Vista ai raggi X dell'area centrale della Via Lattea (Immagine ESA/XMM-Newton/G. Ponti et al. 2015)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sulla regione centrale della Via Lattea. Utilizzando l’osservatorio spaziale per i raggi X XMM-Newton dell’ESA, un team di scienziati del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE) guidato dal dottor Gabriele Ponti ha rivelato i processi più intensi in corso al centro della galassia.

Alcuni esempi di fratture individuate sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (Immagine ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA)

Mentre la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko comincia ad allontanarsi dal Sole, nuovi studi sono stati pubblicati basati sui dati raccolti nel corso dei mesi scorsi. Un articolo pubblicato sulla rivista “Geophysical Research Letters” descrive l’esame delle tante fratture fotografate dopo l’arrivo della sonda spaziale Rosetta dell’ESA. Un altro articolo pubblicato sulla rivista “Annales Geophysicae” fornisce una spiegazione per il “canto” della cometa scoperto l’anno scorso.

Il lander InSight nel "guscio" protettivo durante la fase di test (Foto NASA/JPL-Caltech/Lockheed Martin)

La NASA ha invitato le persone di tutto il mondo a partecipare ad un’iniziativa per inviare il proprio nome su Marte. È sufficiente registrare alcuni dati personali alla pagina approntata dall’agenzia sul suo sito per ottenere una carta d’imbarco virtuale. Tutti i nomi verranno registrati su un microchip che verrà trasportato sul lander InSight, che dovrebbe essere lanciato nel marzo 2016 per atterrare su Marte nel settembre 2016.

La navicella spaziale HTV-5 Kounotori al decollo su un razzo vettore H-II (Immagine NASA TV)

Poco fa la navicella spaziale HTV-5 è partita su un razzo vettore H-II dal centro spaziale di Tanegashima per una missione di rifornimento per la Stazione Spaziale. Circa quindici minuti dopo il lancio, il cargo spaziale si è separato regolarmente dall’ultimo stadio del razzo, è entrato nell’orbita preliminare e ha dispiegato i pannelli solari e le antenne di navigazione.

Fotografia della galassia NGC 428 scattata dal telescopio spaziale Hubble (Foto ESA/Hubble and NASA and S. Smartt (Queen's University Belfast))

Una fotografia della galassia NGC 428 scattata dal telescopio spaziale Hubble ne mostra la struttura distorta e incurvata. Assieme alle tracce di una notevole quantità di stelle in fase di formazione, è il segno della fusione tra due galassie. Per questo motivo, il suo aspetto potrebbe darci un’idea di cosa succederà fra alcuni miliardi di anni alla Via Lattea nella sua fusione con Andromeda.