Esempio di coppia di galassie unite da filamenti di materia oscura (Immagine cortesia S. Epps & M. Hudson / University of Waterloo)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sui filamenti di materia oscura che uniscono due galassie. Un team di astronomi guidato da Mike Hudson dell’Università di Waterloo in Canada ha sfruttato un effetto di lente gravitazionale debole per creare un’immagine che mostra anche se indirettamente una sorta di ponte di materia oscura che unisce due galassie.

Il cargo spaziale Cygnus al decollo su un razzo Atlas V nella missione Orb-7 (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Cygnus di Orbital ATK è decollata su un razzo vettore Atlas V da Cape Canaveral. Dopo circa ventuno minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. È alla sua settima missione ufficiale, chiamata Orbital-7 o semplicemente Orb-7 ma anche CRS OA-7, di trasporto di rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale per conto della NASA.

2014 UZ224 / DeeDee visto da ALMA (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO))

Un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive la ricerca che ha seguito la scoperta di un possibile pianeta nano chiamato 2014 UZ224 e soprannominato DeeDee (da Distant Dwarf, nano lontano). Un team guidato da David Gerdes dell’Università del Michigan ne aveva annunciato la scoperta nell’ottobre 2016 e ora grazie a un’ulteriore osservazione effettuata con il radiotelescopio ALMA ha valutato altre sue caratteristiche.

I pennacchi di Europa (Immagine NASA, ESA, W. Sparks (STScI), and the USGS Astrogeology Science Center)

Ieri la NASA ha tenuto una conferenza stampa per illustrare le ultime novità riguardanti gli studi di oceani alieni. L’attenzione è stata concentrata sui due oceani sotterranei più conosciuti, quello di Europa, un satellite di Giove, e quello di Encelado, un satellite di Saturno. Ci sono conferme dei pennacchi provenienti da Europa, descritti anche in un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal Letters”. È stata annunciata la presenza di idrogeno molecolare nell’oceano di Encelado, descritta anche in un articolo pubblicato sulla rivista “Science”.

Il cratere triplo nella regione di Terra Sirenum su Marte (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato alcune nuove fotografie scattate dalla sonda spaziale Mars Express che mostrano un curioso cratere nella regione di Terra Sirenum su Marte. Si tratta di un cratere dalla forma allungata avendo una lunghezza di circa 45 chilometri e una larghezza di circa 24 chilometri. Probabilmente è il frutto dell’impatto di un asteroide che si è spezzato in tre parti quand’era ancora sopra la superficie provocando il triplo impatto di frammenti ancora molto vicini. I depositi sedimentari sul fondo del cratere suggeriscono che anticamente esisteva acqua in quella regione di Marte.