radiotelescopio ALMA è al momento il più potente del mondo eppure nel corso degli ultimi mesi ha effettuato alcuni esperimenti che l’hanno reso ancor più potente lavorando assieme ad altri radiotelescopi per creare uno strumento virtuale che può avere dimensioni vicine a quelle della Terra. Ciò è stato possibile combinando le osservazioni effettuate di ALMA con quelle di altri radiotelescopi situati in altri continenti.

La galassia MCG+01-02-015, conosciuta anche come LEDA 1852 (Foto ESA/Hubble & NASA and N. Grogin (STScI), Acknowledgement: Judy Schmidt)

La galassia MCG+01-02-015, conosciuta anche come LEDA 1852, è stata fotografata usando lo strumento Advanced Camera for Surveys (ACS) del telescopio spaziale Hubble. La particolarità di questa galassia è che è estremamente isolata. Generalmente, le galassie fanno parte di ammassi a loro volta parte di formazioni più grandi, connesse tra loro in strutture chiamate filamenti galattici, formazioni a una scala immensa. Tra questi filamenti però esistono vuoti cosmici in cui a volte ci può essere una galassia solitaria.

L'area di Garden City vista dal Mars Rover Curiosity (Immagine NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Al 47° meeting annuale della American Astronomical Society’s Division for Planetary Sciences a National Harbor, nel Maryland, scienziati della missione del Mars Rover Curiosity della NASA hanno presentato i risultati di nuove analisi del sito marziano chiamato Garden City. Si tratta di un’area visitata nel marzo 2015 che è risultata molto interessante dal punto di vista geologico per la sua diversità chimica e per le venature minerali, che sporgono rispetto alle rocce su cui si sono formate.

Il maggior aggiornamento finora compiuto del software che gestisce lo strumento Chemistry and Camera (ChemCam) di Curiosity lo ha potenziato notevolmente. Ha infatti permesso un miglioramento nell’interpretazione dei dati raccolti rendendolo più sensibile a una gamma più ampia di possibili composizioni delle rocce marziane.

La Nebulosa della Tarantola con le pulsar PSR J0540-6919 e PSR J0537−6910 cerchiate (Immagine NASA's Goddard Space Flight Center; background: ESO/R. Fosbury (ST-ECF))

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive lo studio della prima pulsar che mette raggi gamma scoperta al di fuori della Via Lattea. Catalogata come PSR J0540-6919, fa parte di un’area ricca di stelle conosciuta come Nebulosa della Tarantola o 30 Doradus, all’interno della Grande Nube di Magellano, una piccola galassia satellite della Via Lattea. L’emissione di raggi gamma da questa pulsar è stata individuata dal LAT (Large Area Telescope), uno degli strumenti del telescopio spaziale per raggi gamma Fermi.

V774104 (Foto cortesia Subaru Telescope by Scott Sheppard, Chad Trujillo, and David Tholen. Tutti i diritti riservati)

Al 47° meeting annuale della American Astronomical Society’s Division for Planetary Sciences a National Harbor, nel Maryland, è stata annunciata la scoperta di un corpo celeste chiamato per ora solo V774104. Usando il telescopio Subaru alle Hawaii, un team guidato da Scott Sheppard della Carnegie Institution for Science e Chad Trujillo dell’Osservatorio Gemini alle Hawaii ha scoperto quello che sembra l’oggetto più distante finora individuato nel sistema solare essendo a circa 15,5 miliardi di chilometri dal Sole, circa il triplo di Plutone e circa 103 volte quella della Terra.