L'area attorno al polo nord di Encelado con i suoi tanti crateri fotografata dalla sonda spaziale Cassini (Foto NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute)

Nei giorni scorsi la sonda spaziale Cassini ha compiuto uno dei voli più ravvicinati a Encelado, una delle lune di Saturno, passando a una distanza di circa 1.840 chilometri dalla sua superficie. Le prime foto ricevute dal centro controllo missione mostrano che il polo nord di Encelado ha molte fratture nella crosta di ghiaccio che copre questa luna ma ci sono anche crepe sottili che lo attraversano e molti crateri attorno ad esso.

Immagine ad alta risoluzione di Plutone. In alto una parte dell'area a forma di cuore (Foto NASA/JHUAPL/SwRI)

È stato appena pubblicato sulla rivista “Science” il primo articolo dedicato alle scoperte sul pianeta nano Plutone e le sue lune effettuate grazie al passaggio ravvicinato della sonda spaziale New Horizons della NASA del 14 luglio 2015. Alan Stern del Southwest Research Institute (SwRI), il principale investigatore della missione New Horizons, è anche il primo di una lunga serie di autori dello studio che sottolinea innanzitutto la straordinaria varietà geologica e morfologica del sistema di Plutone.

Due immagini della superficie di Giove catturate dal telescopio spaziale Hubble (Immagine NASA, ESA, A. Simon (GSFC), M. Wong (UC Berkeley), and G. Orton (JPL-Caltech))

Il telescopio spaziale Hubble è stato utilizzato per creare nuove mappe del pianeta Giove. La Wide Field Camera 3, la macchina fotografica di Hubble, ha catturato una serie di immagini del pianeta all’interno del programma Outer Planet Atmospheres Legacy. Lo scopo è di produrre nuove mappe ogni anno e nel caso di Giove le 10 ore di riprese al giorno hanno permesso di scoprire nuovi fenomeni tra cui i cambiamenti nella Grande Macchia Rossa.

La nebulosa planetaria Menzel 2 fotografata dal telescopio spaziale Hubble (ESA/Hubble & NASA, acknowledgement: Serge Meunier)

Il telescopio spaziale Hubble ha scattato una fotografia della nebulosa planetaria PK 329-02.2, conosciuta anche come ESO 178-15 o Hen 2-150 e chiamata comunemente Menzel 2 (Mz 2) perché scoperta dall’astronomo Donald Menzel nel 1922. Distante poco più di 7.700 anni luce dalla Terra, è visibile nella costellazione del Regolo ed è un altro caso in cui una nebulosa planetaria offre uno spettacolo mozzafiato, in questo caso con una nuvola blu che si allinea con le due stelle al suo centro.

Foto della formazione chiamata Kimberley nel cratere Gale scattata dal Mars Rover Curiosity (Foto NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Un nuovo studio effettuato dal team che gestisce il Mars Rover Curiosity ha confermato che tra 3,8 e 3,3 miliardi di anni fa c’erano laghi in quello che è oggi il cratere Gale. Al suo centro oggi c’è il monte Sharp, le cui basi sono state formate da sedimenti depositati strato su strato nel corso di un periodo molto lungo. I risultati di questo studio sono appena stati pubblicati sulla rivista “Science”.