Il Sole durante un brillamento (Immagine NASA/NOAA)

La NASA ha pubblicato un’immagine del brillamento solare avvenuto il 21 gennaio scorso catturata dal satellite GOES-16 che l’agenzia gestisce assieme alla NOAA usando lo strumento Extreme Ultraviolet and X-Ray Irradiance Sensors (EXIS). Si tratta di uno strumento che ha proprio lo scopo di osservare il Sole e monitorare fenomeni come le tempeste solari, che possono provocare conseguenze sull’attività di satelliti ma anche di centrali energetiche e su altre attività umane.

Rappresentazione artistica del sistema AR Scorpii (Immagine M. Garlick/University of Warwick/ESO)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la scoperta della prima nana bianca pulsar, un oggetto finora solo ipotizzato ma mai trovato. Un team di ricercatori dell’università britannica di Warwick l’ha identificata nel sistema AR Scorpii (AR Sco), composto da una nana rossa e dalla nana bianca pulsar che ha un periodo di rotazione di poco meno di due minuti.

Il polo nord di Marte (Immagine ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO)

L’ESA ha pubblicato un’immagine della calotta polare settentrionale del pianeta Marte. Si tratta della composizione di 32 immagini catturate dallo strumento High Resolution Stereo Camera (HRSC) della sonda spaziale Mars Express dell’ESA durante altrettanti passaggi sopra il polo nord marziano tra il 2004 e il 2010. Quel mosaico mostra le depressioni a forma di spirale della calotta polare.

NGC 6334 e NGC 6357 (Immagine ESO)

L’ESO ha rilasciato una delle più ampie immagini astronomiche create grazie al VST (Very Large Telescope Survey Telescope) che comprende due nubi cosmiche di gas e polvere, NGC 6334 e NGC 6357. A causa delle loro forme, esse sono conosciute rispettivamente anche con i nomi popolari di nebulosa “Zampa di gatto” e nebulosa “Aragosta”.

Ricostruzione artistica di Rapid Burster (Immagine ESA/ATG medialab)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca che offre una spiegazione a un mistero astronomico risalente agli anni ’70. Un team di ricercatori dell’Anton Pannekoek Institute for Astronomy di Amsterdam guidati da Jakob van den Eijnden ha scoperto un intervallo nel disco di accrescimento del sistema binario MXB 1730-335, conosciuto come Rapid Burster per i suoi lampi di raggi X rapidi e discontinui.