Asteroidi

L'asteroide Bennu (Foto NASA/Goddard/University of Arizona)

La NASA e Lockheed Martin hano confermato che la sonda spaziale OSIRIS-REx ha raggiunto l’asteroide Bennu. Dalla sua orbita, a una distanza di circa 5 chilometri, comincerà a studiarne la superficie creandone una mappa nel corso di circa un anno e mezzo. Ciò permettererà agli scienziati della NASA non solo di conoscerlo meglio ma anche di scegliere l’area più adatta per procedere con la fase successiva della missione, che consisterà nel prelevare campioni dalla superficie di Bennu da riportare sulla Terra.

La sonda spaziale Dawn durante la sua preparazione (Foto NASA/Amanda Diller)

La NASA ha annunciato la fine della missione della sua sonda spaziale Dawn dopo che l’esaurimento dell’idrazina utilizzata dai suoi propulsori di manovra le ha impedito di orientarsi verso la Terra per comunicare con il controllo missione attraverso il Deep Space Network della NASA. Dawn è in un’orbita stabile attorno al pianeta nano Cerere e probabilmente vi rimarrà per almeno 50 anni. È l’unica sonda spaziale ad aver orbitato attorno a due corpi celesti dato che la prima parte della sua missione è stata attorno all’asteroide gigante Vesta.

In gergo tecnico con il termine rendezvous si intende la manovra di avvicinamento, spesso pericolosa e ad alto rischio tra due oggetti nello spazio. I due corpi in questione sono il più delle volte una navicella spaziale e una stazione orbitale. Il più delle volte, visto che nel Novembre del 2014 il lander Philae lanciato dalla sonda Rosetta è riuscito per la prima volta nella storia delle missioni spaziali ad avvinarsi e atterrare dopo una rischiosa manovra sulla cometa 67P/Churyumov Gerasimenko. Un rendezvous coronato dal successo come quello avvenuto nel Settembre del 2018 nel libro, allora da poco uscito in Italia, dello scrittore Arthur Clarke.

Le prime immagini di 2015 TG387 (Immagine cortesia Scott Sheppard)

Un articolo sottoposto per la pubblicazione sulla rivista “The Astronomical Journal” descrive la scoperta di 2015 TG387, un oggetto dalla lunghezza stimata attorno ai 300 chilometri la cui distanza dal Sole è circa 80 volte quella della Terra. Un team di astronomi guidato da Scott Sheppard della Carnegie Institution for Science l’ha avvistato per la prima volta il 13 ottobre 2015 nel corso delle ricerche di un altro pianeta oltre l’orbita di Plutone. L’orbita di questo oggetto, che è stato soprannominato The Goblin, e quelle del pianeta nano Sedna e del possibile pianeta nano 2012 VP113 potrebbero essere spiegate dalla presenza di un pianeta ancora sconosciuto.

Concetto artistico di Patroclus e Menoetius (Immagine cortesia W.M. Keck Observatory/Lynette Cook)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Astronomy” descrive una ricerca sulle migrazioni dei pianeti gassosi del sistema solare. Un team di scienziati ha studiato due asteroidi chiamati Patroclus e Menoetius che sono fuori dal normale dato che formano una coppia di troiani di Giove, il che significa che orbitano in un punto di equilibrio del sistema Sole-Giove. La loro conclusione è che la loro esistenza costituisce una prova degli spostamenti delle orbite dei pianeti gassosi.