Il cargo spaziale Progress MS-7 decollo su un razzo vettore Soyuz 2.1a (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale Progress MS-7 è decollata su un razzo vettore Soyuz 2.1a dal cosmodromo kazako di Baikonur. Dopo circa nove minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta. Il cargo spaziale ha iniziato la missione di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale indicata anche come Progress 68 o 68P.

Il satellite Sentinel-5P al decollo su un razzo vettore Rockot (Foto ESA)

Poco fa, il satellite Sentinel-5P del programma Copernicus / GMES, è stato lanciato dal cosmodromo russo di Plesetsk su un razzo vettore Rockot con uno stadio superiore Briz-KM. Il satellite si è regolarmente separato dall’ultimo stadio del razzo e dopo circa un’ora e mezza ha cominciato a inviare segnali.

Il satellite Sentinel-5P, dove la “P” sta per Precursor, è il primo della costellazione Copernicus dedicato al monitoraggio dell’atmosfera. Il termine Precursor è dovuto al fatto che è il precursore del futuro satellite Sentinel-5 e rappresenta un passo avanti rispetto a Envisat. Andrà a complementare i satelliti meteorologici MetOp di EUMETSAT e a lavorare in coordinazione con la missione americana Suomi-NPP, iniziata nel 2011 con scopi simili.

La supernova MUSSES1604D (Immagine cortesia Institute of Astronomy, the University of Tokyo)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive una ricerca che offre le prove che l’esplosione di una supernova è stata innescata dalla detonazione di uno strato di elio sulla superficie di una nana bianca. Un team di ricercatori guidato da Ji-an Jiang dell’Università di Tokyo ha utilizzato il telescopio Subaru con osservazioni seguenti utilizzando il telescopio Gemini-North per studiare MUSSES1604D, una supernova di tipo Ia. La loro conclusione è che una nana bianca abbia rubato elio alla stella compagna ed esso abbia formato uno strato che a un certo punto è esploso, innescando la supernova.

Il bacino di Eridania (Immagine NASA)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Communications” descrive la scoperta di prove dell’esistenza di antichissimi depositi idrotermali su un fondo marino nella regione di Eridania su Marte. Un team di ricercatori ha studiato dati raccolti dalla sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA per ricostruire la presenza di massicci depositi in un bacino nell’emisfero meridionale del pianeta rosso. Si tratta di un tipo di ambiente favorevole alla nascita di forme di vita, simile a quello in cui secondo vari scienziati è nata la vita sulla Terra.

Illustrazion di una nube di polvere attorno alla stella di Tabby (Immagine NASA/JPL-Caltech)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca che offre una spiegazione ai tanti rapidi cambi di luminosità notati nella stella di Tabby negli ultimi anni. Un team di ricercatori coordinati dall’Università dell’Arizona ha utilizzato dati raccolti dai telescopi spaziali Spitzer e Swift della NASA e dall’osservatorio belga AstroLAB IRIS concludendo che questo fenomeno è causato da una densa nube di polvere che orbita attorno alla stella.