Concetto artistico delle sonde spaziali MMS ai confini del campo magnetico terrestre (Immagine NASA/Goddard/Conceptual Image Lab)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive la prima osservazione diretta del fenomeno chiamato riconnessione magnetica. Le quattro sonde spaziali gemelle MMS della NASA hanno permesso di ottenere le migliori osservazioni effettuate finora dell’interazione tra il campo magnetico della Terra e quello del Sole. Secondo i ricercatori che hanno analizzato i dati raccolti sono gli elettroni a innescare questo fenomeno.

concetto artistico di vari pianeti scoperti dal telescopio spaziale Kepler (Immagine NASA/W. Stenzel)

Ieri la NASA ha tenuto una conferenza stampa per annunciare che 1.284 esopianeti sono stati verificati tra i candidati scoperti usando il telescopio spaziale Kepler. Si tratta di gran lunga del più grande numero di pianeti aggiunti alla lista ormai lunga di quelli conosciuti. Un articolo su questa scoperta è stato appena pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal”.

Mappa topografica del pianeta Mercurio (Immagine USGS)

La missione MESSENGER della NASA ha pubblicato la prima mappa topografica completa del pianeta Mercurio. Per la precisione si tratta di un modello digitale di elevazione (in inglese Digital Elevation Model, DEM), una rappresentazione della distribuzione delle quote di un territorio, o di un’altra superficie, in formato digitale. Si tratta del prodotto dell’elaborazione dei dati raccolti dalla sonda spaziale MESSENGER nel corso della sua missione terminata poco più di un anno fa.

Nell'immagine grande un'immagine della galassia NGC 1332 dalla Carnegie-Irvine Galaxy Survey. Nel box in alto a sinistra una foto del telescopio spaziale Hubble. In alto a destra, un'immagine di ALMA (Immagine A. Barth (UC Irvine), ALMA (NRAO/ESO/NAOJ); NASA/ESA Hubble; Carnegie-Irvine Galaxy Survey)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astrophysical Journal Letters” descrive la più precisa misurazione finora effettuata della massa di un buco nero supermassiccio. Un team guidato dall’astronomo Aaron Barth dell’Università della California a Irvine (UCI) ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per esaminare il buco nero supermassiccio al centro della galassia NGC 1332.