Buchi neri

La galassia NGC 3147 (Immagine ESA/Hubble & NASA, A. Riess et al.)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters” riporta uno studio su un buco nero supermassiccio circondato da un disco di materiali che ha rivelato caratteristiche inaspettate. Un team di ricercatori guidato da Stefano Bianchi dell’Università degli Studi Roma Tre che include ricercatori di INAF (Istituto nazionale di astrofisica) e ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha usato il telescopio spaziale Hubble per osservare il nucleo della galassia NGC 3147 scoprendo un disco piccolo e tenue, una versione ridotta dei grandi dischi tipici dei nuclei galattici attivi, una struttura che non dovrebbe esistere. La scoperta rappresenta una nuova opportunità per testare alcuni effetti relativistici ma potrebbe costringere gli astronomi a rivedere certi modelli sui nuclei galattici attivi.

Antichi quasar ruotano a velocità relativistiche

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” riporta un’osservazione di 5 quasar lontani tra 9,8 e 10,9 miliardi di anni luce con l’aiuto di lenti gravitazionali che ne hanno offerto immagini multiple. Un team di astronomi ha usato l’osservatorio spaziale per i raggi X Chandra della NASA per studiare i dischi di accrescimento attorno ai buchi neri supermassicci che alimentano quei quasar scoprendo che uno ruota a una velocità che supera il 70% di quella della luce.

La galassia nana ESO 495-21 (Immagine ESA/Hubble, NASA)

Un’immagine catturata dal telescopio spaziale Hubble mostra la galassia nana ESO 495-21, davvero piccola avendo una massa totale stimata attorno a dieci miliardi di masse solari, circa il 3% della Via Lattea. L’interesse degli astronomi nei confronti di ESO 495-21 è dovuto al fatto che, nonostante le sue dimensioni ridotte, è del tipo starburst, cioè ha un ritmo elevato di formazione stellare, e ha al suo centro un buco nero supermassiccio con una massa stimata in almeno un milione di masse solari. Si tratta di un caso che potrebbe essere analogo alle prime galassie dell’universo e supporta l’ipotesi che la galassia nana si sia formata attorno a un buco nero che già esisteva prima.

Un disco di gas "freddo" rilevato attorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta la rilevazione di un disco di gas interstellari attorno a Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Un team di ricercatori guidato da Elena Murchikova dell’Università americana di Princeton ha rilevato grazie al radiotelescopio ALMA le emissioni radio della parte meno calda del disco di accrescimento che circonda Sagittarius A*. Mappando quelle emissioni è stato possibile notare la rotazione di quel disco, un ulteriore dato utile per studiare i processi in atto attorno a quel buco nero.

Il buco nero V404 Cygni oscilla come una trottola

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” riporta l’osservazione di un getto di materiali emesso dal buco nero V404 Cygni che ha cambiato orientamento nel giro di non più di poche ore. Un team guidato da James Miller-Jones del nodo della alla Curtin University dell’International Centre for Radio Astronomy Research (ICRAR), in Australia, ha usato i radiotelescopi della rete Very Long Baseline Array per studiare l’area attorno al buco nero durante una delle periodiche esplosioni di notevole intensità. Ciò ha permesso di osservare per la prima volta getti di materiali cambiare orientamento nel giro di poche ore o addirittura di minuti.