Mappa topografica della regione in cui si trova il cratere Auki (Immagine NASA/USGS)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Icarus” descrive le nuove prove della presenza di antichissime attività idrotermali nel cratere Auki su Marte. Un team di scienziati guidato da Filippo Giacomo Carrozzo dell’INAF-IAPS di Roma ha usato immagini e dati spettroscopici raccolti dalla sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA per individuare strutture geologiche e minerali idrati che confermano quell’ipotesi.

La regione attorno a Sagittarius A* (Immagine X-ray: NASA/UMass/D.Wang et al., IR: NASA/STScI)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters” descrive una ricerca su Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Un team di scienziati dell’Università di Princeton e del Princeton Plasma Physics Laboratory (PPPL) del Dipartimento dell’Energia americano hanno sviluppato un nuovo metodo per creare un modello del disco di accrescimento che alimenta Sagittarius A*.

IRAS 16399-0937 (Immagine ESA/Hubble & NASA Acknowledgement: Judy Schmidt (geckzilla))

Un’immagine ottenuta grazie alle osservazioni effettuate dal telescopio spaziale Hubble mostra una galassia davvero peculiare. Chiamata IRAS 16399-0937, è un megamaser, cioè un maser astronomico che emette microonde con un’intensità circa cento milioni di volte maggiore di quella dei maser astronomici trovati in galassie come la Via Lattea. Ciò perché praticamente tutta la galassia è un maser.

La nebulosa NGC 6357 (Immagine X-ray: NASA/CXC/PSU/L. Townsley et al; Optical: UKIRT; Infrared: NASA/JPL-Caltech)

La NASA ha pubblicato un’immagine straordinaria anche per i suoi standard della nebulosa NGC 6357. I colori sono il risultato di una composizione ottenuta mettendo assieme i dati a raggi X dell’osservatorio spaziale per i raggi X Chandra della NASA e del telescopio spaziale ROSAT, i dati all’infrarosso del telescopio spaziale Spitzer della NASA e i dati nell’ottico dell’indagine SuperCosmos Sky Survey.

La possibile orbita di Proxima Centauri. I numeri sono in millenni (Immagine P. Kervella (CNRS/U. of Chile/Observatoire de Paris/LESIA), ESO/Digitized Sky Survey 2, D. De Martin/M. Zamani)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” descrive le osservazioni che hanno portato a concludere che la stella Proxima Centauri orbita attorno ad Alpha Centauri A e B formando un sistema triplo. Gli astronomi Pierre Kervella, Frédéric Thévenin e Christophe Lovis hanno utilizzato lo strumento HARPS installato all’osservatorio La Silla dell’ESO in Cile per ottenere le misurazioni precise necessarie a supportare questa teoria.