Rappresentazione artistica del sistema X9 e la vista dell'osservatorio per i raggi X Chandra nel riquadro (Immagine X-ray: NASA/CXC/University of Alberta/A.Bahramian et al.; Illustration: NASA/CXC/M.Weiss)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca su quella che sembra essere il sistema binario con la stella che orbita più vicina a un buco nero. Un team di astronomi ha usato l’osservatorio per i raggi X Chandra e il telescopio spaziale NuSTAR della NASA e l’Australia Telescope Compact Array (ATCA) per osservare questo sistema chiamato X9 concludendo che la stella, una nana bianca, compie un’orbita ogni 28 minuti attorno al buco nero.

Ammasso galattico fotografato nell'indagine HSC-SSP (Immagine Credit: NAOJ/HSC Project)

Alla fine di febbraio i primi dati dalla Hyper Suprime-Cam Subaru Strategic Program (HSC-SSP) sono stati rilasciati al pubblico. Si tratta di una sorta di censimento cosmico creato utilizzando una grossa macchina fotografica digitale installate sul telescopio Subaru. Il National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) ha sviluppato un database dedicato e un’interfaccia per poter utilizzare la montagna di dati raccolti. Una speranza è di essere più vicini a capire quale sarà il destino dell’universo.

Encelado con vari "graffi di tigre" in blu (Immagine NASA/JPL/Space Science Institute )

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive la scoperta che il polo sud di Encelado, una delle lune del pianeta Saturno, è più caldo del previsto sotto lo strato di ghiaccio superficiale. Un team di ricercatori guidato da Alice Le Gall di LATMOS e UVSQ ha studiato rilevazioni effettuate dalla sonda spaziale Cassini durante un volo ravvicinato del 2011 concludendo che l’oceano sotterraneo di Encelado è più vicino alla superficie di quanto si pensasse.

Illustrazione delle bolle di Fermi e dell'uso di quasar per studiarle (Immagine NASA, ESA, and Z. Levy (STScI))

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca su una delle gigantesche bolle di gas rigurgitate dal buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Chiamate bolla di Fermi, si tratta di un tipo di struttura ancora non ben compreso e un team guidato da Rongmon Bordoloi del MIT ha usato il telescopio spaziale Hubble per rimediare misurando varie caratteristiche del gas all’interno della bolla.

La grande macchia bianca al centro del cratere Occator (Immagine NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI/LPI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomical Journal” descrive una ricerca che fornisce una datazione alla grande macchia bianca nel cratere Occator del pianeta nano Cerere. Un team di ricercatori guidati da Andreas Nathues del Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) di Gottinga, in Germania, ha usato dati raccolti dalla sonda spaziale Dawn della NASA per analizzare l’interno di Occator concludendo che la macchia bianca ha 4 milioni di anni, 30 milioni in meno del cratere.