Il sistema di 51 Eridani fotografato dal Gemini Planet Imager con un cerchio equivalente all'orbita di Saturno disegnato attorno alla stella (Immagine Gemini Observatory e J. Rameau (UdeM) e C. Marois NRC Herzberg)

Il pianeta 51 Eridani b è il primo scoperto usando il Gemini Planet Imager (GPI), uno strumento entrato in attività all’inizio del 2014 con il preciso scopo di individuare direttamente pianeti fuori dal sistema solare. Si tratta del più piccolo esopianeta osservato direttamente finora e le sue caratteristiche fanno pensare che assomigli a Giove quand’era molto giovane. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sulla rivista “Science”.

Fotografia della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko vicina al perielio (Foto ESA/Rosetta/NAVCAM)

Nel corso della giornata di ieri la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko ha passato il perielio, il punto di massimo avvicinamento al Sole. La sonda spaziale Rosetta dell’ESA era a una distanza di circa 327 chilometri e con la sua macchina fotografica NAVCAM ha scattato una serie di immagini per documentare l’attività della cometa. Grazie al calore che sta ricevendo dal Sole, ancora per qualche settimana continueranno a esserci spettacolari getti di gas generati dalla sublimazione dei ghiacci.

L'aspetto di una galassia a varie lunghezze d'onda nell'indagine GAMA (Immagine ICRAR/GAMA

Un team internazionale di astronomi ha esaminato i dati relativi a oltre 200.000 galassie a diverse lunghezze d’onda elettromagnetiche. La conclusione è che in una sezione dell’universo l’energia prodotta oggi è circa la metà rispetto a due miliardi di anni fa. In sostanza, l’universo si sta spegnendo ma in realtà non c’è da preoccuparsi perché si tratta di un processo estremamente lento. Questa ricerca è stata presentata alla XXIX Assemblea Generale dell’Unione Astronomica Internazionale e verrà pubblicata sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”.

Il sistema di coltivazione di lattuga nello spazio (Foto Orbital Technologies/NASA)

Ieri i membri dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale hanno mangiato un po’ di insalata. Sembra un atto molto banale ma essa era basata su lattuga coltivata sulla Stazione come parte dell’esperimento Veg-01 che ha proprio lo scopo di studiare la crescita di piante in un ambiente di microgravità. Lo scopo finale è quello di permettere l’autosufficienza nella produzione di cibo durante i viaggi nello spazio profondo e in colonie spaziali.

Mappa di lampi gamma con al centro una struttura simile ad un anello della lunghezza di 5 miliardi di anni luce (Immagine cortesia Lajos Balazs)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive la scoperta di quella che sembra la più grande struttura dell’universo. Si tratta di anello di nove lampi gamma, che significa altrettante galassie, per una lunghezza di 5 miliardi di anni luce. Quest’anello, anche se non è proprio un cerchio, sembra contraddire i modelli attuali e in particolare il principio cosmologico, l’idea che la distribuzione della materia nell’universo sia uniforme a una scala abbastanza grande.