Buchi neri

Vista ai raggi X dell'area centrale della Via Lattea (Immagine ESA/XMM-Newton/G. Ponti et al. 2015)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” descrive una ricerca sulla regione centrale della Via Lattea. Utilizzando l’osservatorio spaziale per i raggi X XMM-Newton dell’ESA, un team di scienziati del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE) guidato dal dottor Gabriele Ponti ha rivelato i processi più intensi in corso al centro della galassia.

Schema dell'osservazione del buco nero supermassiccio PKS 1830-211 tramite lente gravitazionale (Immagine ESA/ATG medialab)

Un articolo pubblicato sulla rivista “Nature Physics” descrive lo studio condotto sul buco nero supermassiccio conosciuto come PKS 1830-211 usando osservazioni effettuate con i telescopi spaziali Integral dell’ESA e Fermi e Swift della NASA. La particolarità sta nel fatto che queste osservazioni hanno sfruttato un effetto di lente gravitazionale creato da una galassia per esplorare le regioni interne dell’area attorno al buco nero e i raggi gamma che provengono da essa.

In alto, una rappresentazione artistica del telescopio spaziale NuSTAR (NASA/JPL-Caltech). In basso a sinistra, una delle galassie esaminate da NuSTAR (Hubble Legacy Archive, NASA, ESA). In basso a destra, rappresentazione artistica di un buco nero supermassiccio nascosto nella galassia che lo ospita (NASA/ESA)

Ieri al National Astronomy Meeting (NAM2015) della Royal Astronomical Society, al centro Venue Cymru di Llandudno, in Galles, sono state presentate le prove della scoperta di buchi neri supermassicci trovati grazie al telescopio spaziale NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array) della NASA. Un team internazionale diretto da astronomi dell’Università britannica di Durham ha rilevato le emissioni di raggi X ad alta energia provenienti da cinque buchi neri che prima erano nascosti da polveri e gas.

Galassie contenenti quasar osservate dal telescopio spaziale Hubble: nella fila superiore il quasar è visibile, in quella inferiore la sua luce è stata sottratta (Immagine NASA/ESA)

Un articolo sulla rivista “Astrophysical Journal” descrive una ricerca sui quasar condotta usando il telescopio spaziale Hubble. Questi oggetti incredibilmente brillanti sono stati osservati nella fase di formazione, quand’erano in un certo senso adolescenti. Le osservazioni confermano l’ipotesi che i quasar sono generati da collisioni galattiche che alimentano il buco nero supermassiccio al loro centro.

Il gruppo di galassie NGC 5813 visto dall'osservatorio per i raggi X Chandra (Immagine X-ray: NASA/CXC/SAO/S.Randall et al., Optical: SDSS)

Un articolo sulla rivista “The Astrophysical Journal” descrive una ricerca sul gruppo di NGC 5813 effettuata usando l’osservatorio spaziale per i raggi X Chandra della NASA. In questo gruppo di galassie sono state scoperte multiple eruzioni originate dal buco nero supermassiccio al centro della galassia che dà il nome al gruppo. Quest’attività è avvenuta nel corso di circa 50 milioni di anni e ha modificato l’aspetto del gruppo, creando varie cavità, enormi bolle all’interno della nube di gas caldi che lo avvolge.