Buchi neri

La galassia più luminosa conosciuta sta divorando le sue vicine

Un articolo pubblicato sulla rivista “Science” descrive uno studio della galassia W2246-0526, la più luminosa conosciuta. Un team di ricercatori ha utilizzato il radiotelescopio ALMA per esaminarla scoprendo scie di materiali mentre vengono strappati da tre galassie più piccole che orbitano attorno a essa. In un caso viene generata una “coda mareale”, una larga scia di materiali che connette W2246-0526 con una delle sue satelliti. Secondo un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” il buco nero supermassiccio al suo centro ha una massa che è circa 4 miliardi di volte quella del Sole.

Fusioni galattiche rivelano coppie di buchi neri supermassicci

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature” descrive la scoperta di cinque coppie di buchi neri supermassicci in galassie nelle fasi finali di fusioni galattiche. Un team di ricercatori coordinato dall’Università del Maryland ha utilizzato dati raccolti all’Osservatorio Keck alle Hawaii e in oltre vent’anni dal telescopio spaziale Hubbble per scoprire questi casi tra centinaia di galassie selezionate tra quelle con forti emissioni di raggi X rilevate dal telescopio spaziale Swift.

Abell 2597 visto da ALMA (in giallo), MUSE (in rosso) e Chandra (in blu-violetto) (Immagine ALMA (ESO/NAOJ/NRAO), Tremblay et al.; NRAO/AUI/NSF, B. Saxton; NASA/Chandra; ESO/VLT)

Un articolo pubblicato sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive l’osservazione di una sorta di fontana galattica di gas molecolare freddo pompato da un buco nero supermassiccio nella galassia più brillante dell’ammasso galattico Abell 2597. Un team di ricercatori ha usato il radiotelescopio ALMA e lo spettrografo MUSE montato sul VLT dell’ESO per osservare per la prima volta un ciclo che include sia afflusso che deflusso che alimenta quella fontana.

Simulazione di materiali vicini a Sagittarius A* (Immagine ESO/Gravity Consortium/L. Calçada)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive la rilevazione di nubi di gas caldissimo che orbitano attorno al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, chiamato Sagittarius A* o semplicemente SgrA*. Un team di ricercatori ha usato lo strumento GRAVITY installato sul VLT dell’ESO per osservare brillamenti di luce infrarossa provenienti dal disco di accrescimento di gas e polveri che orbita a velocità elevatissime attorno a SgrA*. Si tratta delle osservazioni più accurate di materiali così vicini all’orizzonte degli eventi di un buco nero.

Una coda per un gruppo di galassie attratte dall'ammasso Abell 2142

Un articolo pubblicato sulla rivista “Astronomy & Astrophysics” descrive l’osservazione di un piccolo gruppo di galassie attratto dall’ammasso galattico Abell 2142 e avvicinandosi ad esso si è creata una scia di gas caldissimo. Un team di ricercatori guidati da Dominique Eckert, ora all’istituto tedesco Max Planck per la fisica extraterrestre, che include ricercatori italiani, ha usato l’osservatorio spaziale per i raggi X Chandra della NASA per rilevare le emissioni da una sorta di coda che si estende per oltre un milione di anni luce.